NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 21

Notizie dal territorio 21   27 febbraio 2017

 

Dalla Cna Marche:

 

Sono 13.879 le imprese guidate da un immigrato che esercitano la loro attività nella nostra regione, quasi una su dieci. E tra il 2015 e il 2016 sono aumentate di 235 unità mentre le imprese con un titolare italiano sono diminuite di 1.723 unità. Un’indagine della Cna Marche.

 

IMPRENDITORI IMMIGRATI IN CRESCITA NELLE MARCHE. SOPRATTUTTO CINESI, MAROCCHINI, RUMENI E ALBANESI

 

Cna Marche: “Oltre la metà delle imprese guidate da stranieri è attiva nel settore dei servizi. In particolare sono 4.703 le imprese dedite al commercio soprattutto marocchini e cinesi ma anche bengalesi e senegalesi. Le imprese edili sono 3.516 e quelle manifatturiere 2.205 di cui il 64 per cento nella moda”

 

Non solo imbianchini o muratori ma anche giardinieri, fornai, sarti, parrucchieri, ristoratori e commercianti al dettaglio. Vengono da lontano ma hanno deciso di lavorare nelle Marche. Sono 13.879 le imprese guidate da un immigrato che esercitano lA loro attività nella nostra regione, quasi una su dieci. E tra il 2015 e il 2016 sono aumentate di 235 unità mentre le imprese con un titolare italiano sono diminuite di 1.723 unità. Un trend che prosegue ormai da diverso tempo. Negli ultimi si anni le imprese marchigiane a guida straniera sono aumentate del 9,8 per cento mentre quelle con un titolare italiano sono scese dal 3,3 per cento. E’ quanto emerge dall’indagine di Cna Marche su dati della Camera di commercio di Ancona e del rapporto “Immigrazione e imprenditoria 2016” del Centro Studi e Ricerche Idos.

La comunità di impreditori straniera più numerosa è quella cinese (14,3 per cento), seguita dagli immigrati dal Marocco (11,9), dai rumeni (9,7) e dagli albanesi (9,3). Quote più limitate di imprenditori stranieri sono quelle provenienti da Bangladesh, Senegal,   Egitto, Nigeria e Tunisia.

“Oltre la metà delle imprese guidate da stranieri ” afferma il presidente di Cna Marche Gino Sabatini “è attiva nel settore dei servizi. In particolare sono 4.703 le imprese dedite al commercio soprattutto marocchini e cinesi ma anche bengalesi e senegalesi. Numerose anche le imprese edili costituite da immigrati (3.516) prevalentemente rumeni e albanesi. Oltre 900 sono le imprese straniere attive nel settore della ristorazione ed una su quattro è gestita da cinesi. Se la ristorazione è un caso a parte e cavalca la crescente voglia di cibo etnico dei consumatori marchigiani, le imprese degli immigrati in edilizia e nel commercio sono per lo più attivà deboli, inserite nel comparto meno qualificato dell’offerta. Imprese che nascono e muoiono con grande facilità, in un continuo turn over aziendale.”

Più solide e strutturate, secondo l’indagine Cna, sono le imprese manifatturiere con titolare immigrato. Sono 2.205 di cui il 64 per cento attive nel sistema moda (794 nel calzaturiero e 618 nell’abbigliamento). Anche qui si tratta soprattutto di imprenditori cinesi che operano nella parte bassa della filiera, quasi sempre in subfornitura. Sono imprese comunque di capitale tecnico (impianti, macchinari, attrezzature) e quindi più solide, organizzate e tendenzialmente più longeve rispetto alle imprese del terziario. L’imprenditoria straniera costituisce l’11,3% del totale della manifattura marchigiana, una delle più diffuse e radicate nel panorama italiano.   Sono 108 quelle presenti nel mobile, 324 nella meccanica e 173 nelle industrie metallifere.

Gli imprenditori immigrati sono soprattutto uomini (73,4 per cento) ed il 52 per cento ha un’età compresa tra i 35 e i 50 anni. Un titolare di impresa straniera su quattro ha meno di 35 anni ed uno su cinque ha un’età compresa tra i 50 e i 65 anni. Solo l’1,5 per cento ha più di 65 anni.

Diffuse in tutta la regione, le imprese straniere sono più numerose nella provincia di Ancona (3.769). Seguono Macerata (3.404), Pesaro Urbino (3.404), Fermo (1.713) e Ascoli Piceno (1.589).

“Tre imprese straniere su quattro sono nate dopo il 2008, cioè nel pieno della crisi del sistema produttivo regionale e “commenta il segretario Cna Marche Otello Gregorini “hanno contribuito a frenare gli effetti della recessione, offrendo occasioni di lavoro agli immigrati ma anche ai giovani marchigiani. Ulteriori possibilità di sviluppo di attività imprenditoriali sono legati sono legate alla qualificazione delle competenze acquisite dai migranti nel sistema formativo e al sostegno alle start up innovative avviate da stranieri. Un ruolo importante è svolto dalla Cna con la propria rete denominata “Cna World”, che offre ai cittadini stranieri numerosi servizi di assistenza e supporto. In particolare una consulenza mirata per intraprendere un’attività di lavoro autonomo”

 

MARCHE, LE PRINCIPALI ETNIE DEGLI IMPRENDITORI IMMIGRATI

  Numero % sul totale % donne var. ultimi 5 anni  
Cina 1.788 14,3 46,9 142,6  
Marocco 1.484 11,9 13,0 65,4  
Romania 1.215 9,7 34,1 87,8  
Albania 1.166 9,3 11,7 38,3  
Bangladesh 469 3,8 10,2 89,1  
Senegal 358 2,9 8,4 37,2  

FONTE: Rapporto Immigrazione e Imprenditoria Idos 2016

 

 

AUTOTRASPORTO E SICUREZZA, CONVEGNO CNA FITA A PESARO IL 4 MARZO

 

Lavorare, viaggiando in sicurezza. Ad un anno dall’approvazione della legge che ha introdotto il reato di omicidio stradale”: di questo si parlerà sabato 4 marzo a Pesaro (ore 10, Sala Pierangeli – sede della Provincia Pesaro e Urbino – viale Gramsci 4). Il convegno è promosso da Cna-Fita Marche, Agenzie UnipolSai di Pesaro, Consiglio Regionale Unipol Marche, Fondazione Unipolis con il Progetto Sicurstrada ed ha il patrocinio della Provincia di Pesaro Urbino.
A discutere dei temi legati alla sicurezza stradale e alla legislazione di settore, con un focus sulle novità introdotte dalla cosiddetta legge sull’omicidio stradale, insieme a quelle inerenti la formazione dell’autista professionale e alla prevenzione dei sinistri, sono stati invitati: Riccardo BattistiCNA/FITA Marche, Cinzia Franchini – Presidente nazionale CNA/FITA, Kylene De AngelisTraining2000, Giordano Biserni, Ugo Terracciano e Franco Medri di Asaps, Matteo Pasti – Federtrasporti.

 

Dalle Cna Territoriali:

 

IL MADE IN ITALY MARCHIGIANO NON MOLLA IL MERCATO RUSSO

 

ANCONA. Nonostante i complicati rapporti politici e di business, l’interscambio commerciale Italia-Russia nel 2017 vede il ritorno del segno positivo. L’Italia si conferma secondo partner commerciale della Russia in Europa (dopo la Germania) e quarto a livello mondiale.

Questi i dati presentati dalla ACO nel corso del seminario “Destinazione Russia” organizzato da Cna nella sua sede di Ancona nell’ambito del programma Export Box.

Il crollo del prezzo del petrolio con il conseguente deprezzamento del rublo e le sanzioni Ue-Russia, hanno toccato fortemente nei mesi scorsi le esportazioni delle aziende marchigiane del Made in Italy che nonostante tutto non mollano il mercato e, seppur con fatica, stanno continuando ad investire. Segnali positivi di ripresa sono stati registrati proprio in questi giorni al MICAM, la fiera internazionale della calzatura conclusasi mercoledì scorso a Milano, che ha visto aumentare la presenza dei buyer russi rispetto alla precedente edizione.

“Se vogliamo che le nostre imprese abbiano successo in Russia, non possiamo attendere segnali dai media, dobbiamo essere rapidi a cogliere le opportunità che si stanno presentando adesso sul mercato”, questo l’accorato intervento di Marco Ginesi, Console Onorario della Federazione Russa, ospite della Cna.

“La Russia è di certo un grande territorio, che può diventare un grande mercato solo se le imprese si pongono le giuste domande e approcciano il business con metodo”, ha aggiunto il Cav. Renato Barchiesi, responsabile della Segreteria del Consolato Russo.

Ed è proprio sul metodo che Cna Export Box sta operando per sostenere le imprese marchigiane impegnate nell’intraprendere rapporti commerciali con la Russia, dove la gestione del cliente in local management si sta rivelando molto efficace in particolare nei settori dell’arredamento, dell’illuminazione e della meccanica. “L’accordo di collaborazione firmato tra Cna ed ACO – spiega Lucia Trenta, responsabile internazionalizzazione per Cna Ancona – mira invece a preparare le aziende ad affrontare con strumenti adeguati quello che per loro rappresenta un nuovo mercato di sbocco che non segue i canoni europei. Quindi tutte le imprese interessate al mercato russo possono rivolgersi a Cna, poiché siamo in grado di offrire loro ogni strumento utile a farle entrare e crescere in questo importante mercato”.

 

Controcorrente/ La fashion designer Gloria Bellardi ritorna in Italia e apre in centro storico sfidando le grandi catene dell’abbigliamento

 

FASHION LAB, APRE A PESARO UN LABORATORIO

DI MODA IN PIENO CENTRO STORICO

 

PESARO – Un laboratorio di moda e tendenze che vuole diventare anche un punto d’incontro e di scambio di idee. Mentre Pesaro vive il progressivo spopolamento di attività dal centro storico e assiste contemporaneamente al sistematico insediamento delle grandi catene di abbigliamento nazionali e internazionali (con tante attività artigianali e commerciali che nel corso degli anni hanno chiuso i battenti), la CNA saluta con entusiasmo e promuove il nuovo progetto della giovane e intraprendente fashion designer, Gloria Bellardi.

Dopo aver vissuto e lavorato nel settore della moda all’estero, ha deciso coraggiosamente di tornare in Italia e di aprire un laboratorio in pieno centro storico, in via dell’Abbondanza. Un vero e proprio “presidio” che vuole riaffermare non solo la modernità delle idee ma anche una tradizione: quella legata all’artigianato, al gusto, all’abilità, alla manualità. Un vero e proprio laboratorio dal quale partiranno idee e iniziative. E dunque prima dell’inaugurazione, una chiacchierata-incontro sull’arte e poi una sfilata, entrambe in un altro luogo storico di Pesaro: l’ex Chiesa della Maddalena.

Un doppio appuntamento per indagare le contaminazioni tra l’arte ed il mondo della moda nelle collezioni di questa giovane stilista nata a Pesaro che, dopo aver accumulato formazione ed esperienze in Italia e all’estero, torna per divulgare nella propria città un punto di vista sulla creatività concettualmente diverso dalla classica idea di branding, concretizzandolo in un luogo fisico. Un punto d’ incontro tra showroom, laboratorio e negozio, ma soprattutto un “salotto” dove si possa creare una vera e propria community di amanti dell’ arte e della moda.

Il rapporto che Gloria Bellardi, così come tanti giovani stilisti, ha con l’arte non può più essere circoscritta ad una semplice appropriazione di motivi decorativi, come si è fatto nel passato.

Il rapporto tra arte e moda è oggi più complesso, e soprattutto non può essere confinato in regole valide per personalità diverse. La progettazione della moda è un processo creativo che si nutre di suggestioni diverse, seguendo una esperienza che è molto vicina a quella della pratica artistica: esperienze, conoscenze, sogni e abilità si mescolano in modo sapiente in una produzione che per essere bella e forte deve presentarsi come una visione. Altrimenti è altro.

Gloria Bellardi ha l’esperienza, la conoscenza, l’abilità della stilista, ma anche le suggestioni, la curiosità e i sogni di chi osserva e nutre ciò che disegna con una visione.

Per scoprire da vicino come lavora oggi una giovane stilista, cosa c’ entrino i viaggi, i libri e l’arte con la sua produzione, abbiamo voluto organizzare un incontro con lei, prima di presentare la sua collezione e prima che lei inauguri il nuovo spazio a Pesaro, in Via Dell’ Abbondanza 33.

Sabato 25 febbraio presso la Chiesa della Maddalena alle ore 17.30 una chiacchierata, organizzata dall’ associazione culturale ETRA. “ENTRA NELL’ARTE”, per conoscerla da vicino, guardare i suoi disegni, ma anche i suoi appunti di lavoro, di viaggio, di vita. Per i primi 25 partecipanti, un invito personale che garantirà una seduta il giorno della Sfilata.

Domenica 5 marzo presso la Chiesa di Santa Maria Maddalena alle ore 18.00

Sfilata della nuova collezione: un evento che non circoscrive gli abiti dentro un confine, ma esplora il modo di comunicarli attraverso differenti discipline artistiche.

 

COMMERCIO IN CADUTA LIBERA, PERSA IN UN ANNO UN’IMPRESA AL GIORNO

 

ANCONA. Continua a navigare in un mare di difficoltà il settore commercio nella nostra regione ma, considerando il numero di imprese nate nell’ultimo anno, il settore della ristorazione segna una rimonta. Lo dicono i dati di un’indagine condotta dal Centro Studi Cna Marche.

“Siamo molto preoccupati per le difficoltà che stanno attraversando gli imprenditori del commercio e per le famiglie che vedono ridotto il loro potere di acquisto – afferma Andrea Riccardi, responsabile provinciale Cna Commercio e Turismo – e i numeri confermano il nostro stato d’animo: se prendiamo in esame l’anno appena trascorso, nelle Marche il commercio al dettaglio è diminuito dell’1,5%, quello all’ingrosso dello 0,6%. Leggero aumento solo nella ristorazione: 0,3%. In termini reali, confrontando il numero di imprese attive, in un anno, nel commercio al dettaglio e all’ingrosso, su tutto il territorio regionale si sono perse 355 imprese, quasi una al giorno”.

Lo studio della Cna punta poi la lente di ingrandimento sulle città più grandi della provincia di Ancona: il capoluogo, Senigallia e Jesi.

“Nella provincia di Ancona – prosegue Riccardi – il settore legato alla ricettività alberghiera e alla ristorazione segna un trend positivo (+2,6%) e una variazione significativamente superiore a quella registrata per lo stesso settore nel territorio regionale (+0,6%). Confrontando l’intero 2016, positivo è l’andamento del settore attività dei servizi di alloggio e di ristorazione che cresce di 65 imprese attive. Un altro settore che guadagna imprese a ritmo particolarmente sostenuto, è quello delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento, che cresce nella provincia di 24 unità (+4,3% contro lo 0,9% rilevato nell’intero territorio regionale). Ancona comunque mostra la situazione più strana: il commercio al dettaglio si riduce del 2,1%, mentre la ristorazione e l’alloggio salgono del 5,7%. A Senigallia il commercio al dettaglio segna un pareggio (nel 2016 il numero delle imprese attive è uguale a quello del 2015: 701), mentre la ristorazione e l’alloggio salgono del 2%; a Jesi il commercio al dettaglio sale del 2%, mentre la ristorazione e l’aggio del 4,1%”.

Secondo la Cna le istituzioni nazionali devono varare politiche per rilanciare i consumi, allentare la stretta burocratica e contribuire a migliorare l’accesso al credito, mentre a livello locale si devono trovare le modalità per incentivare i giovani ad avviare attività innovative e aiutare chi fa impresa a reggere l’urto di una crisi che ha stravolto l’intero Paese.

“Da questi dati – aggiunge poi Gabriele Di Ferdinando del Centro Studi Cna – si vede come il tessuto di imprese della provincia di Ancona abbia intrapreso un moderato processo di riorganizzazione a favore di un terziario meno orientato al commercio tradizionale, ma più aperto al turismo, alla ristorazione, all’intrattenimento, all’informazione e alla comunicazione. Auspichiamo che a tali dinamiche si affianchino politiche di riqualificazione urbana che possano favorire il sistema dell’accoglienza delle nostre città e il loro ripopolamento commerciale. Le trasformazioni della società comportano altrettante modificazioni nel commercio e nel rapporto tra consumatore e offerta. La distribuzione commerciale sta vivendo una fase di grandi mutamenti con un’esigenza di competitività dell’intero sistema e una migliore sintonia tra offerta di servizi e nuovi stili di vita. In questo senso la crescita delle attività e degli eventi artistici e ricreativi può risultare fondamentale per restituire alle realtà urbane l’attrattività e la competitività nei confronti dei centri commerciali della grande distribuzione”.

 

 

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