NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 20

14 MARZO 2012

 

Dalla Cna Marche:

 

Lo scorso anno,  i Confidi marchigiani  hanno garantito finanziamenti per oltre 600 milioni di Euro (1,6 miliardi di euro lo stock in essere) ma il 30 per cento dei finanziamenti deliberati non è stato erogato dalle banche. Dal 2008 al 2010 da Regione, Province e Camere di commercio 23 milioni di euro ai Consorzi fidi marchigiani ma nel 2012 debbono aumentare se si vogliono garantire risorse per le imprese

 

SOCIETA’ REGIONALE DI GARANZIA E CONFIDI

A CACCIA DI FONDI PER LE IMPRESE DELLE MARCHE

 

Senza credito e senza futuro. Le banche non finanziano più le imprese che, strozzate dalla mancanza di liquidità, rischiano di chiudere i battenti. Sono 30 mila in Italia e più di mille nelle Marche le imprese destinate a chiudere quest’anno per effetto della crisi e sopratutto della stretta creditizia. Lo hanno denunciato i Confidi di Confindustria, Confartigianato, Cna, Casartigiani  e Cooperazione delle Marche,  riuniti in conferenza stampa ad Ancona. Gli istituti di credito, hanno affermato, faticano a concedere finanziamenti non solo alle aziende in difficoltà, ma anche a quelle sane e senza debiti. In molti casi anche alle imprese garantite dai Confidi. Lo scorso anno, i Confidi marchigiani hanno garantito finanziamenti per 600 milioni di euro ma il 30 per cento dei finanziamenti deliberati non è stato erogato dalle banche. E quest’anno, a giudicare dall’andamento dei primi due mesi, la percentuale delle pratiche respinte dalle banche, è destinata ad aumentare ulteriormente. Per scongiurare l’ulteriore stretta creditizia, che minaccia le imprese marchigiane, il presidente della Società regionale di Garanzia Marche Giorgio Cippitelli ed i presidenti di Confidi Macerata Oliviero Rotini, di  Confidicoop Marche Graziano Mariani, di  Fidimpresa Marche Alberto Barilari, di Confartigianato Fidi Pesaro Learco Bastianelli  , in rappresentanza di tutti i Confidi marchigiani, hanno chiesto alle banche di aprire il rubinetto del credito alle imprese.

“Gli istituti di credito” ha ricordato Cippitelli “hanno ricevuto dalla Bce diversi miliardi di euro al costo dell’1 per cento mentre nei prestiti concessi alle imprese viene praticato un tasso che oscilla tra l’8 e il 10 per cento. E’ una situazione insostenibile “

Quel che preoccupa di più, hanno sostenuto i presidenti dei Confidi intervenuti alla conferenza stampa, è il fatto che anche i Consorzi fidi stanno risentendo della stretta creditizia. Nel 2011, secondo la Banca d’Italia, le sofferenze delle imprese sono aumentate del 40 per cento. Una situazione che si trasferisce ai portafogli dei Confidi in termini di rischiosità, erodendo progressivamente il loro patrimonio.

“Dall’inizio della crisi” hanno ricordato “abbiamo sostenuto migliaia di imprese garantendo il credito che veniva richiesto alle banche  ma oggi, se non si interviene per sostenerci, rischia di venir meno lo strumento dei Confidi, che in questi anni, è stato il più efficace contro il credit crunch. Per questo chiediamo a Regione, Province e Camere di commercio di rifinanziare le nostre strutture. Dal 2008 al 2010 da questi enti sono state messe a disposizione dei Confidi risorse per 23 milioni di euro e chiediamo non solo di mantenere ma di rafforzare questa scelta”.

Le imprese più a rischio sono le piccole e medie, per le quali da ottobre 2011 ad oggi, i prestiti concessi si sono ridotti di quasi il 35 per cento mentre oltre il 50 per cento delle microimprese segnala crescenti difficoltà nella concessione del credito da parte delle banche ed anche quando viene erogato, si ha una riduzione dei volumi dal 30 al 50 per cento.  La situazione, più fluida per quanto riguarda i crediti a breve termine, risulta essere più pesante per i finanziamenti a medio e lungo termine.

“Un ruolo fondamentale  nel sostegno al credito per le imprese” hanno concluso i presidenti dei Confidi marchigiani “può assumerlo il Fondo centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese, che ha deliberato 55 mila operazioni nel 2011 che è stato rifinanziato quest’anno con 400 milioni di euro. Ma dovrebbe concentrare i propri interventi sulla sola controgaranzia dei fondi di garanzia regionali e dei Confidi invece di operare direttamente con le banche, finendo per far pagare il credito più caro alle imprese, senza l’intermediazione dei Consorzi Fidi”.

 

 

Dalla Cna nazionale:

 

RETE IMPRESE ITALIA: “AGGRAVIO COSTI INACCETTABILE,

SE RIFORMA LAVORO NON CAMBIA NON FIRMEREMO”

  “L’aggravio di costi previsto dalla riforma del lavoro presentata dal governo – dichiara Marco Venturi, presidente di Rete Imprese Italia – è inaccettabile per le imprese. Se non ci saranno modifiche sostanziali, non firmeremo l’accordo”.

“La riforma colpisce pesantemente le aziende del terziario, dell’artigianato, del turismo e dell’impresa diffusa, che coprono il 54% del totale dell'occupazione nel settore privato. Gli unici settori che hanno garantito posti di lavoro durante la crisi, ma anche quelli che più verranno penalizzati dalla riforma del lavoro proposta dall’esecutivo”.

“L’onere aggiuntivo previsto è insostenibile e la cifra inaccettabile per le imprese che rappresentiamo. Aggiungendo l’accresciuto costo del lavoro, l’aggravio di costi per le assunzioni a tempo determinato, una nuova ‘tassa sui licenziamenti’ e l’aumento dell’’IVA si ottiene un mix esiziale”.

“Nella riforma – aggiunge Venturi – manca anche la valorizzazione dell’esperienza maturata nell’ambito della bilateralità. La riforma del complesso ed articolato sistema degli ammortizzatori sociali, soprattutto per i settori produttivi che – come quelli artigiani – si avvalgono dei Fondi per il sostegno al reddito previsti dagli Enti Bilaterali, non può infatti prescindere dal consolidamento e la valorizzazione degli strumenti di natura contrattuale gestiti dalla bilateralità esistente”.

 

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

 

 

CNA ALIMENTARE, PARTE IL 2° CORSO PER PIZZAIOLI

LA SCADENZA DELLE ISCRIZIONI E’ FISSATA PER IL 31 MARZO.

 

ANCONA. Si aprono le iscrizioni per il secondo corso per pizzaioli organizzato da Cna Alimentare. Il corso, che si svolgerà ad Ancona, sarà organizzato dalla ditta Pizza Elite, in collaborazione con Cna Tecnoquality e Forni Pergolotti. La scadenza per le iscrizioni è fissata per il 31 marzo.

Il corso è stato organizzato dopo i buoni risultati ottenuti con il primo dei corsi promossi dall’associazione. Questa seconda edizione avrà la durata di 56 ore per un totale di 11 incontri. Previsti 20 posti per due classi da 10 alunni. Le lezioni del primo corso si terranno lunedì e mercoledì, mentre quelle del secondo corso si svolgeranno martedì e giovedì dalle ore 18.30 alle ore 22.30. Tre i moduli previsti: 8 lezioni pratiche per pizzaiolo, 2 lezioni teoriche per la formazione alimentare ed una sull’avvio di impresa. Le 2 lezioni sulla formazione alimentare di 10 ore saranno  organizzate dalla Cna Tecnoquality che rilascerà regolare attestato formativo riconosciuto dalla Regione Marche.

“La grande domanda di iscrizioni al primo corso ci ha spinto a promuoverne un secondo – commenta Andrea Cantori, segretario della Cna Alimentare della provincia di Ancona – Le motivazioni che spingono questi ragazzi ad aderire ad un corso come questo sono principalmente due. Da un lato c’è la richiesta di apprendere un mestiere pratico, che dia sbocchi occupazionali concreti, dall’altro ci ha stupito la volontà di alcuni ragazzi di provare l’esperienza all’estero con in mano un mestiere riconosciuto ed apprezzato, che dà la possibilità di inserirsi in paesi stranieri da subito con ottime prospettive di occupazione”.

Il calendario, i costi di partecipazione e i relativi moduli di iscrizioni sono scaricabili nel sito www.an.cna.it

Per maggiori informazioni: Andrea Cantori (referente CNA Alimentare della provincia di Ancona) – cell. 3483363017 – email acantori@an.cna.it

 

 

 

REGIME FISCALE DEI CONTRIBUENTI SUPERMINIMI

VENERDI' 16 MARZO IL SEMINARIO TENUTO DA STEFANO PACI

 

FERMO. La CNA Provinciale di Fermo organizza, presso gli uffici di via XXV Aprile n.37/b,  alle ore 17.30, un seminario sul regime fiscale agevolato per i contribuenti superminimi, che sarà tenuto dal commercialista Stefano Paci. Si tratta di  una novità assoluta a livello fiscale che è entrata in vigore il l'1 gennaio di quest’anno.

L'obiettivo dell'incontro è analizzare in profondità i requisiti per poter usufruire di questo nuovo e assolutamente vantaggioso regime fiscale: oltre ad una disamina puntuale e rigorosa della normativa, saranno trattati anche dei casi di studio e forniti consigli pratici per una corretta configurazione.

E' invitato a partecipare all'iniziativa chiunque sia interessato a capire quali sono le condizioni per avere diritto a svolgere un’attività di impresa o professionale e pagare solo il 5% di imposte sul proprio reddito.

Al termine dell’incontro il pubblico presente avrà la possibilità di rivolgere domande e chiedere informazioni all'esperto sulle esigenze che ciascuno vorrà rappresentare.

 

 

 

 

 

 

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