NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 20

19  febbraio 2014

 

CARI COLLEGHI, UNO SPECIALE SULLA NOSTRA MANIFESTAZIONE  DI ROMA DEL 18 FEBBRAIO E’ STATO REALIZZATO DA TVRS ED E’ DEDICATO ALLA PRESENZA A PIAZZA DEL POPOLO DELLA CNA MARCHE.

ANDRA’ IN ONDA SU:

TVRS CANALE 11 DIGITALE TERRESTRE: giovedì 20 febbraio ore 19,35; venerdì 21 febbraio ore 10,05 e 19,35

TVRS CANALE 111: Sabato 22 febbraio ore 14,15 e 19,15.

Dalla Cna Marche:

 

PIAZZA DEL POPOLO, IL GIORNO DOPO DI ARTIGIANI E COMMERCIANTI

“LA GIORNATA DELL’ORGOGLIO  DEI  PICCOLI E DEGLI INVISIBILI”

 

Erano in 4 mila dalle Marche, arrivati nella capitale a bordo di 80 pullman. Protagonisti di una grande mobilitazione che ha lasciato il segno e che non si esaurirà con la manifestazione di piazza del Popolo.

“Chiediamo attenzione e risposte dalla politica e dalle istituzioni” afferma il presidente di Cna Marche Gino Sabatini “sui grandi temi che ci stanno a cuore dai quali dipende la ripresa economica di un sistema produttivo come quello marchigiano dove imprese dell’artigianato, del commercio e  le piccole imprese con meno di 9 dipendenti, sono oltre il 90 per cento del totale. Fisco, credito, burocrazia, costo del lavoro, costo dell’energia sono gli elementi che frenano lo sviluppo di noi imprenditori e che il nuovo Governo ma anche le istituzioni regionali dovranno  affrontare nel prossimo futuro. Non ci accontentiamo di promesse. Forti del grande risultato della manifestazione di ieri che ha mobilitato oltre 60 mila piccoli imprenditori, se non arriveranno risposte,  siamo pronti a proseguire la mobilitazione nelle piazze delle Marche e di tutte le regioni italiane. Perché dal futuro dell’impresa diffusa, dell’artigianato e del commercio, dipende il futuro del Paese”.

No, da oggi nulla sarà più come prima. Il popolo dei piccoli, degli invisibili, ha ritrovato a piazza del Popolo, tra le bandiere al vento delle associazioni di categoria, Casartigiani, Cna, Confartigianato Confcommercio e Confesercenti, l’orgoglio di essere imprenditori, l’orgoglio di appartenere all’Italia che lavora, che crea sviluppo e occupazione.

Nulla sarà come prima e tutti dovranno fare i conti con loro. Titolari di piccoli negozi messi in ginocchio dai grandi centri commerciali, artigiani della meccanica e della cantieristica, che negli ultimi anni, nella nostra regione, hanno   vissuto una crisi pesantissima, autoriparatori in continua lotta contro lo strapotere delle assicurazioni, imprenditori edili e dell’impiantistica, che sopravvivono solo grazie alle ristrutturazioni ed alle agevolazioni  sul risparmio energetico, artigiani dell’artistico e tradizionale, del design e dei mestieri innovativi, piccoli imprenditori manifatturieri che si trovano di fronte un mercato interno bloccato e che non riescono ad esportare le loro merci né pensano a delocalizzare i loro capannoni perché sostiene Sabatini“, la terra dove lavoriamo è la nostra terra e i nostri dipendenti sono i nostri più stretti collaboratori”.

 La giornata dell’orgoglio li ha coinvolti tutti e li ha fatti tornare nelle Marche con una luce diversa negli occhi. Da oggi non sono più i figli di un Dio minore rispetto alla grande industria. Da oggi hanno capito che sono tanti, sono uniti e vogliono contare in proporzione al peso che hanno sull’economia nazionale  e regionale, che li vede protagonisti con il 58,8 per cento degli occupati e il 62,1 per cento del valore aggiunto. Perché, per citare un cartello che sventolava a piazza del Popolo “l’artigiano non è un bancomat”.

 

Dalle Cna provinciali:

 

TANTI ARTIGIANI E COMMERCIANTI DELLA PROVINCIA IN PIAZZA

La CNA nella capitale con 6 pullman

PESARO – Una manifestazione storica alla quale gli imprenditori della provincia di Pesaro e Urbino hanno partecipato in massa. La sola CNA di Pesaro e Urbino è stata protagonista di una mobilitazione straordinaria portando nella capitale alla manifestazione “Riprendiamoci il futuro” organizzata da Rete Imprese Italia ben sei pullman di imprenditori tra artigiani e commercianti. “E potevano essere anche di più – commenta il presidente della CNA provinciale, Alberto Barilari – tanto che ad un certo punto a metà dell’altra settimana siamo stati costretti a limitare le adesioni perché non avevamo più bus a disposizione”. “E’ la testimonianza di quanto fosse sentita questa iniziativa, la prima unitaria dopo decine di anni, per protestare contro il peso della tassazione, della burocrazia, delle difficoltà di accesso al credito. Per ribadire che le piccole imprese sono il cuore di questo Paese e che vanno tutelate e non tartassate”.“ Una trasferta che non è stata una scampagnata – aggiunge il segretario provinciale della CNA, Moreno Bordoni – e che ha visto la partecipazione convinta di centinaia di imprenditori della nostra provincia che si sono alzati all’alba (alle 4.30 la partenza dall’Adriatic Arena), e che hanno scelto di lasciare per un giorno le proprie aziende pur di venire a manifestare a Roma insieme a tanti altri loro colleghi. D’altra parte questa provincia è stata una delle più penalizzate dalla crisi che in questi ultimi tre anni ha lasciato sul campo oltre 2mila imprese artigiane di tutti i settori: edilizia, mobile, meccanica, nautica, trasporti, tessile. “Non c’è stato un settore che non è stato toccato dalla crisi e che ha costretto alla chiusura anche attività storiche, di grande tradizione. Un patrimonio – dice Barilari – disperso per sempre e non solo a causa della crisi, ma anche dal peso della tassazione, dalla mancata riscossione dei crediti, dall’atteggiamento delle banche. Centinaia di imprenditori lasciati soli, che non hanno avuto lo spazio sui media che hanno avuto le industrie, che sono stati costretti ad abbassare le serrande in mezzo ad un assordante silenzio. Ma in piazza ieri a Roma c’erano anche quelli che hanno deciso di resistere, di lottare, di continuare”.      “Una manifestazione composta, civile ma forte, orgogliosa, autentica che ha ci ha visto protagonisti  – aggiungono Bordoni e Barilari – con lo striscione della CNA di Pesaro e Urbino che ci rappresentava proprio di fronte al palco centrale al centro di Piazza del Popolo, inquadrato più volte sui maxischermi”. Alcune imprenditrici del gruppo CNA sono state poi intervistate dai network nazionali ed in particolare dalla trasmissione “Virus” di Rai due condotta da Nicola Porro. Insomma tanti imprenditori a Roma. “E’ il segno che gli artigiani, i commercianti, ci sono, che non vogliono essere più essere considerati la ruota di scorta di questo Paese ma che a Roma, così come nei nostri territori, rappresentano il 97% del nostro tessuto produttivo”. Ai 6 pullman della CNA si sono aggiunti quelli organizzati da Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio. In totale si calcola che dalla provincia di Pesaro e Urbino (tra bus, auto private e treno), siano stati quasi mille gli imprenditori che hanno aderito alla manifestazione.

 

CNA: “LE PMI NON FARANNO PIU’ SCONTI A NESSUNO”
Cambia il clima dopo il grande successo della mobilitazione unitaria nazionale: artigiani e piccoli imprenditori dicono basta a privilegi e burocrazia

 

ANCONA. “Ora basta! Lo abbiamo urlato in maniera forte e chiara ieri a Roma ed eravamo tanti, 60mila da tutta Italia, oltre 500 dalla nostra provincia e circa 1500 dalle Marche. Tanti nostri imprenditori che rinunciando spontaneamente ad una giornata di lavoro e per la prima volta insieme alle altre sigle sindacali della rappresentanza datoriale si sono dati appuntamento in Piazza del Popolo per denunciare unitariamente con passione, forza ed autorevolezza questa politica malata ed inadeguata.”

Così si esprime Massimiliano Santini, direttore provinciale Cna Ancona, appena rientrato dalla trasferta romana. 

Si aggiunge il presidente provinciale Cna Ancona, Marco Tiranti: “Da ieri il nostro modus operandi sindacale ha cambiato pelle e passo. La pesante ed irreversibile crisi che ancora grava sulle migliaia di piccole e medie imprese ci impone di tenere un profilo sindacale più alto, serrato e determinato, inflessibile ed impietoso verso i nostri interlocutori istituzionali e politici. Essi debbono avere chiaro un semplice concetto: la propaganda elettorale pre voto deve avere riscontri reali con quanto mettono in pratica dopo l’esito elettorale. Per essere estremamente chiari: basta con le promesse per strappare i voti, che facciano realmente ciò che dichiarano di voler fare, visto che amministrano larga parte delle risorse generate dal nostro mondo senza le quali il loro stesso ruolo sarebbe messo in discussione. Pertanto non si possono più permettere il lusso di mantenere privilegi, sprechi ed alimentare malversazioni sulle nostre spalle, disattendendo gli impegni presi e trascurando un mondo che da ieri non farà più sconti a nessuno e pretende dal prossimo governo Renzi risposte chiare ed in tempi brevi”.

“La manifestazione di ieri – aggiunge Santini – ha sancito ufficialmente l’insostenibile clima che si respira ogni giorno dentro le nostre aziende, le quali chiedono in sintesi il rispetto della loro dignità di imprenditori e un pizzico di responsabilità da chi ci governa. Esse ogni giorno debbono far fronte ad un sistema Paese che crea ostacoli anziché rimuoverli, che deprime gli investimenti e la fiducia anziché alimentarla. L’apparato dei burocrati e dei politicanti che ogni giorno fanno a gara per ritagliarsi spazi da prima pagina appaiono ormai come una moltitudine di cicale, incuranti delle milioni di piccole formichine che quotidianamente alimentano la loro crescente voracità. Tra le tante cose che pretenderemo entro il 2014 dal nascituro governo Renzi, ve ne sono due a nostro avviso urgenti ed improrogabili, che preludono ad un 2015 che ci vedrà ulteriormente soffocati dal “fiscal compact”, da rinegoziare perché imposto dall’Europa su presupposti insostenibili. Innanzitutto destinare i circa 25 miliardi stimati dal recupero delle spese pubbliche improduttive interamente nell’abbattimento del cuneo fiscale per sbloccare gli investimenti ed alimentare i consumi interni da un lato e tagliare del 25% il costo della burocrazia dall’altro, intervenendo in ogni sua manifestazione, con un impatto economico pari ad un 2% di Pil. Se non otterremo risposte soddisfacenti in tal senso, siamo pronti ad andare avanti facendoci sentire in maniera ancora più forte, mettendo in chiaro qual è il nostro contributo economico e fiscale alla ricchezza del Paese”. 

 

 

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