NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 2

23 GENNAIO 2013

 

Da Rete Imprese Italia:

 

RINVIO PRIMA RATA TARES SPOSTA PROBLEMA MA NON LO RISOLVE

 

Il rinvio da aprile a luglio del pagamento della prima rata della Tares appare come un compromesso dal sapore elettoralistico che sposta il problema senza risolverlo. E’ il giudizio espresso da Rete Imprese Italia sull’emendamento votato dal Senato che fa slittare a luglio il pagamento della prima rata della nuova tassa sui rifiuti mantenendone però l’entrata in vigore da gennaio. Secondo Rete Imprese Italia la decisione del Senato ha poco senso e suona quasi come una beffa per i contribuenti che, tra i numerosi balzelli, dovranno comunque affrontare anche questa nuova tassa sui rifiuti e sui servizi comunali che dal primo gennaio sostituisce la Tarsu e le tariffe rifiuti Tia. E tutto fa pensare che si tratterà di una stangata visto che il Governo si aspetta dalla Tares maggiori entrate per i Comuni pari a 1 miliardo nel 2013 e 1 miliardo nel 2014, equivalenti a un incremento di 16 euro per abitante. Aumenti che vanno ad aggiungersi a quelli registrati negli ultimi 10 anni con la crescita del 57% delle tariffe rifiuti in Italia, quasi 23 punti in più rispetto all’Area euro.

 

Da Regione Marche:

 

SEMINARIO SULL’ATTUAZIONE NELLE MARCHE DELLO “SMALL BUSINESS ACT”, IL PIANO D’AZIONE EUROPEO PER LE PICCOLE IMPRESE

“Il confronto con tutti i soggetti interessati allo sviluppo del sistema imprenditoriale regionale, è stato finalizzato a condividere priorità e strategie relative allo Small business act (Sba), il piano d’azione europeo dedicato alle piccole imprese. Questo introduce un quadro di riferimento di misure innovative per accrescere la competitività delle micro, piccole e medie realtà produttive e creare condizioni di concorrenza paritarie migliorando il contesto giuridico e amministrativo in cui operano. Nelle Marche i principi sanciti dallo Sba hanno particolare rilevanza, la strategia comunitaria intende "pensare anzitutto in piccolo" e ciò si adatta particolarmente al nostro territorio, vista la diffusione delle piccole e piccolissime imprese. Perciò già da due anni abbiamo recepito i principi di questo approccio, dando priorità ad alcuni suoi pilastri: lo stimolo all'imprenditorialità e alle forme di aggregazioni tra imprese, la semplificazione amministrativa, l'accesso al credito, la partecipazione agli appalti pubblici. Ora si tratta di applicare questi principi al nuovo periodo di programmazione europea che partirà il prossimo anno. Per questo il confronto con categorie, università, sistema finanziario, professionisti è molto importante in questa fase”. Così Sara Giannini, assessore alle Attività produttive della Regione Marche, commenta l’incontro organizzato in Regione sulle prime linee di sviluppo del Documento strategico regionale in attuazione dello “Small business act per l’Europa”. Hanno preso parte all’iniziativa, tra gli altri, oltre all’assessore Giannini, Giuseppe Tripoli, capo del dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione del Ministero per lo Sviluppo economico e “garante pmi” in Italia, Rolando Amici, dirigente del Servizio industria artigianato e lavoro della Regione, Roberta Maestri, responsabile Sba regionale, Alessandro Valenza, direttore società T33 di Ancona. Erano presenti anche l’assessore al Bilancio, Pietro Marcolini, il presidente della terza Commissione consiliare permanente, Fabio Badiali, il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Marco Pacetti, il presidente della Società regionale di garanzia Marche, Giorgio Cippitelli, l’amministratore di Sviluppo Marche, Sergio Bozzi, il presidente di Confindustria Marche, Nando Ottavi, rappresentanti delle categorie artigiane, di Unioncamere, del mondo bancario, dei sindacati e di Italia Lavoro. “L’esperienza delle Marche – ha detto Tripoli – è un laboratorio per l’Italia, porteremo alcune buone prassi già qui avviate ad esempio per altre Regioni, a cominciare dal progetto Teo sugli appalti pubblici. Lo Sba e i sui principi non sono un vincolo bensì un’opportunità per le piccole imprese nella nuova programmazione europea”. “Teo” (Tender Opportunities) è il portale in corso di attivazione che riunisce tutti gli appalti pubblici sotto soglia europea fruibili dalle imprese nelle Marche. La Regione ha avviato il percorso che porterà alla predisposizione dei programmi operativi cofinanziati dai Fondi strutturali 2014/2020. Questo presuppone che le misure di sostegno al sistema imprenditoriale si attuino in un contesto che garantisca le idonee condizioni giuridiche e amministrative per lo sviluppo e la competitività delle micro, piccole e medie imprese locali. Per questo la Regione Marche si sta dotando di una propria strategia di attuazione dello Sba attraverso la stesura di un apposito Piano, avvalendosi dell’esperienza già maturata in quanto è stata la prima amministrazione regionale a recepirne i principi già nel settembre 2010. Il Piano assicurerà il necessario raccordo con le priorità di intervento definite dal Fondo europeo di sviluppo regionale per il prossimo periodo di programmazione e il Piano integrato regionale per le attività produttive e il lavoro approvato lo scorso luglio 2012. Durante il seminario sono state illustrate le prime linee di sviluppo del Piano in corso di predisposizione, le esperienze di altre Regioni e le buone prassi europee, per un confronto con tutti i protagonisti regionali attivi nel sostengo alle imprese e definire misure di intervento per lo sviluppo dell’imprenditorialità e della competitività

 

 

Da Unioncamere Marche:

 

UNA PORTA SUL BOSFORO. UNIONCAMERE MARCHE PARTNER DELL’ASSOCIAZIONE DELLE CAMERE MARITTIME TURCHE

 

II edizione del programma Europe – Turkey Chambers Forum  (ETCF II)

 

Una porta sul Bosforo. L’Unioncamere Marche sarà uno dei cinque enti camerali italiani a partecipare al programma europeo di partenariato con le Camere di commercio turche. Il progetto ETCF ed i relativi partenariati sono cofinanziati dall’Ue con l’auspicio di migliorare il dialogo all’interno della società civile in Turchia e nell’Unione Europea e contribuire a portare una nuova dinamica di relazioni economiche UE-Turchia.

 “I vari partenariati” sostiene il Presidente di Unioncamere Marche, Adriano Federici “mirano allo sviluppo della fornitura di servizi alle Camere turche e all’accrescimento della conoscenza e della integrazione  tra le comunità economiche europee e turche. Le azioni di partenariato variano dall’attività tradizionale di accrescimento dei servizi, al sostegno alla formazione professionale, alla politica ambientale, al commercio e all’internazionalizzazione delle imprese, all’agricoltura e all’innovazione. Il partenariato con i turchi dovrebbe favorire anche l’intensificarsi degli scambi commerciali tra le imprese marchigiane e quelle turche, che sono diminuiti nei primi nove mesi del 2012, con le importazioni passate da 94,3 a 93,9 milioni di euro e le esportazioni scese da 178,2 a 160,2 milioni di euro.”

Le imprese marchigiane esportano in Turchia soprattutto prodotti meccanici (38,4 milioni si euro), prodotti in metallo (35,1 mln) apparecchi elettrici (26,1 mln), ma anche prodotti del sistema moda (16,6) e della chimica (16,5).

I 21 partenariati approvati e finanziati dal programma ETCF II, coinvolgono in totale 70 Camere di Commercio, 39 turche, 30 dell'Ue ed una croata. Le 30 europee sono rappresentative di 10 nazioni dell’Unione europea, compresa l’Italia che vanta la partecipazione di 5 Enti camerali tra i quali Unioncamere Marche, partner del progetto BRIDGE.

Nei giorni scorsi si è svolto a Istanbul il kick-off meeting del progetto BRIDGE presso la sede dell’Associazione delle Camere Marittime turche. “È stato un importante momento” afferma il Segretario Generale di Unioncamere Marche, Maurizio Di Genova “di conoscenza e di confronto dialettico tra i vari partner di progetto (turchi, italiani, belgi, croati e finlandesi) per definire la ripartizione delle attività da implementare entro dicembre 2012. Le attività prevedono momenti di formazione e di trasferimento di conoscenze e di buone pratiche alla Camere turche che potranno così essere meglio attrezzate in vista dell’adesione all’Unione europea. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di una study visit nelle Marche nella prima settimana di aprile. Sarà una full immersion di tre giorni per i due funzionari camerali turchi che avranno l’opportunità di conoscere dal vivo come sono strutturate, come lavorano e quali servizi erogano le Camere di Commercio marchigiane, ma sarà anche l’occasione per far conoscere il sistema economico marchigiano e favorire momenti di incontro con interlocutori della filiera produttiva legata alla Blue economy.”

Il programma ETCF II (www.etcf.org.tr) è gestito da Eurochambres, (Associazione delle Camere europee di Commercio e Industria, rete di 2000 Camere e oltre 20 milioni di imprese in Europa) e TOBB (Unione delle Camere di Commercio e delle Borse Merci della Turchia) per conto della Commissione europea.

 

Dalle Cna provinciali:

 

OLTRE LA CRISI: PROFESSIONALITA’ E COMPETENZE

NELL’IMPRESA ARTIGIANA CHE CAMBIA
 

Indagine Censis per la CNA: 2013 anno di stagnazione ma le imprese possono imparare a riposizionarsi attraverso strategie ad hoc

 

ANCONA. La tempesta continua: il 2013 sarà l’anno della stagnazione. Lo dice un’indagine approfondita che la Cna ha commissionato al Censis su un campione nazionale di 450 imprese con meno di 50 addetti.
E se è vero che ne emerge a chiare lettere che quasi la metà delle imprese si trova in via di ridimensionamento e quasi l’altra metà in fase di stagnazione (con solo l’8% che dichiara di trovarsi “meglio”), è anche vero che è possibile tracciare la via per mettere in pratica le strategie utili per resistere e tornare a crescere.
“Non è un ottimismo da sognatori – mette subito in chiaro Marzio Sorrentino, vice direttore Cna Provinciale Ancona – poiché abbiamo analizzato attentamente i dati dai quali si evince che sicuramente piccole e piccolissime imprese sono costrette a stringere la cinghia, ma al contempo sanno trovare risorse per mettere in campo tattiche differenziate, adattandosi alla mutata situazione”.
E’ dalle buone prassi che si deve prendere esempio: l’indagine commissionata dalla Cna mette infatti in chiara luce che tra le imprese che dichiarano di essere in ripresa o in crescita hanno prevalso negli ultimi tre anni scelte che andavano nella direzione di una ristrutturazione interna e di una revisione dei processi e delle mansioni lavorative, ma anche indicative di una forte volontà di investire su professionalità nuove. E non è un caso che tra le imprese che vivono una stagnazione o sono in crisi, tali misure sono state marginali o assenti, avendo prevalso logiche “conservative”.
“Risulta vincente, in particolar modo – continua Sorrentino – lo spirito collaborativo ma anche la ricerca di nuove figure a medio-alta qualificazione e specializzazione”.
Già da qualche tempo la Cna provinciale di Ancona, unitamente a Consulteam, la società del sistema Cna che si occupa di consulenza avanzata alle imprese, ha avviato un “laboratorio” per affiancare le pmi che vogliono definire una strategia di ripresa e nello svolgimento di questa attività è emerso quanto sia importante puntare sulla difesa della qualità artigiana delle produzioni e dei servizi, sul miglioramento della gestione economico-finanziaria, sulla ricerca di nuovi mercati (internazionalizzare senza delocalizzare). “Le imprese devono puntare su quello che sanno far bene – spiega il vice direttore provinciale Cna – con un occhio sempre attento all’innovazione di processo”.
Qualche dato per confermare queste affermazioni: se il 38,6% delle imprese è stata costretta dalla crisi a ridurre il proprio organico, c’è un 33% che è riuscito comunque ad assumere nuovo personale; le imprese più piccole (da 1 a 4 addetti) soffrono di più, nelle aziende più grandi la quota di sofferenza scende drasticamente (da 46,8 a 26,2%). Il 40% delle imprese intervistate riesce ad intravedere per l’anno appena iniziato, spiragli di fiducia. “A queste ultime – conclude Sorrentino – dobbiamo guardare come esempio. Sono non solo riuscite a sopravvivere, ma hanno messo in pratica buone prassi che hanno loro consentito di adeguarsi alla situazione e di continuare a crescere”. 

 

ANALISI DEL CAF DELLA CNA DI ASCOLI SUI REDDITI E GLI SGRAVI PER LE FAMIGLIE: AVERE UN FIGLIO NEL PICENO COSTA MENO

 

ASCOLI PICENO. Oltre mille Euro di risparmio (quasi 300 in più rispetto all’anno passato) per le famiglie del Piceno che sapranno districarsi bene fra le pieghe degli sgravi fiscali e delle detrazioni previste per i nuclei con figli a carico. La stima è del Caf della Cna di Ascoli che ha quantificato questa cifra calcolando i vari “Bonus bebè” inseriti dalla Legge di stabilità nazionale e sommandoli alle altre agevolazioni previste in sede regionale e dai vari comuni del Piceno in favore delle famiglie con prole.

“Siamo a disposizione di tutte le famiglie – spiegano dal Caf della Cna, che ha sede sia negli uffici provinciali di Ascoli Piceno che in quelli zonali di San Benedetto del Tronto – per i chiarimenti del caso e per istruire al meglio le varie pratiche in modo da permettere alle famiglie di intercettare tutti i risparmi possibili in questo difficile 2013”. Secondo i calcoli del Caf Cna lo “sconto” più alto (oltre 900 Euro, con un incremento rispetto all’anno passati superiore a 200 Euro) andrà a chi ha un reddito sotto i 20.000 Euro l’anno ma benefici, sia pur più piccoli, ci saranno per redditi fino a 50-60.000 Euro lordi l’anno. A questa agevolazione vanno però aggiunte altre voci a carattere prettamente locale, come l’assegno comunale di 135 Euro per i nuclei con più di 3 figli a carico. E ancora il Bonus gas e luce che avrà la stessa tipologia di sconto dell’anno passato e la Carta acquisti che ha un valore pari a 40 Euro mensili per ogni componente familiare ultrasessantacinquenne o con età inferiore a 3 anni.

La voce più significativa del contributo alle famiglie arriverà dunque dalle detrazioni previste per i figli fino a 3 anni (da 800 a 950 Euro) e per quelli sotto a 3 anni (da 900 a 1.220 Euro) e con una maggiorazione che passa da 220 a 400 Euro per chi ha un figlio disabile. Sempre in base ai calcoli della Cna di Ascoli per i redditi sotto a 20.000 Euro una famiglia tipo con un figlio avrà uno sconto fiscale di 963 Euro che salgono a 1.996 se i figli sono due. Mentre per i redditi fino a 35.000 Euro lo “sconto”, sia pur più basso, è comunque in crescita rispetto all’anno passato: da 578 a 700 Euro in caso di uno o due figli a carico. Calcoli per detrazioni articolate, da caso a caso, sui quali i funzionari del Caf della Cna sono già pronti a fornire tutte le delucidazioni a cittadini interessati.

 

 

NUOVA INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE: ASPI E MINI ASPI.

 

FERMO. Dal 1° gennaio 2013, e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatesi a decorrere dalla predetta data, è istituita l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI), con la funzione di fornire, ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e siano immediatamente disponibili allo svolgimento e alla ricerca di una nuova attività, un’indennità mensile di disoccupazione.

I destinatari di questa indennità sono tutti lavoratori dipendenti del settore privato, gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito un rapporto di lavoro in forma subordinata, il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, hanno inoltre diritto alla prestazione: lavoratori domestici, portieri di stabili, lavoratori assunti in sostituzione di altro personale e altre categorie.

In sostanza, dunque, è entrata in vigore la nuova indennità di disoccupazione che con il nome di ASpI e mini-ASpI sostituisce: dal 1° gennaio 2013 l’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali (AspI); dal 1° gennaio 2013 l’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti. (Mini-ASpI).

La domanda deve essere inviata all'INPS OBBLIGATORIAMENTE  per via telematica.

Il Patronato EPASA CNA Fermo è a disposizione degli utenti per la consulenza e l’elaborazione delle suddette pratiche.

 

GOLOSE RICETTE CON MELE ANTICHE DELLE MARCHE: “PERDUTAMELE” È ONLINE
 

CNA Alimentare mette a disposizione il frutto di un lavoro svolto con Assam
e Istituto Alberghiero di Loreto

 

ANCONA. “Perdutamele”: questo il titolo di un ricettario online pubblicato dalla Cna Alimentare della provincia di Ancona. Contiene le ricette per piatti sviluppati con mele non più in commercio ed oggi presenti solo presso terreni sperimentali dell’Assam Marche. L’istituto Alberghiero di Loreto Antonio Nebbia, partner dell’iniziativa, attraverso la collaborazione di 7 studenti selezionati nelle classi IV e V, ha lavorato su un campione di mele fornite dall’Assam: mela rosa, limoncella, mela in pietra, muso di bue, mela rozza, mela rosa tipo Annurca. Le ricette nate da questa sperimentazione sono 16, per la maggior parte dolci, dessert, gelati, ma anche primi piatti.
Il ricettario, al quale hanno collaborato anche Banca Carilo e lo studio di comunicazione Morici Loredana di Jesi, è consultabile e scaricabile da www.an.cna.it: basta aprire la tendina “Progetti” e cliccare su “Ricettario Perdutamele”.
La gestazione di “Perdutamele” ha richiesto più di due anni sia per l’elaborazione delle ricette sia per il suo sviluppo in formato online.

 

EDILIZIA, A CHIUDERE NON SONO SOLO I GRANDI

PESARO E URBINO PERSE 522 IMPRESE IN 4 ANNI

 

PESARO – Il settore dell’edilizia e delle costruzioni in provincia di Pesaro e Urbino vive un momento di grande sofferenza. Il caso del fallimento dell’impresa Palazzetti costruzioni spa è emblematico. Ma a fronte di una grande impresa che chiude, e che trova grande spazio sulle cronache dei giornali, altre centinaia di piccole e medie realtà del settore delle costruzioni stanno morendo nel silenzio generale.  La denuncia arriva da CNA Costruzioni che fornisce un quadro di dati provinciali a dir poco sconfortanti. Secondo i numeri elaborati dal Centro Studi CNA e dall’Osservatorio Trend Marche, in provincia di Pesaro e Urbino dal 2009 ad oggi hanno chiuso ben 522 imprese. Il totale oggi ammonta infatti a poco più di 6mila imprese (6.165), ovvero l’8,2% in meno rispetto al 2009. “Un dato – commenta Fausto Baldarelli, responsabile provinciale di CNA costruzioni – che già da solo basterebbe a dare l’esatta dimensione della crisi che investe tutto il settore dell’edilizia e delle costruzioni nel nostro territorio”.Per la specificità del settore delle costruzioni in provincia di Pesaro e Urbino (il 53,9% è il peso percentuale delle imprese dell’edilizia sul totale delle attività secondarie), e per l’importanza che esso occupa nel quadro generale dell’economia provinciale, è chiaro che questo stato di prolungata sofferenza (il tasso di crescita è passato in pochi anni dall’1,96% al – 0,07%), determinata da più fattori, ha finito per creare una serie di pesanti ripercussioni anche in tutto l’indotto. “Ne stanno traendo effetti negativi tutte le imprese dell’impiantistica (elettricisti, idraulici, caldaisti, antennisti, etc.), quelle della serramentistica (vetrai, serramentisti), quelle degli arredi solo per citare qualche esempio. Secondo l’analisi della CNA è una crisi che colpisce indistintamente i grandi quanto i piccoli. Ma la particolare demografia del settore delle costruzioni in provincia di Pesaro e Urbino (19,3% società di capitali; 19,9% di persone; 65,6% ditte individuali), indica che gran parte delle imprese del comparto è formato da ditte di piccole o piccolissime dimensioni (magari con uno-due addetti) che, nonostante la ridotta consistenza e la flessibilità, non riescono a reggere la difficoltà del momento. Difficoltà che non sono dettate solo da una crisi del mercato ma anche da un peso della tassazione incredibile. “Un fattore – dice Fausto Baldarelli – che ha favorito in maniera abnorme il fenomeno del lavoro nero, dell’abusivismo ed in qualche caso del doppio lavoro (dipendenti privati o pubblici che nel tempo libero arrotondano con piccoli lavori di tinteggiatura e/o muratura). Ma la cosa più grave, secondo CNA costruzioni, rimane l’assoluta paralisi del settore con imprese che non sanno come andare avanti rispetto alla pressochè totale paralisi del mercato immobiliare. Le uniche che resistono sono le imprese specializzate nel settore delle ristrutturazioni e quelle che stanno facendo interventi di ampliamento relative al Piano casa.  “A fronte dei recenti provvedimenti del Governo rispetto al parziale sblocco del Patto di stabilità, e agli interventi della Regione Marche rispetto al Patto di stabilità verticale chiediamo – dice Baldarelli – che si sblocchino gli appalti pubblici e che si vada verso una ripresa delle opere pubbliche. Invitiamo per questo le amministrazioni locali a dare seguito anche ad una serie di piccoli interventi (al di sotto del milione di euro), affidandoli ad imprese del territorio. Potrebbe essere un primo segnale positivo nei confronti di un settore che ha sempre offerto benessere e ricchezza a questa provincia e che ora chiede più attenzione e interventi”.

 

 

 

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