NOTIZIE DAL TERRITORIO n. 17

8 MARZO 2012

 

Dalle Cna provinciali:

 

CNA: LA CRISI DEL SETTORE COSTRUZIONI SI COMBATTE CON LA QUALITA’ DEI LAVORI

VENERDI’ 9 SEMINARIO IN CAMERA DI COMMERCIO

 

ASCOLI PICENO. Ecosostenibilità, risparmio energetico e regolamentazione dell’accesso alla professione per tutelare chi lavora “a regola d’arte”. Sono queste per la Cna di Ascoli le priorità per sostenere il settore delle costruzioni che nel 2011 ha perso, solo nel Piceno, oltre 5mila posti di lavoro. “La situazione è difficile e il settore chiede un forte impegno da parte delle istituzioni pubbliche per sostenere le piccole imprese del territorio, sostiene Pasquale Parissi, presidente regionale e provinciale di Cna Costruzioni. “Sostenibilità e risparmio energetico sono la chiave per ridare speranza al settore e a nostro avviso sono proprio le pubbliche amministrazioni che per prime devono dare il buon esempio”. Un buon esempio che vuol dire anche qualità nella realizzazione dei lavori. “Il patentino a punti e le nuove regole di accesso alla professione – spiega l’ingegner Antonio Vinciguerra, responsabile provinciale di Cna Costruzioni – rappresentano una sfida per il settore ma anche un’opportunità di crescita aziendale”.

Dei temi della professionalità degli operatori del settore costruzioni, della qualità, del risparmio energetico e dell’ecosostenibilità si tratterà nel convegno che la Cna di Ascoli Piceno ha organizzato per venerdì 9 marzo, alle ore 17,30, nella Sala Gialla della Camera di Commercio. Dopo i saluti del presidente provinciale Cna, Gino Sabatini, e l’introduzione del presidente di Cna Costruzioni, Pasquale Parissi, entreranno nello specifico dei temi del convegno l’ingegner Antonio Iannotti, presidente della commissione Acustica ed Energetico-ambientale dell’ordine degli Ingegneri di Ascoli e Gianni Belletti, responsabile di Ecopoint, società con la quale Cna ha organizzato questo incontro. Ferdinando De Rose, responsabile nazionale di Cna Costruzioni farà invece una panoramica sull’accesso alla professione di edile e sul patentino a punti. Le conclusioni saranno affidate a Rinaldo Incerpi, presidente nazionale di Cna Costruzioni.

 

 

CNA: “DONNE FRAGILI A CAUSA DELLE DIFFICOLTÀ

DI  CONCILIARE TEMPI DI VITA E DI LAVORO” 

 

ANCONA. Donne che lavorano, che accudiscono i familiari, che curano la casa: donne d’Italia.

E’ noto che ancora oggi le donne, così come i giovani, sono fortemente penalizzate nel mercato del lavoro. A renderle fragili sono le difficoltà inerenti la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

“Anche nella nostra provincia – racconta Adriana Brandoni, presidente del Comitato Impresa Donna Cna provinciale – la donna fa più fatica a trovare spazio nel mercato del lavoro dato che il tasso di disoccupazione femminile è più alto di quello maschile. La retribuzione media delle donne è più bassa del 4% rispetto a quella di un uomo, con un divario quantificabile in circa 4mila euro l’anno”.

Nella provincia di Ancona il 21,5% delle imprese è a guida femminile (oltre 10.000 imprese iscritte alla Camera di Commercio), con una presenza forte nell’agricoltura, nei servizi di assistenza alla persona, nel commercio e nel turismo e nei sevizi di assistenza alle imprese e cominciano  ad esserci presenze femminili anche in settori tradizionalmente maschili come edilizia, meccanica. Per quel che riguarda la forma giuridica il 27,5% è costituito da ditte individuali e tra le imprese di capitale, quelle più solide, solo il 5% è guidato da donne.

Quasi il 60% delle imprenditrici ha più di 40 anni, “perché la donna – continua Adriana Brandoni – spesso sceglie di fare impresa solo dopo aver assestato la propria vita familiare dato che la nascita e la gestione di un figlio è affare molto più complesso per una lavoratrice autonoma”.

E non è difficile capirlo: un’imprenditrice dedica alla sua attività lavorativa ben più di 8 ore giornaliere e, se non può contare su una rete di supporto familiare, difficilmente riesce a rendere solida la propria attività. Questo aspetto complica la vita dell’impresa al femminile anche nei rapporti con le banche che vedono l’impresa più fragile (nonostante le statistiche dimostrino una maggiore solvibilità dell’impresa in rosa).

“L’attuazione di politiche e servizi atti a favorire la conciliazione dei tempi di vita con quelli del lavoro – asserisce la presidente del CID Cna – è uno degli aspetti che vede il nostro Comitato impegnato per rendere più attrattiva la scelta del fare impresa per le nuove generazioni, intesa sia come forma di auto impiego che di creazione di nuovi posti di lavoro, per favorire la partecipazione della donna alla vita politica e sociale favorendo il mainstreaming, in un’ottica di responsabilità sociale dell’impresa, di attenzione all’ambiente e alla persona, con riflessi positivi nelle comunità in cui l’impresa si trova ad operare”.

Nell’attuale congiuntura economica l’impresa in rosa dimostra in effetti maggiore tenuta, grazie anche a tenacia e tanta creatività e all’attenzione a percorsi formativi,  in un’ottica di collaborazione tra imprese e di scambio di buone prassi.

“Altro obiettivo importante da perseguire – conclude la Brandoni – è l’inserimento della donna nei luoghi decisionali, per contaminare con un approccio di genere le scelte di politica sociale ed economica per il superamento della crisi epocale che stiamo attraversando”.

 

 

IMPRENDITORIA FEMMINILE,

PIU' DIFFICILE ANCHE IL RAPPORTO CON LE BANCHE

 

FERMO. Guadagnano in media il 7% in meno degli uomini. La busta paga delle 280 mila lavoratrici marchigiane è più leggera rispetto a quella dei 365 mila lavoratori uomini. Essere donna è penalizzante soprattutto tra gli impiegati, dove il divario salariale è del 16%, e tra gli operai, con una busta paga femminile è più bassa del 15%, mentre le donne dirigenti guadagnano il 2% in meno dei loro colleghi maschi.

Non solo stipendi e salari più bassi, ma anche lavoro precario e carriere in salita per le donne. Le giovani donne hanno più frequentemente degli uomini un lavoro a tempo determinato (35% contro il 27%).  Inoltre, le donne manager, sul territorio nazionale, sono soltanto il 12%, rispetto alla media europea del 33% e le donne presenti nei consigli di amministrazione di società quotate in borsa rappresentano il 3% rispetto all’11% dell’Europa.

Sono i dati emersi nel convegno “Donne d'Italia”, andato in scena a Pesaro lunedì 5 marzo (nella Sala “Pierangeli” della Provincia) e organizzato dal Comitato Impresa Donna della CNA regionale, a cui hanno partecipato, per l'associazione provinciale fermana, Rosanna Santarelli, presidente del CID della CNA locale, e la responsabile Luciana Testatonda.

Nonostante un quadro del genere – dice Rosanna Santarelli –  sono sempre di più le donne che decidono di avviare un’attività autonoma: nelle Marche, infatti, un’impresa su quattro ha come titolare una donna. Ma anche qui la differenza di genere si fa sentire – aggiunge – soprattutto nel rapporto con le banche: i maggiori tassi d’interesse che le banche applicano alle imprese al femminile sono in media dello 0,3% in più. Inoltre se l’impresa femminile è garantita da un'altra donna, i tassi d’interesse sono più alti dello 0,6% In altre parole, una donna garantita da un’altra donna è considerata dalle banche il peggior cliente in assoluto”.

Ha aggiunto Alberto Barilari, presidente di Fidimpresa Marche: “Il ruolo dei Confidi si rivela dunque fondamentale: Fidimpresa Marche è in prima fila nel garantire il credito alle imprese dirette da donne. Nel 2011 abbiamo deliberato 577 pratiche di finanziamento alle imprese femminili, per un importo erogato di 14 milioni di euro e 5 milioni di credito  garantito.”

Investire sulle donne conviene, come sostenuto da Renato Picciaiola, presidente Cna Marche: “Le imprese guidate da una donna, con un alto numero di manager donne o una forte presenza femminile, fanno registrare profitti più alti alla media e sono più solide delle aziende concorrenti”.

 

 

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