NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 16

13  febbraio 2014

 

Dalla Cna Marche:

 

Saranno almeno 4 mila i piccoli imprenditori marchigiani associati a Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti che parteciperanno il 18 febbraio alla manifestazione di Piazza del Popolo a Roma. 80 i pullman in partenza dalle Marche. Previste anche assemblee e iniziative territoriali nella regione..

 

“RIPRENDIAMOCI IL FUTURO”, COMMERCIANTI

E ARTIGIANI SCENDONO IN PIAZZA

 

Nel 2013 ogni giorno 19 piccoli imprenditori marchigiani dell’artigianato e del commercio hanno chiuso la loro attività. In calo Pil, domanda interna, occupazione, investimenti e reddito disponibile.

 

Stanchi di vedersi rubare il futuro, di lavorare in condizioni di continua incertezza, strozzati da una fiscalità intollerabile, artigiani e commercianti hanno deciso di scendere in piazza. 

Le imprese marchigiane dell’artigianato e del commercio si mobilitano e si organizzano per chiedere azioni immediate per affrontare una situazione ormai insostenibile. Dalle Marche almeno 4 mila imprenditori associati a Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti partiranno la mattina del 18 febbraio a bordo di 80 pullman per partecipare alla manifestazione, organizzata a Piazza del Popolo,  a Roma da Rete Imprese Italia, con lo slogan “Senza imprese non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro”. Le richieste delle imprese e la modalità di partecipazione alla mobilitazione di artigiani e commercianti, sono state illustrate in una conferenza stampa. Sono intervenuti i presidenti regionali di Cna Gino Sabatini, di Confartigianato Salvatore Fortuna, di Confesercenti Claudio Albonetti.  Inoltre Massimo Iacucci per Casartigiani e Fausto Calabresi per Confesercenti Marche.

 “La manifestazione del 18” hanno affermato  i  presidenti di Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti Marche “ segnerà l’avvio di una mobilitazione che in questi giorni è partita sul territorio regionale e proseguirà  anche dopo il 18 febbraio   per dire basta a un fisco che schiaccia imprese e famiglie e sottrae risorse allo sviluppo, per dire basta al calvario burocratico e ad una tassazione locale sempre più pesante. Il livello di imposizione fiscale sui profitti delle nostre imprese, nel 2013, è stato del 65,8 per cento, oltre 20 punti sopra la media europea mentre la burocrazia costa alle piccole  imprese 34 giorni di lavoro e una media per impresa di 7.091 euro l’anno. Inoltre la pubblica amministrazione paga le imprese dopo 170 giorni, contro una media europea di 61 giorni. Così non si può continuare. Occorre invertire subito la rotta””.

Nel 2013 nelle Marche hanno cessato l’attività 4.342 imprese artigiane e 2.757 imprese commerciali. Ogni giorno 19 piccoli imprenditori di questi settori, nella nostra regione, hanno tirato giù la saracinesca del negozio o dell’azienda per non riaprirla mai più. Né bastano a rilanciare il nostro sistema produttivo i 3.358 artigiani ed i 2.056 commercianti che hanno deciso di avviare una nuova attività, anche perché il 40 per cento delle nuove imprese non supera il quarto anno di vita. Il saldo resta pesantemente negativo con una perdita di 984 aziende artigiane e 701 imprese commerciali per complessive 1.685 aziende e quasi 5 mila posti di lavoro. Alle fine del 2013 le imprese dell’artigianato marchigiano erano 49.081 ed i commercianti 40.728, per un totale di 89.809 attività, pari a più della metà  delle 175.617 imprese marchigiane. Alle  quali vanno aggiunte le 10.929 imprese di alloggio e ristorazione. Anche questo settore lo scorso anno ha pagato un prezzo salato alla crisi: 743 imprese chiuse contro 469 nuove attività, con un saldo negativo di 274 aziende.

Si tratta” hanno sostenuto  le associazioni di categoria “di una parte fondamentale del sistema produttivo marchigiano che occupa complessivamente 300 mila addetti e che  vuole continuare a produrre reddito e occupazione. Per questo chiede alla politica ed alle istituzioni, di ridurre vincoli e costi che gravano sul lavoro per poter assumere i giovani, alle banche di ricominciare ad investire sull’economia reale ed allo Stato di saldare i suoi debiti con le aziende. Auspichiamo inoltre interventi di forte impulso alla ripresa economica e misure urgenti per valorizzare le nostre eccellenze e consentire alle imprese marchigiane dell’artigianato e del commercio, di resistere alle difficoltà e tornare rapidamente allo sviluppo”.

Anche nel 2013 la crisi ha colpito duro l’economia marchigiana. Secondo i dati Prometeia sulla nostra regione, il Pil è calato negli ultimi 12 mesi del 2,1 per cento con la domanda interna che ha perso il 2,9 per cento e la spesa per consumi delle famiglie che è scesa del 2,6 per cento. Ancora peggio gli investimenti fissi lordi, in calo del 6,4 per cento. Inoltre l’occupazione ha perso un altro 2,5 per cento. Infine il reddito a disposizione dei marchigiani è diminuito dell’1,2 per cento.

Particolarmente difficile la situazione del credito, con i prestiti alle aziende marchigiane che nell’ultimo anno sono calati del 7 per cento mentre la richiesta di credito da parte delle aziende è aumentata del 15,9 per cento. Inoltre il 15,7 per cento delle richieste di finanziamento alle piccole imprese è stato respinto mentre fallimenti e concordati sono aumentati del 12 per cento.

Fisco, burocrazia, credito, lavoro. Sono questi i punti al centro della manifestazione del 18 febbraio, e della lettera, inviata da Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti Marche ai consiglieri regionali per chiedere l’approvazione di un ordine del giorno di sostegno alle loro richieste, ed ai Deputati e Senatori  eletti nella nostra regione perché portino in Parlamento le istanze di artigiani e commercianti marchigiani.

Le associazioni marchigiane dell’artigianato  e del commercio hanno anche presentato un manifesto  con le proposte e le richieste alla politica ed alle istituzioni per un reale cambiamento economico e sociale.                                                                      

 

IN ALLEGATO IL DOCUMENTO CON LA PIATTAFORMA DELLA MANIFESTAZIONE.

MARCHE, 2013 I NUMERI DELLA CRISI      
         
  iscritte cessate saldo totale imprese
imprese artigiane

3.358

4.342

-984

49.081

imprese del commercio

2.056

2.757

-701

40.728

imprese alloggio e ristorazione

469

743

-274

10.929

totale

5.883

7.842

-1959

100.738

Dati Infocamere        
         
Pil

-2,1

     
domanda interna

-2,9

     
consumi famiglie

-2,6

     
investimenti fissi lordi

-6,4

     
occupazione

-2,5

     
reddito disponibile

-1,2

     
Dati Prometeia        
         
fallimenti e concordati

più 12&

     
costo burocrazia per azienda 7.091 euro      
giorni persi per la burocrazia

34

     
giorni ritardo pagamenti P.A

170

     
finanziamenti respinti

15,7%

     
riduzione credito imprese

-7,0%

     
Dati Rete Imprese Italia        

Da Rete Imprese Italia:

 

LAVORO: “INVECE DI SBUROCRATIZZARE, SI APPESANTISCONO GLI ONERI DELLE IMPRESE COME SI È FATTO PER LA NORMATIVA SULLE DIMISSIONI DEL LAVORATORE. E’ INTOLLERABILE”

 

 “Nonostante le riconosciute esigenze di semplificazione, ancora una volta si accelera sulla burocratizzazione. La Commissione Lavoro della Camera ha approvato ieri un DDL in cui viene nuovamente cambiata la procedura – già complessa – per le dimissioni volontarie del lavoratore”.

 Così, in una nota, Rete Imprese Italia commenta l’approvazione in Commissione Lavoro di un testo di legge unificato che modifica l’iter per le dimissioni.

 “La riforma Fornero ha già introdotto una procedura farraginosa, anche questa “subita”  dalle imprese, che crea incertezze, soprattutto in situazioni limite in cui è impossibile ricontattare il lavoratore per procedere alla convalida. Il DDL approvato ieri dalla Commissione Lavoro della Camera non semplifica, ma introduce un iter che complica ancora di più la vita delle imprese,  ponendo per l’ennesima volta tutti gli adempimenti in capo al datore di lavoro e rendendo l’atto del recesso eccessivamente burocratico. Le imprese non possono subire continui cambiamenti delle norme che regolano i rapporti di lavoro con appesantimenti generalizzati e che non introducono invece soluzioni mirate a singole situazioni. Rete Imprese Italia ritiene che non sia questa la strada della semplificazione”.

 

Da Ebam:

 

CRISI ARTIGIANATO, PER  LE 11.650 DOMANDE DI LAVORATORI SOSPESI DALLE AZIENDE TRA LUGLIO E SETTEMBRE 2013 ARRIVANO I SOLDI DELL’INPS.

MA PER IL FUTURO NON CI SONO CERTEZZE.

 

In un incontro con le parti sociali dell’artigianato, l’Inps ha comunicato che nelle prossime settimane verificherà se esiste ancora la capacità di spesa prevista dalla legge Fornero (92/12) per affrontare la liquidazione dei mesi successivi del 2013.

 

Le parti sociali dell’artigianato (Confartigianato, CNA, Claai, Casartigiani e Cgil, Cisl, Uil) e l’Ente Bilaterale dell’Artigianato Marche si sono incontrati con la Direzione regionale le dell’Inps  per approfondire le criticità operative nella liquidazione delle domande di sostegno al reddito ai lavoratori sospesi delle aziende artigiane, a seguito del blocco operato dall’Inps nazionale a fronte del rischio dell’esaurimento delle risorse finanziarie stanziate a tale scopo. L’Inps delle Marche ha confermato l’impegno a terminare entro pochi giorni la liquidazione delle spettanze dovute ai lavoratori in sospensione per il periodo tra luglio e settembre 2013. Nei primi giorni di marzo la Direzione nazionale  dell’Inps verificherà se esiste ancora la capacità di spesa prevista per affrontare la liquidazione delle domande dei successivi mesi del 2013.

Tale situazione impedisce quindi all’Ebam, che concorre con una quota del 20 per cento, al pagamento delle sospensioni,  di operare anche nel 2014 fino a che non sia stato definito dall’Inps l’anno 2013.

Al termine dell’incontro le Parti si sono date appuntamento per la fine del mese di febbraio al fine di monitorare l’andamento della liquidazione delle pratiche e il conseguente utilizzo delle risorse disponibili.  L’auspicio delle associazioni di categoria e dei sindacati dell’artigianato, è che il Governo trovi le risorse per garantire la copertura delle sospensioni dei lavoratori marchigiani delle imprese artigiane, anche per il 2014.

 

 

Da Unioncamere Marche:

 

 

Micro, piccole e medie imprese delle Marche possono presentare domanda entro il 14 febbraio per essere assistite nelle strategie di marketing e commerciali e nello sviluppo dei modelli di business per le loro invenzioni, design e modelli di utilità.

 

UNIONCAMERE MARCHE E UNIVERSITA’ POLITECNICA, UN PROGETTO

PER VALORIZZARE I BREVETTI DELLE IMPRESE MARCHIGIANE

 

Nel 2013 presentate 653 richieste di brevetti alle Camere di Commercio marchigiane rispetto alle 538 dell’anno precedente. 365 brevetti hanno riguardato le invenzioni, 127 il design e 161 i modelli di utilità.

 

Uno speciale tappo antimanomissione, un apparato per produrre energia dall’azione delle onde, facendo ruotare un capo basculante, una schermatura solare per auto in sosta, un lavapiedi automatico per piatto doccia. Sono alcuni dei brevetti presentati dagli imprenditori marchigiani lo scorso anno al fine di realizzare prodotti esclusivi da lanciare sui mercati nazionali ed internazionali. Nel 2013, informa Unioncamere Marche, sono state presentate da parte di imprese regionali, 653 domande di registrazione di brevetti relativi a invenzioni, design o modelli di  utilità. In particolare 365 sono state le invenzioni depositate presso i competenti uffici provinciali delle Camere di Commercio, 127 i brevetti relativi al designi e 161 per modelli di utilità.

Numeri in crescita, quelli dei brevetti presentati nelle Marche. Nel 2012 sono stati 538, 97 in meno del 2013, mentre dieci anni fa eravamo fermi a 470.

Se gli imprenditori marchigiani aguzzano l’ingegno per far ritrovare competitività alle loro aziende con prodotti innovativi, Unioncamere Marche e Università Politecnica delle Marche, nell’ambito del progetto per la “Valorizzazione e tutela dei titoli in proprietà industriale”, promosso dal ministero dello Sviluppo Economico e da Unioncamere nazionale, hanno predisposto un modello di analisi e studio per la valorizzazione economica dei brevetti presentati dalle micro, piccole e medie imprese della regione.

“Gli interessati a valorizzare i loro brevetti” comunicano Unioncamere Marche e Università Politecnica “possono presentare domanda entro le ore 13 del 14 febbraio all’Unioncamere Marche. Verranno selezionati 15 progetti, ai quali verrà fornita attività di assistenza e di supporto allo sviluppo del modello di businnes per la valorizzazione del brevetto. In particolare verrà fornita assistenza metodologica per lo svolgimento delle analisi e per la formulazione delle strategie di marketing e commerciali.”

L’obiettivo del progetto è la valorizzazione dei brevetti delle aziende marchigiane attraverso alcune azioni pilota che consentano sia l’industrializzazione di idee per cui è già iniziato il procedimento di brevettazione, sia lo sviluppo di strategie che favoriscano la valorizzazione del patrimonio brevettuale posseduto, accrescendone la capacità competitiva.

 

MARCHE, I BREVETTI DELLE IMPRESE

       
 

2003

2012

2013

       
INVENZIONI

284

306

365

DESIGN

74

89

127

UTILITA’

112

143

161

TOTALE

470

538

653

       

 

 

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

I dati dell’Osservatorio CNA per la provincia di Ancona

NIENTE RISORSE DA INVESTIRE,  IL COMMERCIO ANCORA NON VEDE LUCE

Riccardi: “Chiediamo alle istituzioni di tutti i livelli di mettersi in un unico tavolo e di lavorare a favore delle imprese”

 

ANCONA. E’ evidente l’aggravarsi della crisi delle imprese del commercio: nel 2013 nel territorio della provincia si sono perse oltre 60 imprese (il totale imprese attive è ora di circa 3.400). Ma lo si deduce a chiare lettere anche dall’indagine della Cna, che ha intervistato un campione di 100 imprese della provincia di Ancona.

Il campione è composto da negozi alimentari, di abbigliamento e pubblici esercizi.

“E’ molto importante – spiega Andrea Riccardi, responsabile provinciale Cna Commercio e Turismo – continuare a monitorare l’andamento dell’economia locale nel tempo, dato il perdurare dello stato di forte difficoltà. Per questo motivo diamo grande valore alle indagini del nostro Osservatorio che sono in grado di fotografarci lo stato della situazione, per permetterci di elaborare le proposte mirate da rivolgere alle istituzioni competenti”.

E’ Giovanni Dini, direttore del Centro Studi Sistema Cna, a riassumere i dati di questa indagine: “Nel corso del 2013 il fatturato è cresciuto solo per il 9,3% delle imprese intervistate, calato per il 60%. Va peggio per il settore abbigliamento (oltre 70% di casi in calo), stabile la situazione per gli esercizi alimentari. Costi in aumento per quasi il 90% delle imprese intervistate. L’80% ha dichiarato che il personale è stabile”.

“Se diamo uno sguardo specificatamente alla situazione del capoluogo di regione – continua Dini – i dati sono peggiori. Infatti il 75% del campione dichiara fatturato in calo, mentre addirittura  la quasi totalità del campione lamenta un aumento dei costi. Per quanto i saldi, sempre nella città di Ancona, nessun cambio di rotta auspicato: diminuzione delle vendite o stabilità, rari i casi di aumenti di vendite”.

Anche a livello provinciale, per quanto riguarda l’andamento dei saldi, dati purtroppo negativi: più della metà del campione ha riscontrato un calo nelle vendite rispetto ai saldi dell’anno precedente, solo un 5% ha parlato di aumenti.

“Tra le principali cause di diminuzione del fatturato – aggiunge Andrea Riccardi – gli intervistati indicano il calo dei consumi, subito seguito dal calo dei redditi familiari e solo a grande distanza la concorrenza, che fino a pochi anni fa era considerata al primo posto, soprattutto verso i grandi centri commerciali. In ultima analisi gli intervistati indicano l’aumento dell’Iva”.

“La crisi si combatte anche con gli investimenti – continua Riccardi – eppure dalla nostra indagine si evince che solo un terzo delle imprese campionate ha agito in questa direzione. Ciò fa capire chiaramente che è urgente un intervento mirato da parte delle pubbliche istituzioni e delle banche, che ridia aspettative alle imprese e rilanci i consumi, proprio perché gli imprenditori non hanno più risorse da investire. Nel 2013 ha avuto difficoltà nel rapporto con le banche il 42% delle imprese intervistate con punte del 50% nel settore abbigliamento”.

L’indagine Cna evidenzia anche un atteggiamento di pessimismo per quanto riguarda le aspettative per il 2014, anche se gli imprenditori auspicano comunque stabilità o ripresa. “Le condizioni per ridare ossigeno al commercio – conclude Riccardi – possono esserci, specie in un territorio come quello della provincia di Ancona dove l’ossatura imprenditoriale è ancora forte. Per questo, e alla luce di tali dati, chiediamo alle istituzioni di tutti i livelli di mettersi in un unico tavolo e di lavorare a favore delle imprese”.

 

MOBILITAZIONE NAZIONALE DELLE IMPRESE

LE ASSOCIAZIONI CHIAMANO I SINDACI

                         

ANCONA. Stanno coinvolgendo tutte le piccole e medie imprese, che stanno rispondendo in massa all’appello di andare a Roma, il 18 febbraio, alla mobilitazione nazionale in Piazza Santi Apostoli, al grido di: “Senza impresa non c’è Italia; riprendiamoci il futuro”. 

Ora si rivolgono ai sindaci: CNA, Confartigianato e Confcommercio della provincia di Ancona chiedono ai rappresentanti delle istituzioni di aderire alle ragioni della mobilitazione, offrendo il loro sostegno da dimostrare, se possibile, soprattutto con la partecipazione diretta all’iniziativa a Roma.

Le associazioni di categoria sottolineano il comune interesse, anche da parte dei sindaci, a valorizzare il territorio e a garantire il futuro di chi su di esso opera, crea ricchezza, paga le tasse.

Obiettivo della manifestazione è sollecitare in modo costruttivo la società italiana, il Governo e le forze politiche a dare un forte impulso alla ripresa economica con misure urgenti che consentano alle imprese di resistere alle attuali difficoltà  e di tornare rapidamente a fare la loro parte in modo efficace per riattivare lo sviluppo. Questo è peraltro ciò che Confartigianato Imprese, Confcommercio Imprese per l’Italia e CNA della Provincia di Ancona chiedono con insistenza da quando è cominciata la crisi: che il sistema fiscale non penalizzi le imprese e le famiglie e si dia  nuovo slancio ai consumi, che si creino le condizioni per abbattere la tassazione locale e i costi che gravano sul lavoro, che si elimini la burocrazia inutile e si renda efficiente la Pubblica Amministrazione per semplificare l’attività delle imprese, che lo Stato saldi i debiti con le imprese e s’impegni seriamente a tagliare spese improduttive e sprechi per trovare le risorse da investire nell’economia reale, che le banche tornino a sostenere il tessuto imprenditoriale locale, che le regole siano uguali per tutti e si contrasti le piaghe della contraffazione, dell’illegalità, del lavoro nero e dell’abusivismo.  

 

L’associazione in collaborazione con il Pesaro Photo Festival lancia un appello ai cittadini per raccogliere immagini relative al festival che serviranno ad allestire una mostra

 

50 ANNI DI MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA

LA CNA RACCOGLIE LE FOTOGRAFIE DEI PESARESI

 

PESARO – Cinquant’anni di immagini della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro che servano ad organizzare una grande mostra fotografica che racconti mezzo secolo di storia della prestigiosa rassegna cinematografica. E’ questo l’intento del Pesaro Photo Festival, la manifestazione organizzata dalla CNA di Pesaro e Urbino dedicata ai professionisti e agli amatori dell’immagine, che si svolgerà a Pesaro dal 16 al 18 maggio prossimi. Grazie ad una collaborazione tra le due manifestazioni (Pesaro Photo Festival e Mostra del Nuovo Cinema appunto), la CNA lancia un appello a fotografi professionisti, fotoreporter – ma anche a cittadini comuni – per raccogliere immagini relativi al festival e al suo legame con la città. L’intento è quello di selezionare scatti, video, stampe, immagini che documentino in qualche modo Pesaro e la Mostra del cinema e la sua storia; la città ed il suo rapporto con la rassegna cinematografica. Attori, registi, pubblico che in qualche modo hanno scandito questi cinquant’anni di festival.  Dalle prime edizioni con le contestazioni studentesche alle ultime con la partecipazione in piazza di attori e registi. L’appello è a quei pesaresi che in qualche modo, magari anche casualmente, hanno catturato con il loro obbiettivo qualche immagine relativa alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. Si tratta di materiale che sarà utile a ricostruire la storia per immagini di uno dei festival cinematografici più longevi d’Italia. Il materiale servirà a costituire un archivio storico del festival e a organizzare una mostra fotografica sui 50 anni della rassegna che sarà allestita nei giorni di svolgimento della festival.  Per la raccolta del materiale, rivolgersi a: CNA Ufficio Stampa, telefono 0721-426195 info@cnapesaro.com

 

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