NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 12

22 FEBBRAIO 2012

Dalla Cna Marche:

 

L’impegno dei Parlamentari marchigiani intervenuti all’Assemblea della categoria di Cna e Confartigianato ha avuto successo: niente penalizzazione per chi sceglie il carrozziere di fiducia e non  quello indicato dall’assicurazione.  In gioco un “businnes” di oltre 400 milioni di euro per  15 mila auto da riparare ogni anno nelle Marche, in conseguenza degli 8 mila  incidenti stradali che mediamente avvengono sulle nostre strade

 

            ASSICURAZIONI AUTO, VINCONO CARROZZIERI E AUTOMOBILISTI

NIENTE TAGLIO DEL 30 PER CENTO AI RISARCIMENTI DEI SINISTRI

 

 Vincono carrozzieri e automobilisti. Perdono le compagnie di assicurazione che devono ancora una volta riporre nel cassetto l’obiettivo di scegliere al posto dei proprietari, a chi far riparare le auto incidentate. La mobilitazione di Confartigianato e Cna Marche contro il taglio del 30 per cento sui risarcimenti per chi vuol far riparare l’auto dal carrozziere di fiducia, ha portato la Commissione Industria del Senato a cancellare il comma 2 dell’art 29 del decreto liberalizzazioni, che prevedeva la decurtazione dell’assegno. Lo avevano promesso i parlamentari Salvatore Piscitelli e Filippo Saltamartini del Pdl, Massimo Vannucci, Silvana Amati e Marina Magistrelli del Pd, Amedeo Ciccanti dell’Udc e Eraldo Isidori per la Lega, che erano intervenuti sabato scorso ad Ancona all’assemblea dei carrozzieri marchigiani associati a Confartigianato e Cna. Ed hanno mantenuto l’impegno, facendo sopprimere la contestata norma.

In gioco un “businnes” di oltre 400 milioni di euro per  15 mila auto da riparare ogni anno nelle Marche, in conseguenza degli 8 mila  incidenti stradali che mediamente avvengono sulle nostre strade. Da questo gigantesco giro d’affari rischiavano  l’esclusione i 700 carrozzieri marchigiani “indipendenti”, ossia non convenzionati con le compagnie di assicurazione, che sono i due terzi dei carrozzieri marchigiani e che, potranno di nuovo riparare le auto incidentate alle stesso condizioni dei carrozzieri convenzionati con le assicurazioni.

“Ringraziamo” hanno dichiarato i presidenti regionali degli autoriparatori Cna Paolo Morbidoni e Confartigianato Claudio Chiacchiera “i parlamentari che si sono battuti per eliminare una norma che limitava la libertà dei cittadini e alterava la concorrenza nel mercato delle riparazioni delle auto. La Commissione Industria del Senato ha ristabilito il principio, sancito da una sentenza della Corte Costituzionale, della libera scelta dei cittadini rispetto alle modalità di risarcimento in caso di incidente automobilistico”.

 

MARCIA INDIETRO RAI, NIENTE CANONE

PER COMPUTER  E TABLET DEGLI IMPRENDITORI

Confartigianato e Cna Marche: "bene,  ma si chiarisca una volta per tutte la normativa"

Confartigianato e Cna Marche esprimono soddisfazione per il dietrofront della Radiotelevisione italiana, che in una nota ha precisato di non aver intenzione di esigere dalle aziende il pagamento dell’abbonamento speciale per il mero possesso di apparecchi come computer e simili, normalmente non finalizzati alla ricezione di programmi televisivi. La nota di viale Mazzini, però, non chiarisce completamente la questione. Secondo quanto specificato dalla Rai, infatti, il pagamento del canone speciale è dovuto dalle imprese solo in caso di possesso di “computer utilizzati come televisori (digital signage)”. Cna e Confartigianato  chiedono quindi l’intervento del Governo e del Parlamento per chiarire al di là di ogni dubbio, e una volta per tutte, la normativa sul canone”.

 

Da Unioncamere Marche:

 

MARCHE, E’ ANCORA RECESSIONE MA MENO PESANTE

IL FATTURATO ESTERO CRESCE DELLO 0,5 PER CENTO

 

Drudi : “nel 2011 il 31 per cento delle imprese marchigiane ha investito ma ora temiamo le conseguenze della neve e chiediamo alle banche di sostenere il sistema produttivo”

 

Rallenta la recessione del sistema produttivo marchigiano nel quarto trimestre del 2011. Se nel trimestre precedente, produzione e fatturato erano diminuiti rispettivamente del 2,6 e del 3,4 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, tra ottobre e dicembre la produzione ha perso solo l’1,6 per cento mentre il fatturato registra un calo di appena lo 0,6 per cento e gli ordinativi sono stati lo 0,9 per cento in meno.  Ancora pesante la situazione nell’artigianato che dimezza le perdite ma resta con la produzione sotto del 3 per cento, il fatturato del 2,6 e gli ordinativi del 2,3 per cento.

A sostenerlo è l’indagine trimestrale “Giuria della Congiuntura”, realizzata dal Centro Studi Unioncamere delle Marche,

Intanto nel 2011, malgrado la crisi e il difficile accesso al credito, il 31 per cento delle imprese marchigiane ha effettuato investimenti, una percentuale che sale al 46 per cento tra le grandi aziende e scende al 16 per cento tra gli artigiani.

“Questi dati dimostrano che il nostro sistema imprenditoriale” commenta il presidente Unioncamere   Marche Alberto Drudista cercando di reagire alla crisi ma ora aspettiamo con preoccupazione le rilevazioni sul trimestre in corso perché a causa del maltempo la grande maggioranza delle imprese ha perso quasi un mese di attività e temiamo un tracollo di produzione e fatturato. Per questo rinnoviamo il nostro appello alle banche per sostenere il nostro sistema produttivo perché le aziende marchigiane continuano a chiedere finanziamenti ma i criteri di erogazione del credito applicati dalle banche sono troppo rigidi e vanno rivisti o interi distretti potrebbero trovarsi in grande difficoltà.”

Nell’ultima parte del 2011, gli effetti più pesanti della crisi li hanno subiti le imprese più piccole. Quelle con meno di 9 addetti hanno perso il 4 per cento delle produzione ed il 3,6 per cento del fatturato mentre le perdite sono state più contenute nelle aziende fino a 50 dipendenti (produzione –1,3 e fatturato –0,2 per cento) e in quelle tra 50 e 500 addetti dove  la produzione è calata dell’1,2 per cento ma il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile (+0,1).

Tra i settori di attività, l’unico a crescere per il secondo trimestre consecutivo è stato quello degli alimentari con un incremento sia della produzione (+1,9 %) sia del fatturato (+2,2 %), mentre le Industrie delle pelli, cuoio e calzature restano su livelli equivalenti a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente per la produzione e su un incremento dell’ 1,7 per cento per il fatturato. I restanti settori continuano a perdere posizioni e, in particolar modo, le Industrie delle macchine elettriche ed elettroniche si distinguono per un consistente calo della produzione (-6,1 per cento) e del fatturato (-4,9 per cento).

Andando sul territorio, la provincia di Fermo ( produzione –0,5 e fatturato +0,3 per cento) risulta essere la meno colpita dalla crisi, grazie soprattutto allo stato di salute del settore delle pelli, cuoio e calzature. La provincia di Ancona segnala un calo più marcato per quanto riguarda la produzione (-1,1 per cento), mentre il fatturato resta a livelli equivalenti a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente. Ascoli Piceno registra una diminuzione del -1,4 per cento per la produzione e del -0,3 per cento per il fatturato, mentre Pesaro denuncia un calo dei rispettivi indicatori pari al -1,8 per cento e al -1,3 per cento. Macerata, infine, segnala una contrazione più evidente della produzione (-2,9 per cento), ma una diminuzione  del  fatturato  leggermente  più  contenuta (-1,1 per cento).

A sostenere il sistema produttivo regionale è ancora il mercato estero, con una crescita del fatturato dovuto all’export dello 0,5 per cento, con le imprese energetiche (+4,1) e l’abbigliamento (+3,5)  che registrano le migliori performance (+3,5) mentre quello delle  macchine elettriche ed elettroniche è l’unico settore con il fatturato estero in calo (-3,9 per cento).

Secondo la “Giuria della Congiuntura” di Unioncamere le imprese marchigiane hanno ordini che garantiscono 6,3 settimane di produzione assicurata, che scende a 4,7 per le aziende artigiane.

 

Dalle Cna provinciali:

 

 

CNA, COME FINANZIARE INNOVAZIONE, QUALITA'  E SICUREZZA

 

PORTO D’ASCOLI. Cna e Fidimpresa Marche incontrano giovedi 23febbraio (ore 18,30), negli uffici della Cna di Porto d'Ascoli in via Pasubio 1/b, gli imprenditori per illustrare le opportunità dei fondi perduti per finanziare Qualità, Innovazione e Sicurezza.

Fra gli argomenti trattati i 5 milioni di Euro dello stanziamento riservato alle Marche e destinato a incentivare le imprese che intendono realizzare interventi mirati al miglioramento degli standard di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il contributo, erogabile in conto capitale, è pari al 50 per cento delle spese, fino a un tetto massimo di 100mila Euro. Le domande possono essere presentate fino al 7 marzo 2012.Gli uffici di Fidimpresa Marche di Ascoli Piceno (viale Indipendenza 42 – 0736.42176) e di San Benedetto del Tronto (via Pasubio 1/b – 0735.658948) sono in grado di assistere le imprese interessate al contributo a fondo perduto. “I funzionari di Fidimpresa Marche sono a disposizione – spiega il direttore Massimo Capriotti – per ogni tipo di valutazione e consulenza riguardo questa importante misura messa in campo dall’Inail che è scesa direttamente in campo per finanziare progetti di investimento per l’adozione di modelli organizzativi di responsabilità sociale.

 

 

Nuovo adempimento del decreto liberalizzazioni anche sulle piccole forniture quotidiane

BAR, RISTORANTI E LABORATORI ARTIGIANALI

IN ARRIVO IL CONTRATTO DI CESSIONE DI PRODOTTI

La Cna “Una misura assurda che complica la vita a tante attività”

 

PESARO – Una ventina di paste per il bar? Cinque o sei chili di tagliatelle fresche per il ristorante? Una decina di chili di pane per la trattoria? Sono tantissime le attività di ristorazione e somministrazione di bevande e alimenti della provincia che, non producendo direttamente alcune prodotti alimentari, sono soliti rifornirsi quotidianamente da laboratori artigianali di fiducia. E’ il caso di molti bar per le paste fresche (dolci e salate), di ristoranti e trattorie per la pasta fresca ed il pane. E via dicendo. Ebbene d’ora in poi, grazie al decreto liberalizzazioni approvato dal Governo, arriva l’obbligo di stipulare un contratto di cessione di prodotti agroalimentari tra laboratori artigianali e attività di ristorazione e somministrazione e vendita di bevande e alimenti. Un provvedimento che riguarderà anche i piccoli quantitativi. “Si tratta – commenta la CNA di Pesaro e Urbino – di una misura assurda che complicherà non poco la vita a tante piccole attività del settore agroalimentare e della ristorazione della provincia di Pesaro e Urbino (oltre 1.000 attività)”.  “Con l’obiettivo di garantire la trasparenza – dice Luciana Nataloni, responsabile provinciale di CNA Alimentare – si rischia infatti di creare una serie di grattacapi burocratici di non poco conto. Con l’applicazione del decreto sulle liberalizzazioni (laddove quest’ultimo introduce l’obbligo di stipulare un contratto nelle cessioni di prodotti agroalimentari, sia nel caso delle materie prime che dei prodotti finiti, fatta eccezione la vendita diretta al pubblico), si introduce un fardello di adempimenti burocratici che complica la vita a tutti”. Non si tratta solo di grandi ordinativi, ma anche di quei piccoli ordini telefonici (qualche volte via mail), che le aziende produttrici ricevono da bar e ristoranti. “Ora una miriade di piccole imprese – dice Marco Galli, responsabile dei Servizi alle imprese della CNA – dovranno stipulare un contratto per quei piccoli ordini continuativi di qualche chilogrammo di pasta fresca o di pane, piuttosto che qualche decina di paste. Ma l’esempio si può allargare anche alla salumeria e ad altri prodotti”.

“Secondo il nuovo decreto – spiega Galli – per ciascuno di questi piccoli ordini le imprese sono costrette a redigere un contratto vero e proprio, con comprensibili problemi organizzativi e ulteriori costi d’impresa, senza contare il rischio di incorrere in errori formali, nel caso di ordini urgenti. Si tratta di una vera e propria zavorra normativa che farà perdere ai piccoli imprenditori alimentari tempo e denaro. Per quantitativi di merce così piccoli basterebbero una fattura, un documento di trasporto o anche un ordine  preventivo sottoscritto e firmato per accettazione: documenti assolutamente validi in giudizio, dal momento  che riportano le firme del fornitore e dell’acquirente».

“CNA Alimentare – conclude Luciana Nataloni – è quindi del parere che il Decreto vada modificato, escludendo dall’applicazione di questa normativa non solo la vendita diretta al consumatore, ma tutte le piccole e continuative quantità di merce vendute quotidianamente

 

ASSOCIATI