NOTIZIE DAL TERRITORIO N.116

22 ottobre 2014

 

Dalla Cna Marche:

 

INTERVISTA DI OTELLO GREGORINI SEGRETARIO

CNA MARCHE A “DONNA IN AFFARI”

 

Le Piccole e Medie Imprese Marchigiane sono allo stremo delle forze e delle risorse, a causa della crisi sui consumi e della crescita che è sempre più un miraggio. Attività anche storiche sono costrette a mollare la presa. Non aiutate da un accesso al credito sempre più complicato. Che situazione si sta vivendo nelle Marche?

 

Nelle Marche il sistema produttivo sta attraversando un momento molto difficile. La nostra regione è fra quelle che hanno più risentito di una crisi che sembra non finire mai. Questo perché le Marche sono da sempre la regione più artigiana e più manifatturiera d’Italia, insieme al Veneto. Ed è proprio tra le piccole imprese manifatturiere che la crisi ha colpito più duro. Con la crisi si è persa un quinto della capacità produttiva del sistema manifatturiero delle Marche e solo nei primi sei mesi del 2014 hanno cessato l’attività 2.595 imprese artigiane, che si vanno ad aggiungere alle 4.342 che hanno chiuso i battenti nel 201.

 

Quali settori sono più in difficoltà?

 

A pagare il prezzo più salato sono i settori del sistema moda. Nel secondo trimestre del 2014 il calzaturiero ha perso il 5,8 della produzione e il 3,3 per cento del fatturato mentre l’abbigliamento ha registrato un calo produttivo del 4,7 per cento ed una riduzione del fatturato del 7,5 per cento. Cali produttivi tra il 3 e il 4 per cento si sono avuti nelle industrie alimentari, del mobile e dell’energia mentre le macchine elettriche hanno perso lo 0,8 per cento. Unica eccezione la meccanica che ha aumentato la produzione dell’1,2 per cento, il fatturato del 2,7 per cento.

 

Un’impresa su quattro è donna. Imprese con donne al vertice hanno una marcia in più per sopravvivere in questo momento di crisi?

 

E’ vero, le donne sono in prima fila nel rispondere alla crisi investendo in attività imprenditoriali. Settori come il turismo, l’accoglienza, la cultura, i servizi alla persona sono veri e propri giacimenti di ricchezza. Le donne lo hanno capito e si stanno dando da fare. E’ dovere delle istituzioni creare le condizioni per sostenerle, in particolare con politiche del credito attente alle loro esigenze e favorendo la conciliazione dei tempi per chi deve dividersi fra famiglia e impresa, con servizi sociali adeguati.

 

 

I dati Cribis (che riporteremo nell’articolo) parlano di fallimenti in aumento ma di protesti in calo.  Come si spiega questa tendenza?

 

Sono sei anni che le nostre imprese cercano di resistere aspettando una ripresa che viene ogni volta rinviata all’anno successivo. Molte di loro non ce la fanno più e portano i libri in tribunale. Se la crisi ha fatto aumentare i fallimenti, ha avuto l’effetto contrario sui protesti, che nei primi cinque mesi del 2014 sono praticamente dimezzati. Questo perché le imprese rifiutano sempre più spesso cambiali, tratte ed assegni, ritenute forme di pagamento non affidabili.

 

Nelle Marche,  la crisi rischia di agevolare il dramma dello strozzinaggio?

Il rischio di finire nelle grinfie degli strozzini cresce insieme alle difficoltà finanziarie delle imprese ed alla stretta creditizia che ha visto anche nei primi sei mesi dell’anno un calo dei prestiti concessi dalle banche al sistema produttivo marchigiano del 4,7 per cento. Siamo arrivati al punto, come risulta dai dati di Fidimpresa Marche, il Confidi unico della Cna, che gli artigiani chiedono sempre più prestiti per pagare le tasse e le tredicesime ai loro dipendenti, e sempre meno per gli investimenti. Su cento imprese 86 hanno bisogno di liquidità e solo 14 si rivolgono a Fidimpresa per finanziamenti finalizzati ad investire in azienda.

Cosa significa per un imprenditore ricorrere al fondo antiusura per non fallire e per resistere agli strozzini?

Il Fondo antiusura è l’ultima risorsa quando tutte le altre strade per ottenere credito sono impraticabili. Al bivio tra il fallimento e l’usura, i piccoli imprenditori marchigiani trovano le garanzie offerte dai Consorzi Fidi per ottenere i finanziamenti del Fondo antiusura, che consentono loro di non gettare la spugna e di proseguire l’attività imprenditoriale sperando in tempi migliori, senza finire nelle mani degli strozzini

A cosa andrà in contro il settore produttivo marchigiano, se la situazione non migliora?

Se la situazione non dovesse migliorare nemmeno il prossimo anno, con la ripresa dei consumi e della produzione, rischia di essere messo in discussione non solo il settore produttivo marchigiano ma l’intero sistema sociale ed economico della regione, fondato da sempre su una imprenditorialità diffusa , su una elevata qualità dei servizi e sull’equità sociale. Da noi non esistono ancora sacche di degrado e di marginalità sociale ma la situazione è sempre più difficile ed aumentano le famiglie povere, che hanno crescenti difficoltà ad accedere ai servizi essenziali come le cure mediche e un’alimentazione adeguata.

Cna Marche come intende procedere per sostenere le piccole e medie imprese del territorio?

Nei prossimi anni occorre ottimizzare al massimo le opportunità di finanziamento offerte dai fondi Fesr, Por ed Fse per sostenere la piccola impresa marchigiana ed accompagnarla nelle sfide dell’innovazione e della competitività, proseguendo il percorso di costruzione della Macroregione Adriatica, sulla la   Cna è da tempo sono impegnata. Inoltre serve un rafforzamento dei fondi regionali per sostenere l’artigianato e le piccole imprese e favorire l’accesso al credito attraverso la garanzia, gli investimenti e attività di ricerca applicata su politiche energetiche eco compatibili per le quali le imprese artigiane e micro imprese possono giocare un attivo ruolo da protagoniste. Infine l’introduzione di ulteriori misure di semplificazione, in particolare con riferimento alle gare di appalto e fornitura per opere e servizi ordinari e straordinari delle pubblica amministrazione, anche al fine di favorire un maggior coinvolgimento di artigiani e micro imprese per il rilancio dell’edilizia privata, pubblica e delle infrastrutture.

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

Iniziativa organizzata dalla CNA VENERDI’ 24 OTTOBRE (ore 17.30). Si parlerà di varianti al Prg bloccate, di progetti sulle aree dismesse del territorio, di Fondi Europei e di dati congiunturali

 

FANO, EDILIZIA RESIDENZIALE E SVILUPPO URBANISTICO

CONFRONTO TRA AMMINISTRATORI E IMPRESE

 

Dall’inizio dell’anno sono state 607 le pratiche di edilizia residenziale presentate allo Sportello Unico

 

FANO – Dal primo gennaio al primo ottobre sono state 607 le pratiche di edilizia residenziale presentate allo Sportello Unico per l’attività edilizia di Fano. Di queste 116 relative al Piano Casa; 109 ristrutturazioni e 382 di straordinaria manutenzione. Si tratta di un numero ancora ridotto di interventi che denuncia lo stato di crisi in cui versa il settore. Per la CNA di Fano ci sono molte varianti al Prg che attendono di essere sbloccate e tra queste l’associazione delle imprese segnala via Forcole; via degli Olivi; Foro Boario; Hotel Vittoria ed ex Zuccherificio. “All’interno del Prg poi abbiamo interi comparti fermi che non rispondono più alle mutate esigenze delle città. Per questo – dice il responsabile territoriale di Fano della CNA, Fausto Baldarelli – chiediamo di iniziare un confronto circa il futuro sviluppo urbanistico della città”. Anche in virtù della recente proroga del Governo sulle detrazioni fiscali, la CNA di Fano ritiene che si debba lavorare principalmente sul costruito e sul recupero del territorio. Su questi argomenti la CNA di Fano ha organizzato un Seminario tecnico con le imprese del settore e gli amministratori della città che si terrà VENERDI’ 24 OTTOBRE (ore 17.30), al Tag Hotel in via Einaudi 2 (zona Multiplex-Auchan). Sul tema “Edilizia abitativa, facciamo il punto” si confronteranno il sindaco di Fano, Massimo Seri, l’Assessore all’urbanistica e Lavori pubblici Marco Paolini, il direttore della Banca di Credito cooperativo di Suasa, Giorgio Tonelli. Nel corso dell’iniziativa sarà resa nota l’Analisi congiunturale del Cresme (primo Ente in Italia di ricerca in edilizia), consulente della Camera dei Deputati e della Commissione Ambiente della Camera ), che sarà presente per la prima volta a Fano e rappresentato dal Direttore Generale, Lorenzo Bellicini. All’iniziativa parteciperà anche Ferdinando De Rose, responsabile nazionale CNA Costruzioni. Le conclusioni del convegno saranno affidate a Gino Sabatini, presidente CNA Marche. L’incontro sarà aperto dal presidente della CNA di Fano, Marco Rossi. Nel corso del seminario si parlerà anche di Fondi Europei legati alla riqualificazione e all’efficientamento energetico sia sul patrimonio edilizio privato che pubblico (scuole, uffici, strade, etc.) e di progetti sulle aree dismesse del territorio comunale.

 

 

 

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