NOTIZIE DAL TERRITORIO N.11

Notizie dal territorio   11   03 febbraio 2017

 

Dalla Cna Marche:

 

VOUCHER ASILO NIDO E BABY SITTING, PROROGA DEL BENEFICIO, ANCHE PER LE LAVORATRICI AUTONOME O IMPRENDITRICI.

 

L’INPS, recependo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2017 (art. 1, co. 356, L. n. 232/2016), con avviso pubblicato sul proprio sito istituzionale ha comunicato la proroga del beneficio di maternità “Voucher asilo nido 2017-2018”, anche per le lavoratrici autonome o imprenditrici.

Come è noto, per tale categoria di lavoratrici (artigiane, esercenti attività commerciali, coltivatrici

dirette, mezzadre e colone, imprenditrici agricole a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne), la legge di Stabilità per l’anno 2016 aveva previsto, in via sperimentale per l’anno 2016, l’estensione del beneficio in oggetto, poi prorogato, per il biennio 2017/2018, dalla citata Legge di Bilancio.

La tardiva pubblicazione del D.M. attuativo, e della conseguente Circolare INPS n. 216/2016

(pubblicata il 12 dicembre 2016), ha comportato, lo scorso anno, la esclusione dal beneficio per una

parte delle potenziali interessate svolgenti attività autonoma, per effetto del termine perentorio di invio della relativa domanda, stabilito al 31 dicembre 2016.

La proroga della misura, prevista dalla Legge di Bilancio anche per gli anni 2017 e 2018, implicitamente potrebbe consentire ora, per una parte delle lavoratrici autonome rimaste escluse lo scorso anno, di accedere al beneficio, purché, al momento della domanda, siano rispettati i seguenti parametri:

– sia concluso il teorico periodo di fruizione dell’indennità di maternità (tale periodo, nei casi di

parto e di affidamento non preadottivo, coincide con i tre mesi dalla data di nascita o di

ingresso in famiglia); nei casi di adozione/affidamento preadottivo nazionale o internazionale

coincide con i cinque mesi dalla data di ingresso in famiglia;

– non sia decorso 1 anno dalla nascita o dall’ingresso in famiglia (nei casi di adozione e

affidamento) del minore.

Inoltre, poiché il contributo può essere concesso per un massimo di 3 mesi ed è erogato solo per

frazioni mensili intere, occorre conseguentemente che:

– il beneficio sia richiesto dalla madre che, al momento di presentazione della domanda, abbia

ancora a disposizione almeno un mese di congedo parentale;

– alla data di presentazione della domanda sussista una corrispondenza tra le mensilità richieste e

le mensilità di congedo parentale ancora fruibili alle quali la lavoratrice rinuncia;

– la domanda non sia presentata durante il 12° mese di vita o dall’ingresso in famiglia del minore,

in quanto al 12° mese non sussiste più l’unità minima di congedo parentale (una mensilità), alla

quale la madre può rinunciare.

La presentazione delle domande sarà consentita fino al 31 dicembre 2018, o comunque fino ad esaurimento dello stanziamento di 40 milioni di euro per ciascuno dei due anni, purché al momento della richiesta l’interessata lavoratrice autonoma sia in possesso dei medesimi requisiti sopra esposti.

 

 

MARCHE, NEL 2016 CALANO LE IMPRESE TRADIZIONALI

MA CRESCONO QUELLE DINAMICHE E MODERNE.

 

 

Più agriturismi, bed and breakfast, servizi di alloggio e ristorazione, consulenti aziendali, servizi alle imprese e alle persone, aziende informatiche e di comunicazione. Meno imprese edili, agricole, calzaturiere e metalmeccaniche. Insomma perdono colpi i settori maturi e crescono le nuove professioni e le aziende innovative del terziario. Per il sistema produttivo marchigiano il 2016 è stato ancora una volta un anno difficile. A dimostrarlo i dati Movimprese elaborati dai Centri Studi Cna e Confartigianato Marche. Tra gennaio e dicembre hanno cessato l’attività 10.770 imprese e hanno aperto i battenti in 9.515, con un saldo negativo di 1.255 unità. Dopo due trimestri di crescita sono stati gli ultimi tre mesi dell’anno a presentare un conto pesante con un calo di 1.047 aziende, sul quale hanno sicuramente inciso i recenti eventi sismici che hanno colpito il sud della regione.

In Italia invece le imprese, per la prima volta dopo molti anni, sono tornate a crescere. Ne sono nate 363.488 contro 349.143 cessate, per un saldo positivo di 14.345 unità.

Il conto più pesante nelle Marche lo hanno pagato le imprese artigiane (-1.091) , quelle agricole (-632) edili (-526) e quelle del piccolo commercio (-355).

Nel manifatturiero sono scomparse 180 imprese, soprattutto nel calzaturiero (-116), nell’industria metallifera (-57) e nel legno (-32).

Si rafforzano invece alcune attività legate ai servizi più avanzati quali i servizi di informazione e comunicazione (+72 imprese), le attività finanziarie e assicurative (+18), le attività professionali e di consulenza (+53), quelle per servizi alle imprese ( +78 imprese), le attività artistiche e sportive (+20), della sanità e degli altri servizi sociali (+33 ).

“Nelle Marche” affermano i presidenti di Cna Marche Gino Sabatini e di Confartigianato Marche Valdimiro Belvederesi “crescono inoltre, le attività dei servizi legati alla ristorazione e al turismo (+55)   a conferma dell’esistenza di una diffusa e crescente capacità di valorizzare il territorio e la sua cultura. Inoltre un forte contributo lo hanno dato i giovani imprenditori. Infatti un’impresa su dieci è stata avviata da under 35. Per i prossimi mesi pensiamo ad un rilancio delle attività edili, legato alla fase di ricostruzione delle aree colpite dal terremoto e riteniamo che occorra puntare con forza alle politiche di sostegno all’artigianato e alle piccole imprese che sono quelle in maggiore difficoltà. Sostegno al credito, all’internazionalzzazione e all’innovazione ma anche tutela del made in Italy e semplificazione burocratica”.

Il processo di ammodernamento e riorganizzazione del tessuto di imprese della regione traspare anche dal ruolo crescente delle forme giuridiche più innovative, come quelle delle società di capitali che aumentano di 1.087 unità mentre continuano a diminuire le   imprese individuali (-1.835).

Disaggregando i dati sul territorio si registra un crollo del numero delle imprese nel fermano (-624) seguito dal maceratese (-218). Male anche Pesaro Urbino (-201) e Ancona (-185). Infine Ascoli Piceno perde solo 27 aziende.

 

Dalla Regione Marche:

 

TERREMOTO, IN TRE GIORNI PERVENUTE 695 RICHIESTE

PER IL CONTRIBUTO AI LAVORATORI AUTONOMI

 

Sono già pervenute 695 domande, in tre giorni, da parte dei lavoratori autonomi delle zone terremotate, per ottenere il contributo una tantum di 5 mila euro a seguito della cessazione dell’attività causata dal sisma. Dal 30 gennaio possono inviare la richiesta alle Regione Marche che cura l’istruttoria, mentre il pagamento viene disposto dall’Inps. I contributi sono previsti dalla convenzione con i ministeri del Lavoro e dell’Economia, sottoscritta lo scorso 23 gennaio dal presidente Luca Ceriscioli. Il fondo, per tutte le Regioni terremotate, ha una dotazione di 96 milioni di euro. I benefici aspettano anche ai lavoratori dipendenti che già, comunque, possono usufruire della cassa integrazione in deroga, prevista dalla Regione subito dopo la crisi sismica iniziata il 26 agosto 2016. Complessivamente, alla data odierna, sono pervenute 547 domande da parte delle aziende terremotate, per sostenere il reddito di 2.639 lavoratori. La disaggregazione provinciale delle richieste aziendali evidenza il dato di 115 domande per 611 lavoratori nel Piceno, 80 richieste per 524 dipendenti nel Fermano, 352 istanze per 1.504 lavoratori nel Maceratese. A questi numeri vanno aggiunte le 15 ulteriori domande (per 28 lavoratori dipendenti) pervenute dopo la firma della convezione. “La macchina operativa regionale sta viaggiando a pieno regime per sostenere il rilancio delle aree terremotate – afferma il presidente Luca Ceriscioli – Un passaggio fondamentale è rappresentato dagli aiuti ai lavoratori e alle attività locali, in modo da garantire una ripresa economica, senza la quale non potrà esserci la rinascita di questi territori”

Dalle Cna Territoriali:

 

SOSPENSIONE ATTIVITÀ : I SERVIZI CNA PER LA RICHIESTA DI CONTRIBUTI.

 

MACERATA. La Regione Marche ha pubblicato la modulistica per la richiesta dell’indennità per i “lavoratori dipendenti del settore privato compreso quello agricolo” e per i “lavoratori autonomi, i titolari di attività d’impresa e professionali, co.co.pro., titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale” in base alla legge di conversione dei decreti sul terremoto 2016 (L. n.229/2016).

Ai lavoratori dipendenti sarà riconosciuta l’indennità di disoccupazione, mentre agli autonomi e alle altre categorie un contributo una tantum di € 5.000.

CNA Macerata segnala che il sostegno è concesso alle seguenti categorie:

–   lavoratori dipendenti del settore privato, compreso quello agricolo;

–   collaboratori coordinati e continuativi;

–   titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale;

–   lavoratori autonomi;

–   professionisti.

 

Presso tutti gli uffici della CNA di Macerata, sede provinciale e sedi territoriali, è possibile procedere alla compilazione gratuita dei moduli.

Per le zone interne segnaliamo in particolare i seguenti uffici a cui rivolgersi :

CAMERINO –   Sede CNA Loc. Torre del Parco Rif. Tofani Luigi – 0737/641959

CINGOLI – Sede CNA Via Pio VII n.38 Rif. Pistelli Lucia – 0733/602911

MATELICA – Sede CNA Via Bigiaretti 15 Rif. Cingolani Danilo – 0737/85225

SAN SEVERINO MARCHE – Sede CNA Via Virgilio da San Severino 56/58 Rif. Antinori Catia – 0733/1716513

TOLENTINO – Sede CNA Via Del Vallato n.1 Rif. Mancini Enrico – 0733/966129

Gli interessati dovranno portare la seguente documentazione:

–   dati anagrafici, copia documento di identità;

–   visura camerale aziendale;

–   IBAN;

– e, per le attività ricadenti nel solo Comune capoluogo di Macerata, certificato di inagibilità della sede di attività.

Per info: CNA Provinciale Macerata, info@mc.cna.it, 0733/27951.

PREVENZIONE SISMICA E RINFORZO STRUTTURALE, L’8 FEBBRAIO NE PARLANO AL FERMO FORUM, CNA, MAPEI E COLLEGIO DEI GEOMETRI.

FERMO. Prosegue l’attività della CNA Provinciale di Fermo dedicata al post sisma, sia sul fronte del supporto di cittadini e imprese in termini di scadenze e adempimenti, sia riguardo la prospettiva della ricostruzione. A questo proposito CNA Fermo, in collaborazione con CNA Marche e con Mapei, azienda leader nella produzione di materiali per l’edilizia, ha programmato per il prossimo mercoledì 8 febbraio 2017, alle ore 15.30, al Fermo Forum, il seminario dal titolo “Le moderne tecnologie nel campo della prevenzione sismica e del rinforzo strutturale del patrimonio edilizio esistente”. L’evento, patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Fermo, sarà dedicato al complesso tema della vulnerabilità sismica delle strutture esistenti e della corretta messa in opera dei materiali per il rinforzo strutturale. L’incontro è rivolto alla piccola e media impresa e ai professionisti iscritti al Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri laureati, ai quali vengono riconosciuti 3 crediti formativi. Tra gli obiettivi del seminario ci sono: evidenziare   l’importanza dell’attività diagnostica, presentare sistemi efficaci per il rinforzo strutturale e per la riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici esistenti, porre l’attenzione sulla posa in opera, a regola d’arte, dei materiali compositi per il rinforzo strutturale.La Mapei, che dedica un settore della propria attività alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie per la prevenzione sismica e per il rinforzo strutturale del patrimonio edilizio, interverrà con l’Ing. Lorenzo De Carli, Responsabile della Divisione Grandi Progetti per Abruzzo, Marche e Umbria e l’Ing. Dominica Carbotti, Specialista della Divisione Materiali Compositi per il Rinforzo Strutturale insieme ad applicatori dell’assistenza tecnica Mapei, specializzati nella posa dei materiali, che effettueranno delle prove pratiche. Inoltre informiamo che a partire dal 30 gennaio 2017, l’iscrizione alla white list per la ricostruzione (Anagrafe antimafia degli Esecutori), riservata agli operatori economici interessati a partecipare a qualsiasi titolo e per qualsiasi attività agli interventi di ricostruzione pubblica e privata nei comuni del “cratere” sismico, dovrà avvenire esclusivamente attraverso il collegamento alla specifica piattaforma informatica e che non saranno più possibili domande di iscrizione via PEC. Gli uffici provinciali, con lo Sportello Ricostruzione, sono a disposizione per ogni informazione e chiarimento. Per info e iscrizioni: CNA Provinciale di Fermo, info@cnafermo.it, 0734/600288

NEL 2016 L’ARTIGIANATO HA PERSO QUASI IL 3 PER CENTO DEL SUO POTENZIALE, 169 IMPRESE IN MENO

Balloni: “puntare su innovazione e turismo”

 

ASCOLI PICENO. Piceno, continua la stagnazione dell’economia e a soffrire di più è sempre l’artigianato e la piccola impresa. E’ questa l’analisi della Cna di Ascoli Piceno che, grazie al lavoro del Centro studi della Cna regionale, è già in grado di elaborare e valutare alcuni importanti indicatori provinciali relativi a tutto il 2016. Sono state 1.326 le attività produttive che hanno aperto i battenti nell’anno appena finito, mentre 1.353 hanno chiuso. Un segno negativo di lieve entità (meno 27 unità produttive) che purtroppo contrasta, almeno a livello di trend, con il 2015, quando il saldo fra le aperture e le cessazioni su positivo, anche se di misura (più 25 unità produttive).

E, secondo l’analisi della Cna di Ascoli Piceno, ancora più allarmante, in questo quadro comunque depresso, è il dato dell’artigianato. In questo comparto, infatti, le aperture di nuove imprese sono state 329, contro 498 cessazioni. Un calo, quindi, di ben 169 unità produttive che suona come ulteriore campanello d’allarme per tutta la nostra provincia. A fine 2015 le imprese del settore artigiano erano 6.078, a fine 2016 sono scese a 5.909. In un anno, con un passivo fatto di 169 unità, il Piceno ha di fatto lasciato sul campo quasi il 3 per cento del suo potenziale produttivo artigiano.

Entrando più nel dettaglio dei dati elaborati dalla Cna Picena si evidenzia l’ulteriore emorragia del settore costruzioni con 190 aziende chiuse a fronte di sole 87 aperture. In calo anche l’attività manifatturiera (113 chiusure e 71 aperture) e il trasporto (28 chiusure e appena solo 8 aperture). Nel complesso, il settore che continua ad essere maggiore affanno (al primo posto per saldo negativo, seguito appunto dall’edilizia), quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio: 332 chiusure, 212 aperture, con un saldo negativo di 120 unità produttive in tutta la provincia.

“Stagnazione e calo persistente delle imprese – spiega Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli Piceno – con punte di grave preoccupazione soprattutto nel comparto delle costruzioni e ancora di più in quello dell’autotrasporto che da anni sta pagando uno dei tributi più alti alla crisi in atto. Come Cna, soprattutto per il comparto manifatturiero, siamo da sempre impegnati sul fronte dell’innovazione tecnologica che sempre più si dimostra imprescindibile per la sopravvivenza e la crescita di queste imprese. Per il sistema-Piceno nel complesso altro punto sul quale riteniamo fondamentale lavorare, e noi lo stiamo facendo, è quello del turismo e dei servizi ad esso collegato. Ma perché questo percorso diventi virtuoso e utile è sempre più necessaria una cabina di regia che non consideri la nostra provincia come tante piccole realtà scollegate ma come un unico territorio da promuovere nel resto d’Italia e soprattutto all’estero”.

 

ASSOCIATI