NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 105

25 settembre     2014

 

 

Dalla Cna Marche:

 

Entro la fine dell’anno, secondo Cna e Confartigianato Marche, saranno 3.360 i posti di lavoro creati dalle imprese artigiane mentre quelli persi saranno 5.470, con un saldo negativo di 2.120 posti di lavoro.

 

MURATORI, IDRAULICI, PANETTIERI, SARTI, FALEGNAMI, SALDATORI

I MESTIERI RICHIESTI DALLE IMPRESE ARTIGIANE DELLE MARCHE

 

Sabatini e Fortuna: “la crisi costringe gli artigiani a ridurre il personale ma non rinunciano a ricercare sul mercato specifiche professionalità da inserire in azienda”.

 

Operai calzaturieri, muratori, idraulici, panettieri e pastai, sarti, tagliatori, modellisti, cappellai, autoriparatori, carpentieri, falegnami,saldatori: sono questi i mestieri più richiesti dalle imprese artigiane delle Marche. Pur in un mercato del lavoro difficile, dove le uscite prevalgono sulle assunzioni, ci sono delle qualifiche professionali che consentono di trovare un’occupazione nell’artigianato marchigiano. Lo afferma un’indagine del Centro Studi Cna Marche e dell’Ufficio Studi Confartigianato Marche, che hanno elaborato i dati del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro.

Entro la fine dell’anno, secondo Cna e Confartigianato Marche, saranno 3.360 i posti di lavoro creati dalle imprese artigiane mentre quelli persi saranno 5.470, con un saldo negativo di 2.120 posti di lavoro.

“Il perdurare della crisi del sistema produttivo marchigiano” affermano i presidenti di Cna Marche Gino Sabatini e di Confartigianato Marche Salvatore Fortuna “incide pesantemente anche sui posti di lavoro nell’artigianato. Fino ad oggi le piccole e medie imprese marchigiane si erano tenuti stretti i loro dipendenti, per non perdere competenze formate negli anni, ma adesso non ce la fanno più e sono costrette a ridurre il personale per non chiudere l’attività. Malgrado tutto non rinunciano a ricercare sul mercato specifiche professionalità da inserire in azienda.”

Sono le qualifiche che offrono ai giovani la possibilità di trovare un lavoro nell’artigianato. In particolare, secondo Cna e Confartigianato, le richieste delle imprese riguardano 410 operai specializzati nel settore calzaturiero, 220 muratori, 110 impiantisti idraulici, 100 panettieri e pastai artigianali, 90 tra sarti, tagliatori di tessuti, modellisti e cappellai, 80 meccanici ed autoriparatori, 70 tra carpentieri e falegnami, 50 saldatori.

I Centri Studi delle associazioni artigiane hanno disaggregato i dati dell’indagine Excelsior Unioncamere sui fabbisogni professionali delle imprese per provincia. A Pesaro Urbino le imprese artigiane prevedono di assumere entro dicembre 880 addetti contro 1.470 uscite (-600). Ad Ancona gli ingressi saranno 790 mentre in 1.330 tra licenziamenti, dimissioni e pensionamenti lasceranno il lavoro (saldo -530). Seguono Macerata (750 assunzioni e 1.120 espulsioni con un saldo di -370), Fermo (520 posti creati e 880 persi, saldo -360) e Ascoli Piceno con 420 entrate, 670 uscite e un saldo di -260 posti di lavoro.

Delle assunzioni previste dalle imprese artigiane marchigiane 2.280, pari al 67,8u per cento, sono a carattere non stagionale e 853 (25,8%) sono part-time. Una precedente esperienza lavorativa è richiesta per 1.451 neossunti, pari al 43,2 per cento del totale. Gli artigiani marchigiani prevedono di dover ricorrere a personale immigrato per 413 assunzioni (12,3%). Tra le conseguenze della crisi si ha la riduzione della difficoltà di reperire le qualifiche richieste. Quest’anno riguarda soltanto 350 lavoratori, pari al 10,4 per cento del personale richiesto.

“Le imprese artigiane” concludono Fortuna e Sabatini “hanno difficoltà soprattutto a trovare specifiche professionalità come   lattonieri e calderai, falegnami, valigiai e borsettieri, laccatori e decoratori. Sarebbe forse opportuna una maggiore sinergia tra imprese scuole tecniche ed enti di formazione per indirizzare i giovani verso competenze che sono richieste dal mercato del lavoro marchigiano”

 

 

MARCHE, I POSTI DI LAVORO NELL’ARTIGIANATO      
Anno 2014            
  Entrate Uscite Saldo entrate % uscite% saldo%
             
Pesaro Urbino 880 1.470 -600 5,7 9,6 -3,9
Ancona 790 1.330 -530 5,0 8,4 -3,4
Macerata 750 1.120 -370 5,1 7,6 -2,5
Ascoli Piceno 420 670 -260 6,0 9,6 -3,6
Fermo 520 880 -360 4,6 7,8 -3,2
MARCHE 3.360 5.470 -2.120 5,2 8,5 -3,3
             
        Val. ass Val. %  
             
assunzioni non stagionali   2.280 67,8  
assunzioni di difficile reperimento   350 10,4  
assunzioni con una precedente esperienza lavorativa 1.451 43,2  
assunzioni di personale immigrato   413 12,3  
assunzioni “part time”     853 25,4  
             
ARTIGIANATO, I MESTIERI PIU’ RICHIESTI      
             
Operai specializzati nelle calzature 410      
Muratori     220      
Idraulici     110      
Panettieri e pastai artigianali 100      
Sarti, tagliatori, modellisti e cappellai 90      
Autoriparatori     80      
Carpentieri e falegnami   70      
Saldatori     50      

 

Dalla Cna nazionale:

 

A CAF CNA IL CERTIFICATO ISO 9001 CHE ATTESTA

LA QUALITÀ DELLE ATTIVITÀ DI AGENZIA PER LE IMPRESE

 

Nella sede della Cna nazionale è stato consegnato da Tüv Italia all’amministratore delegato di Caf Cna, Armando Prunecchi, il certificato Iso 9001 che attesta la conformità del sistema di gestione per la qualità alle attività di Agenzia per le Imprese. Si tratta di un ulteriore, e fondamentale, passo in avanti che Caf Cna offre a tutto il sistema Cna, un’ attività certificata a favore delle imprese per semplificare i loro adempimenti da parte di un ente terzo indipendente. Partendo dalle peculiarità di questa certificazione, Roberto Vitale, direttore di Caf Cna, ha dichiarato: “Consapevoli della centralità della Certificazione Iso 9001 per l’ottenimento dell’accreditamento definitivo come Agenzia per le imprese, abbiamo selezionato un partner che sui pilastri della  professionalità, competenza, terzietà e affidabilità poggia il suo approccio operativo, un approccio che abbiamo avuto modo di apprezzare in occasione dell’audit di certificazione, rivelatosi attento e scrupoloso, anche per la necessità di soddisfare le specifiche richieste dal legislatore descritte nelle linee guida del 2013”.

Armando Prunecchi, direttore Divisione Organizzazione e Sviluppo del Sistema Cna e amministratore delegato di Caf Cna, ha annunciato: “La nostra intenzione è quella di offrire questo servizio, oggi attivato in tre regioni, a tutte le imprese italiane. Ci attendiamo, nel contempo, che il legislatore al più presto emani norme che semplifichino le procedure e le rendano uniformi su tutto il territorio nazionale e utilizzabili con tutte le amministrazioni”.

Secondo Sabrina Bruschi, sales regional manager di Tüv Italia, “L’organismo ha affrontato con particolare impegno una certificazione che, per certi suoi aspetti peculiari, non è assimilabile a una certificazione  Iso 9001 standard e ci ha dato ulteriore slancio e determinazione nel portarla a compimento, consci del nostro ruolo e responsabilità, non solo al momento del primo audit ma anche nelle successive attività di sorveglianza. Affermo questo in considerazione del fatto che nelle linee guida di marzo 2013 è prescritto che la  documentazione relativa a questa certificazione rimanga a disposizione delle autorità competenti che possono accedere ai relativi atti”.

 

Dalle Cna provinciali:

 

LE MARCHE ECCELLENTI 2014 ALLA FASE DECISIVA

Il progetto CNA entra nel vivo con la selezione delle imprese

che saranno pubblicate nel Repertorio

 

  1. Nonostante il difficile contesto ben noto a tutti, le piccole e medie imprese e gli imprenditori artigiani hanno risposto all’invito a partecipare al progetto Imprese Eccellenti.

Giunto alla VII edizione, il progetto, promosso dalla Cna, con il sostegno della Camera di Commercio di Ancona, si pone l’obiettivo di andare a misurare, valutare e selezionare gli esempi di innovazione presenti nelle nostre realtà imprenditoriali e rendere più visibili le eccellenze attraverso il Repertorio Regionale delle Imprese Eccellenti 2014 al fine di trasferire buone prassi.

Dopo la fase Easy, che prevedeva la compilazione di un questionario e che ha visto tantissime imprese aderire, scatta ora la fase decisiva che consiste nel selezionare le Imprese Eccellenti che saranno pubblicate nel Repertorio Regionale 2014, con l’opportunità per alcune di essere tra quelle premiate: un’occasione di confronto e di riconoscimento per le imprese innovative delle Marche!

Fino alla fine di ottobre è possibile approfondire gratuitamente l’analisi della propria azienda con il supporto di un referente Cna, mediante la compilazione di un questionario più approfondito (More) necessario per raccogliere dati di contesto, economico-finanziari e gestionali dell’azienda, senza alcun costo da parte della stessa.

La partecipazione all’iniziativa è completamente gratuita e le informazioni raccolte saranno trattate in maniera anonima ed aggregata (nel rispetto delle normative sulla tutela della privacy).

Per informazioni: Cna Tecno Quality – Consulteam tel. 0731 712180 –

segreteriatecnoquality@an.cna.it

 

PICENO, NEL 2014 CHIUDONO MENO IMPRESE MA NE APRONO POCHISSIME

ALLARME CNA: TRA GIUGNO 2013 E GIUGNO 2014

PERSI ALTRI 6.000 POSTI DI LAVORO

 

ASCOLI PICENO. IL MOVIMENTO DELLE IMPRESE DEL PICENO A LUGLIO 2014. Nel secondo trimestre del 2014 – secondo i dati di Infocamere elaborati dalla Cna di Ascoli – si sono iscritte nel registro delle imprese 357 aziende, con un calo del 12,5 per cento rispetto al secondo trimestre del 2013 quando se ne iscrissero 417. Frena, invece, l’emorragia delle aziende che chiudono i battenti: 228 nel secondo trimestre di quest’anno, 326 nel secondo trimestre dell’anno passato. “Il dato delle minori cessazioni – commenta Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli – è senza dubbio positivo ma non compensa altri indicatori ancora purtroppo fortemente negativi. Il forte calo delle nuove aperture ci dice infatti che il territorio rischia di riposizionarsi sempre più verso il basso. E i livelli di occupazione restano drammatici. Il sistema di Infocamere a giugno 2013 ci segnalava 59.541 addetti, a giugno 2014 ce ne segnala 53.700”.

GIOVANI E DONNE PAGANO IL CONTO PIU’ SALATO. Sempre nel secondo trimestre del 2014 hanno aperto i battenti, in tutta la provincia di Ascoli, 116 imprese il cui titolare ha meno di 35 anni e 101 imprese guidate da una donna. Questo vuol dire che, rispetto al secondo trimestre di un anno fa, c’è stato un calo di nuovi inizi di attività del 22,1 per cento per le giovani imprese e del 24,6 per cento per le imprese in rosa. “Il numero delle imprese regge – aggiunge Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli – ma continua il calo dell’occupazione e sempre meno giovani hanno voglia o, più probabilmente, possibilità di fare impresa. Questi indicatori, ancora ben lontani dall’uscita del tunnel, confermano l’unica strada possibile e che la Cna sta cercando di condividere con le proprie imprese. Ovvero: innovazione per essere più forti sui mercati e formazione per frenare l’emorragia occupazionale e dare maggiori possibilità ai giovani”.

ANCHE AGLI STRANIERI IL PICENO PIACE SEMPRE DI MENO. In un contesto economico nel quale si dibatte a tutti i livelli su come creare migliori condizioni di appetibilità per chi vuole fare impresa nei nostri territori, il dato sull’imprenditoria straniera nel Piceno è significativo. Parlando di artigianato e piccola impresa non si tratta certo di grandi investitori esteri, ma burocrazia e sistema economico generale fanno sì anche piccoli e piccolissimi imprenditori non italiani guardino sempre con meno “appetito” al nostro territorio. A giugno di quest’anno, secondo trimestre 2014, sono stati infatti 42 gli imprenditori non italiani che hanno avviato un’attività nel Piceno. Nello stesso periodo del 2013 erano stati invece 53, con un calo di oltre 27 punti percentuali.

MICROIMPRESA SOTTO ASSEDIO. Piccole e micro imprese anche il questo secondo trimestre del 2014 pagano il tributo più alto sul fronte occupazionale. La microimpresa (meno di 9 addetti) del Piceno ha infatti perso in un anno il 5,5 per cento degli addetti, mentre la piccola impresa (da 10 a 49 addetti) ne ha persi lo 0,9. “Medie e grandi imprese – aggiunge il presidente Passaretti – hanno fatto registrare un saldo positivo ma del tutto insufficiente a invertire il segno meno riguardo l’occupazione complessiva nel nostro territorio. Il continuo calo delle piccole e delle micro conferma invece politiche non ancora adeguate per il loro sostegno, a cominciare dalla tassazione eccessiva e dalla burocrazia che invece di far recuperare ore lavoro all’imprenditore ne fa perdere sempre di più. E questo è gravissimo per piccole e piccolissime aziende che, per dimensioni, non possono avere strutture amministrative autonome e quindi il titolare fa sia l’artigiano che l’impiegato e il contabile”.

LE CRITICITA’ DEL TURISMO. Piceno, dunque, ancora con un troppo lungo elenco di criticità, come spiega il direttore Balloni: “Il turismo, altra nota dolente per un territorio che avrebbe le caratteristiche per puntare fortemente sull’accoglienza sia lungo la costa che nelle città d’arte e nell’entroterra montano, fra giugno 2013 e giugno 2014, ha lasciato sul campo ben il 12,3 per cento degli occupati. Il risultato peggiore rispetto a tutti gli altri comparti produttivi presenti nella nostra provincia”.

 

 

 

 

 

 

 

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