NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 104

2 DICEMBRE 2011

Dalle Cna provinciali:

 

CNA PROVINCIALE DI FERMO

“ABUSIVISMO: IO CI METTO LA FACCIA

La tua salute è un bene prezioso, non metterlo a rischio”.

 

L’abusivismo è  una piaga sociale ben tollerata da tutti i governi: comunali, provinciali, regionali e  nazionali. Sono i lavoratori regolari a pagare al posto degli abusivi, mentre non si fa altro che emanare decreti che ridimensionano ferocemente la possibilità di lavorare, oltre a tagliare punti fondamentali della proposta di legge avanzata dalla nostra categoria”.

Così si esprimeva lo scorso ottobre il presidente dell'Unione Benessere e Sanità della CNA Provinciale di Fermo, Perlita Vallasciani, che portò la questione anche all'attenzione della nuova amministrazione comunale fermana.

Dopo le tante richieste ricevute da parte dei nostri associati, stremati dalla concorrenza sleale del lavoro abusivo nel settore del benessere, estetica e acconciatura, vittime della "malaprofessionalità" di chi improvvisa il mestiere anche in casa – dichiara Sandro Coltrinari, presidente della CNA provinciale – abbiamo promosso un convegno pubblico sul tema, con l'obiettivo di fare informazione, a tutela del consumatore a proposito dei rischi alla persona cagionati da professioni non legali e sommerse, che talvolta hanno pesanti ripercussioni sul Sistema Sanitario Nazionale”.

Questi gli obiettivi con cui è stato organizzato, in collaborazione con la Camera di Commercio di Fermo e con il patrocinio di Provincia e Regione, il convegno in programma per sabato 3 dicembre, alle ore 17, presso la Sala Imperatori di Porto San  Giorgio. Dopo i saluti delle autorità cittadine, provinciali e regionali (tra cui il contributo dell'assessore regionale alle Attività Produttive, Sara Giannini), si cercherà di comprendere quale portata ha il fenomeno dell'abusivismo nel nostro territorio, con gli interventi di:

–        Emilia Zarrilli, Prefetto di Fermo;

–        Marco Corridore, comandante della Compagnia di Fermo della Guardia di Finanza;

–        Giuseppe Ciarrocchi, direttore UOC Igiene e Sanità Pubblica, Asur Marche;

–        Loredana Baldi, responsabile Adiconsum Ancona.

Le conclusioni saranno affidate all'assessore regionale alla Sanità, Almerino Mezzolani.

 

 

CNA LAVANDERIE MACERATA : VALORIZZARE LA LEGGE REGIONALE  PER  MIGLIORARE LA QUALITÀ DEI SERVIZI PER I CONSUMATORI

 

MACERATA. Presso la sede provinciale si è tenuta la riunione del direttivo provinciale allargato di CNA Lavanderie per valutare le iniziative da assumere alla luce della legge  regionale che finalmente da attuazione della disciplina dell’attività di tinto-lavanderia contenuta nella legge nazionale n. 84 del 2006.

Alla riunione hanno partecipato 25 titolari di lavanderie ed è stata introdotta dalle parole della presidente provinciale Daniela Perigè che ha  così esordito “Questa legge è il frutto della concertazione dal basso attuata dalla Regione Marche e le  associazioni artigiane , attivato grazie alla spinta e la determinazione della CNA – Associazione provinciale ci Macerata – che ha ha sollecitato un confronto serrato sin dai primi giorni dell’attuale legislatura regionale, La legge permetterà di dotare la categoria di strumenti atti alla formazione, alla qualificazione del settore a  favore del mercato e dell’ambiente”.

La presidente regionale delle Lavanderie Anna Maria Pioni, ed il  funzionario CNA Luciano Ramadori  che ha inizialmente  coordinato  la politica associativa regionale unitaria sul tema , ringraziano  l’ Assessore Sara Giannini ,  la Giunta Regionale, il  Consiglio Regionale per aver raccolto con questa legge  le preoccupazioni della categoria  relative al diffondersi delle lavanderie self-service, cui non si applicano i limiti previsti dalla vigente normativa di settore ,che vanno diffondendosi sul territorio , rappresentando ,in alcuni casi, una forma di concorrenza sleale per le aziende tradizionali di tintolavanderie.

Nel corso della riunione è stato posto da più interventi la necessità di coinvolgere i Comuni nella  redazione dei regolamenti   per definire i requisiti  per migliorare la qualità dei servizi per i consumatori e assicurare le migliori condizioni di accessibilità ai servizi medesimi, secondo le modalità stabilite dalla Legge Regionale.

 

  

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