NOTIZIE DAL TERRITORIO n. 100

23 NOVEMBRE 2011

Dalla Cna Marche:

 

Ribadito dai Commissari che le revocatorie di quanto percepito dai fornitori nei sei mesi antecedenti l’Amministrazione controllata sono un atto dovuto. Cna e Confartigianato, fallito il tentativo di accordo, resisteranno per vie legali. In cantiere anche un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico per un estremo tentativo di far recedere i Commissari così come anche  comprendere se ci sono ancora possibilità di manovra nell’accordo di programma stipulato con le Regioni Marche, Umbria e Emilia Romagna.

 

FUMATA NERA NELL’INCONTRO TRA I COMMISSARI ARDO E GLI ARTIGIANI ORA LA PAROLA PASSA AL TRIBUNALE DI ANCONA

 

Fino ad oggi sono 270 le richieste di revocatoria spedite dai Commissari a banche, imprese e fornitori della Merloni di  Marche, Umbria ed Emilia Romagna, per decine di milioni. Solo nel territorio marchigiano sono più di 50 gli artigiani coinvolti ,  coinvolti in questa procedura e che si sono visti richiedere la restituzione di   oltre 4 milioni di euro.

 

Fumata nera nell’incontro delle Associazioni Artigiane con i Commissari Straordinari della Ardo di Fabriano. Di fonte alla richiesta di Cna e Confartigianato di annullare le richieste di revocatoria  per le somme versate a creditori, banche e fornitori nei sei mesi antecedenti l’avvio della procedura di amministrazione straordinaria, i commissari hanno ribadito di aver eseguito un atto obbligatorio per legge.

Una decisione duramente contestata dalle Associazioni Artigiane, sia nel merito tramite i propri legali presenti all’incontro, sia nella forma affermando e sostenendo che tra aprile e ottobre del 2008 le imprese della subfornitura della Ardo vennero convinte da azienda e Istituzioni a continuare a lavorare per l’azienda fabrianese in modo da evitarne il fallimento. Così facendo il loro credito è ulteriormente aumentato, ed ora, in cambio di questa dimostrazione di fiducia e di responsabilità, si trovano a dover restituire somme che erano loro dovute.

 Secondo le Associazioni Artigiane, le azioni di revocatoria sono un atto discrezionale e non obbligatorio per i Commissari, che dovrebbero considerare la storia del rapporto tra fornitori ed azienda e le conseguenze delle loro azioni, che provocheranno la chiusura di molte imprese artigiane e il licenziamento dei loro dipendenti.

Nonostante le reiterate richieste di incontro inoltrate da  Confartigianato e CNA Marche ai Commissari Straordinari  per tutelare le Imprese Associate, gli stessi hanno sempre e solamente pensato ai dipendenti della A.Merloni spa e non anche a quelli delle Imprese dell’indotto che ora dovranno resistere per via legali presso il tribunale di Ancona.

Confartigianato e CNA Marche coinvolgeranno tutti i soggetti deputati – Regione Marche Umbria e Emilia Romagna,  Province di riferimento, Comuni Interessati, Onorevoli e Senatori dei territori coinvolti  sollecitando il loro intervento al fine di evitare, con la chiusura delle imprese artigiane, la crisi di interi comparti distrettuali con pesanti conseguenze sociali. In cantiere anche un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico per un estremo tentativo di far recedere i Commissari così come anche  comprendere se ci sono ancora possibilità di manovra nell’accordo di programma stipulato con le Regioni Marche, Umbria e Emilia Romagna.

Fino ad oggi sono 270 le richieste di revocatoria spedite dai Commissari a banche, imprese e fornitori della Merloni di  Marche, Umbria ed Emilia Romagna, per decine di milioni. Solo nel territorio marchigiano sono più di 50 gli artigiani coinvolti ,  coinvolti in questa procedura e che si sono visti richiedere la restituzione di   oltre 4 milioni di euro.

Confartigianato e Cna invitano le imprese che si sono viste recapitare l’atto di revocatoria a contattare le loro sedi di Fabriano, al fine di fornire ogni informazione utile per la successiva azione legale.

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

C’E’ CRISI? APRIAMO UN’IMPRESA!

Grazie al servizio Crea Impresa della Cna c’è ancora voglia di intraprendere

 

ANCONA. Anche in questi tempi di crisi, c’è ancora voglia di intraprendere e di fare impresa. Lo dimostrano i primi risultati concreti del progetto Crea Impresa della Cna: un pacchetto di servizi e di consulenza rivolto a chi vuole avviare un’attività sua non sa da che parte cominciare.

“Abbiamo avuto ottimi riscontri – dice Lucia Trenta, segretaria della Cna di Ancona – tanto che, grazie alla consulenza sullo start up fornita da Cna, oggi la nostra economia può contare su nuovi imprenditori locali”.

E’ ad esempio il caso di Gian Piero Bignozzi, che ha inaugurato da poco Il Vinaio in via Loreto, dietro il mercato di Piazza d’Armi, dove vende vino e olio sfusi di qualità: “Volevo aprire un’attività di una tipologia non esistente – afferma – e la consulenza di Cna, abbinata al prestito d’onore, mi ha permesso di muovermi bene e velocemente”. Il Vinaio sta andando discretamente, se si considera che ha aperto solo da tre mesi e che non sta ancora facendo pubblicità, ma che è già abbastanza conosciuto. “Punto su una formula nuova o comunque inusuale – spiega il neoimprenditore Bignozzi – i miei prodotti sono di ottima qualità ma a prezzi accessibili”.

Anche Michele Tramonti è contento. La sua MT fa manutenzione di impianti fotovoltaici. “Lavoro in collaborazione con un’impresa che mi dà molti incarichi – racconta – dunque sono felice di aver aperto questa attività, il da fare è tanto e ci stiamo guardando intorno per valutare se cominciare a lavorare anche su altre fonti di energia rinnovabili. Dunque ci sono dei progetti per il futuro per ampliare la gamma dei servizi offerti e per crescere. Non avendo esperienza, mi sono appoggiato a Cna in tutto e per tutto ed è stata per me una vera fortuna”.

C’è poi anche la A.B. Wedding Planner di Alessandra Basile, che propone una formula nuova per noi, ma consolidata in altri Paesi: l’organizzazione di matrimoni. “Mi sono rivolta a Cna su consiglio di un’amica che ha aperto con loro un centro estetico – narra la Basile – e mi sono trovata bene perché sono stata seguita per quello che mi serviva, in più ho goduto del prestito d’onore, perché la regione ha creduto in me ed ha appoggiato la mia idea. Io in realtà sono un avvocato, ma di avvocati ce ne sono troppi, allora ho cominciato a frequentare dei corsi sul wedding planning a livello amatoriale e poi ho pensato di farne un lavoro. Ad Ancona sono quasi un pioniere, ma sono fiduciosa e per promuovere la mia attività parteciperò ad un evento il 5 dicembre a villa Lattanzi nel fermano”.

“Non c’è che sperare che la voglia di impresa sia contagiosa – conclude Lucia Trenta – e che sempre più giovani come Gian Piero, Michele ed Alessandra decidano di investire su se stessi. Noi, in Cna, siamo pronti ad appoggiarli con professionalità, attenzione e con tutte le informazioni su requisiti, adempimenti burocratici e possibilità di finanziamento”.

 

 

PIU’ SICUREZZA E QUALITA’ CON LA NUOVA ETICHETTA ALIMENTARE

Arriva il nuovo regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori

 

ANCONA. Dopo più di 30 anni va in pensione la vecchia etichetta alimentare. Dal 22 novembre, infatti, sarà operativo un regolamento europeo che finalmente armonizzerà in tutti i paesi comunitari le norme riguardanti l’etichettatura e le informazioni ai consumatori. I vari paesi avranno 3 anni di tempo per uniformarsi alle nuove regole e 5 anni per le norme relative all’informazione nutrizionale.

Cna Alimentare spiega i cambiamenti principali.

Tabella Nutrizionale: tutti gli alimenti confezionati dovranno riportare la tabella nutrizionale con i 7 elementi principali (valore energetico, acidi, grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale) riferito a 100 g. o a 100 ml di prodotto.

Carattere tipografico dell’etichetta: le nuove etichette dovranno avere un carattere ben leggibile, in particolare l’Europa ha stabilito che il carattere di stampa delle diciture dovrà essere di 1,2 mm o 0,9 mm per le confezioni più piccole. Inoltre le informazioni nutrizionali, obbligatorie e di origine dovranno essere nello stesso spazio visivo. Quando la confezione alimentare venduta ha una superficie minore di 10 cm quadrati, si potranno riportare solo le notizie essenziali (allergeni, peso netto, etc.).

Indicazione di origine: l’obbligatorietà viene estesa alla carne fresca o congelata delle specie suina, ovina, caprina e pollame. Questa norma sarà operativa entro due anni dall’entrata in vigore del regolamento. Per quanto riguarda le nuove indicazioni obbligatorie del Paese d’origine, le attuali regole approvate dispongono che il Paese di origine debba essere indicato solo quando la sua assenza rischia di ingannare i consumatori.

Bevande alcoliche: la generalità delle bevande alcoliche (>1,2% vol.) rimane esentata dall’obbligo d’indicazione degli ingredienti, e non sarà soggetta a informazioni nutrizionali obbligatorie.

Carne e pesce, alimenti congelati: gli alimenti congelati, quando sono venduti scongelati, devono essere accompagnati dalla dicitura “scongelato”. La carne, le preparazioni a base di carne e i prodotti ittici non trasformati devono recare la data della prima congelazione. I preparati di carne o pesce, se composti da più pezzi uniti con additivi o enzimi, devono specificarlo in etichetta. I salumi dovranno indicare anche se l’involucro è o non è commestibile.

Allergeni: gli allergeni devono essere evidenziati nella lista degli ingredienti con accorgimenti grafici (neretto o con colori).

Scadenza: altra particolarità della norma è l’obbligatorietà per i prossimi anni di inserire la data di scadenza non solo sulla confezione, ma anche sull’involucro interno alla confezione.

  

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