NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 10

27  gennaio 2014

 

Da Cna nazionale:

 

IL PRESIDENTE CNA NAZIONALE VACCARINO SUI DATI UNIONCAMERE:

“PER LE IMPRESE ARTIGIANE SIAMO ALLA DECIMAZIONE.

DOBBIAMO ABBANDONARE UNA POLITICA FATTA SOLO DI TAGLI E DI TASSE”

 

I numeri del rapporto Unioncamere certificano il tributo che le imprese artigiane hanno pagato, e continuano a pagare, alla crisi. Il numero degli artigiani che hanno chiuso nel corso dell’ultimo anno è stato di quasi 121mila unità (331 imprese al giorno). Un disastro. Dal 2008 al 2013, gli anni della crisi, è stato un bollettino di guerra: hanno cessato di esistere oltre 711mila imprese artigiane. Una decimazione che ha coinvolto tutti i settori: dall’edilizia ai trasporti, dalla manifattura ai servizi. Purtroppo questi dati confermano le nostre stime del giugno scorso. E’ tempo di invertire la rotta. Dobbiamo abbandonare una politica fatta solo di tagli e di tasse. Il rigore è necessario. Il rigore senza investimenti e senza il rilancio dei consumi porta alla distruzione del sistema produttivo e all’indebolimento progressivo del Paese.

 

CNA: SI VUOLE TOGLIERE AGLI ARTIGIANI

LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI TERMICI.

A RISCHIO 45MILA IMPRESE

 

Tempi duri per i consumatori italiani, che rischiano di non poter scegliere più l’artigiano di fiducia. Si è cominciato con i carrozzieri e ora si passa ai manutentori di impianti termici presenti nei condomini. Con il risultato che potrebbero essere buttate fuori dal mercato 45mila imprese.

Il problema sta tutto – spiega la Cna, che lo ha sollevato anche in una lettera inviata all’Antitrust – nell’obbligo di delegare la manutenzione, e il controllo di sicurezza degli impianti, solo alle imprese dotate di personalità giuridica. Un sistema che esclude, incomprensibilmente, le decine di migliaia di ditte individuali che da anni, con competenza e professionalità, garantiscono il buon funzionamento degli impianti.

“E’ una decisione illegittima – denuncia Carmine Battipaglia, presidente di Cna Installazione e Impianti – e non lo dico io, ma la Cassazione, che in una sentenza ha assimilato l’impresa individuale alla persona giuridica, specificando che ogni interpretazione diversa comporta una ingiusta disparità di trattamento“.

“E’ necessario – conclude Battipaglia – che il decreto “Destinazione Italia” elimini questa assurdità, consentendo a tutti gli artigiani abilitati di continuare a lavorare sugli impianti termici senza nessuna distinzione e senza nessuna discriminazione”.

 

Da Unioncamere Marche:

 

Secondo il Centro Studi Unioncamere Marche lo scorso anno 11.597 aziende hanno cessato l’attività mentre in 10.679 hanno avviato una nuova impresa, con un saldo negativo di 918 aziende.

 

MARCHE, NEL 2013 ANCORA IN CALO IL NUMERO DELLE IMPRESE:

PERDONO COLPI AGRICOLTURA E ARTIGIANATO

 

Il sistema produttivo marchigiano continua a sentire i colpi della crisi. Anche nel 2013 si sono perse 918 aziende, con la scomparsa di tremila posti di lavoro.  Sono 220 le aziende in meno  nell’ultimo trimestre. Lo scorso anno, infatti,  le 10.679 aziende che si sono iscritte ai registri delle Camere di commercio non sono riuscite a compensare le 11.597 cessazioni di attività. Lo comunica il Centro Studi Unioncamere Marche che ha elaborato i dati  di Movimprese per la nostra regione.

A pagare il prezzo più pesante di una crisi che ancora non demorde, sono i comparti  dell’agricoltura (-1.215 imprese attive ) e dell’artigianato (-984). Tra i settori ancora in calo le costruzioni (-663) e il manifatturiero (- 412) al cui interno le calzature perdono 97 imprese, l’abbigliamento 52 e la meccanica 51. Male anche il mobile (-48) e gli alimentari (-33). Negativo anche il saldo delle imprese marchigiane in attività nei trasporti (-95) e nel commercio (-22).  Il numero delle imprese è invece aumentato  per le attività immobiliari (+199), le attività finanziarie e assicurative (+145) ed i servizi alle imprese (+153). In crescita anche le aziende attive nella comunicazione (+57), alloggio e ristorazione (+42) servizi sociali e sanitari (+24), attività professionali e di consulenza (+13).

Malgrado i numeri non siano incoraggianti,  “commenta il presidente Unioncamere Marche Adriano Federici “la rilevazione del nostro Centro Studi dimostra che il sistema produttivo marchigiano è comunque vitale. Mentre soffrono e gettano la spugna le piccole imprese agricole, edili  e quelle dell’artigianato conto terzi,  riprendono slancio certi settori del turismo e dei servizi più innovativi. Vanno bene anche le imprese del nostro manifatturiero ad alto contenuto tecnologico e quelle che hanno saputo conquistare i mercati esteri. Per far ripartire la stragrande maggioranza delle nostre piccole imprese, serve un mercato interno capace di sostenere consumi e occupazione ed occorrono istituzioni capaci di infondere fiducia a chi fa impresa e alle famiglie. Soprattutto occorre che riparta il credito alle imprese, che vede in sofferenza le aziende di tutti i settori e di tutte le dimensioni. Auspichiamo che il sistema bancario nel 2014 proceda in questa direzione con più convinzione rispetto allo scorso anno, per assecondare la competitività e lo sviluppo del nostro sistema produttivo.”

Pur tra mille difficoltà, (dalla burocrazia alla stretta creditizia) sono sempre numerosi i marchigiani che hanno scelto di fare impresa nel 2013. Ma, secondo il Centro Studi Unioncamere, lo hanno fatto scegliendo le società di capitale (+832), i consorzi e le cooperative (+434 di cui 48 cooperative). A registrare un vero e proprio crollo sono invece  le imprese individuali (-.1769) seguite dalle società di persone (-415).

A livello territoriale la provincia che ha visto una maggior diminuzione di imprese è stata quella di Pesaro Urbino (-379) seguita da Fermo (-224), Macerata (-169), Ascoli Piceno (-130) e Ancona  (-16).

L’addetto stampa unioncamere: Sergio Giacchi  cell.335218058

 

Le imprese delle Marche nel 2013        
   

iscritte

cessate

Saldo

Totale imprese
TOTALE IMPRESE  

10.679

11.597

-918

175.617

TOTALE ARTIGIANE  

3.358

4.342

-984

49.081

           

LE IMPRESE ATTIVE NEI PRINCIPALI SETTORI

2012

2013

saldo

 
Agricoltura e pesca

31.318

30.103

-1.215

 
Manifatturiero *

20.619

20.207

-412

*
Costruzioni  

23.137

22.474

-663

 
Energia elettrica, gas  

414

456

42

 
acqua e rifiuti  

271

273

2

 
Commercio  

37.832

37.810

-22

 
Trasporti  

4.324

4.229

-95

 
Alloggio e ristorazione  

9.474

9.516

42

 
Servizi di informazione e comunicazione

2.604

2.661

57

 
Attività finanziarie e assicurative  

2.920

3.065

145

 
Attività immobiliari  

6.605

6.804

199

 
Attività professionali e di consulenza

4.828

4.841

13

 
Ricerca personale e altri servizi alle imprese

3.123

3.276

153

 
Sanità e altri servizi sociali  

680

704

24

 
Altri servizi  

6.775

6.764

-11

 
*di cui alimentari -33; abbigliamento -52; calzature -97; meccanica -51; mobile -48

 

   

 

 

 

 

LE IMPRESE MARCHIGIANE PER RAGIONE SOCIALE

cessate

Saldo

totale imprese
Società di capitale  

2.187

1.355

832

35.840

Società di persone  

1.075

1.490

-415

34.474

Imprese individuali  

6.800

8.569

-1.769

101.028

Altre forme  

617

183

434

4.275

Totale  

10.679

11.597

-918

175.617

           
LE IMPRESE NELLE PROVINCE

iscritte

cessate

Saldo

totale imprese
ANCONA

3.006

3.022

-16

47.062

 
ASCOLI PICENO

1.507

1.637

-130

24.705

 
FERMO

1.229

1.453

-224

22.482

 
MACERATA

2.458

2.627

-169

39.623

 
PESARO URBINO

2.479

2.858

-379

41.745

 
MARCHE

10.679

11.597

-918

175.617

 
           
LE IMPRESE MARCHIGIANE TRA IL 2011 E IL 2012      

TRIMESTRE

iscritte cessate saldo    

1 TRIM 2012

3.410

4.970

-1.560

   

2 TRIM 2012

2.959

1.969

990

   

3 TRIM 2012

1.841

1.957

-116

   

4 TRIM 2012

2.219

2.710

-491

   
TOTALE 2012

10.429

11.606

-1.177

   

1 TRIM 2013

3.373

4.827

-1.454

   

2 TRIM 2013

2.851

2.104

747

   

3 TRIM 2013

2.095

2.086

9

   

4 TRIM 2013

2.360

2.580

-220

   
TOTALE 2013

10.679

11.597

-918

   
     

 

   
IMPRESE COOPERATIVE anno 2012 anno 2013

saldo

   
 

2.524

2.572

48

   

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

VISITA DELLA COMMISSIONE INDUSTRIA DEL SENATO AD ANCONA.

MIGLIORE: “ENTRO UN MESE UN NUOVO INCONTRO,

 NEI TERRITORI DELLE MARCHE DEL SUD”.

.

FERMO. Dopo aver appreso della visita che la Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, presieduta da Massimo Mucchetti, sarebbe arrivata nelle Marche per una due giorni di visite e riunioni tra Pesaro e Ancona, il direttore provinciale della CNA di Fermo, Alessandro Migliore ha avuto un colloquio con la senatrice Camilla Fabbri, membro della stessa commissione.

In considerazione della partecipazione del presidente Mucchetti alla nostra assemblea provinciale dell’ottobre scorso – spiega Alessandro Migliore -, occasione nella quale avevamo rivolto a lui, in qualità di rappresentante del Governo, alcune specifiche richieste a nome del mondo dell’artigianato e della piccola impresa, mi sono sentito in dovere di contattarlo per capire come mai non fossero previste visite anche negli altri territori marchigiani”.

Mucchetti e Fabbri hanno riferito al direttore provinciale del fitto programma di incontri previsti in soli due giorni sono pieni e della riunione in Regione relativa a Banca Marche e dell’impossibilità, quindi, di venire anche nel sud della regione.

Tuttavia – prosegue il direttore Migliore – la commissione incontrerà anche Giunta e Consiglio regionale, per cui si confronteranno anche con i referenti delle Marche del sud.

Nonostante questo, abbiamo ricevuto da Camilla Fabbri l’impegno di programmare, entro un mese, una visita anche nei nostri territori”.

 

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