NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 1

5 gennaio 2018

 

Dalla Cna Marche:

 

CNA MARCHE: “BIO SHOPPER, BENE LA TUTELA AMBIENTALE

MA PAGANO SEMPRE CONSUMATORI E IMPRESE

 

Bio shopper, interviene Gabriele Di Ferdinando responsabile Turismo Commercio e Agroalimentare Cna Marche: “è un errore sanzionare allo stesso modo chi commercializza sacchetti non conformi e chi non fa pagare il sacchetto al consumatore. Il primo comportamento, ai fini della tutela ambientale, è molto più grave e merita sanzioni più pesanti rispetto a chi non registra sullo scontrino il costo del bio shopper. Su questo la Cna aveva proposto un emendamento per alleggerire la sanzione, che riproporremo al nuovo Parlamento”.

Una storia, quella dell’obbligo di pagare i sacchetti per la frutta e la verdura che sta facendo discutere anche nelle Marche, tra consumatori in rivolta ed esercenti in difficoltà di fronte alla novità normativa in vigore dal primo gennaio.

“Si tratta” spiega Di Ferdinando “di un nuovo balzello, pur modesto, che graverà sui consumatori e complicherà la vita alle imprese del settore, che nello scontrino fiscale devono far riportare la cessione del sacchetto biodegradabile e indicarlo separatamente nel registro corrispettivi. Parte del ricavo dalla vendita dei sacchetti a pagamento, sarà poi girato alle casse dello Stato dagli esercenti sotto forma di Iva e imposta sul reddito. E’ giusto aumentare la consapevolezza dei cittadini sugli impatti che la plastica ha sull’ambiente. Ma non   si possono scaricare sempre i costi sui consumatori e sulle imprese della distribuzione. Anche perché ci concentriamo sui micro sacchetti e continuiamo a convivere allegramente con milioni di bottiglie di plastica difficili da smaltire senza che nessuno faccia o dica qualcosa per risolvere il problema”.

 

Dalla Cna Nazionale:

 

CNA FITA: “IL GOVERNO REVOCHI IMMEDIATAMENTE

GLI AUMENTI DELLE TARIFFE. LA RETE È INADEGUATA.

E NEL MECCANISMO DI AGGIORNAMENTO VANNO COINVOLTE

LE ASSOCIAZIONI DEGLI AUTOTRASPORTATORI PROFESSIONALI”

 

“Chiediamo al Governo di revocare immediatamente gli aumenti delle tariffe autostradali riconosciuti ai concessionari come ogni inizio d’ anno”. Lo dichiara il presidente nazionale della CNA Fita, Patrizio Ricci.

“Il mondo dell’autotrasporto sembra avere una sola certezza – prosegue – il primo gennaio, inesorabilmente, arrivano gli incrementi dei pedaggi a fronte di miglioramenti della qualità del servizio solo presunti. Non sono riscontrati dagli utenti, infatti, e in particolare dalle associazioni degli autotrasportatori professionali, cui non è riconosciuta voce in capitolo, autentici figli di un dio minore che devono solo pagare e tacere. Eppure, nei costi di un’azienda di autotrasporto di merci per conto terzi, i pedaggi autostradali, con un impatto di circa il 10 per cento, rappresentano la terza voce di costo dopo personale e carburante. Un vettore che esegue trasporti di linea nazionali effettua oltre il 70 per cento della sua percorrenza annua su autostrade a pedaggio”.

“E’ venuto il momento – sottolinea – di aggiornare le modalità di adeguamento annuale delle tariffe, un meccanismo sostanzialmente automatico in vigore dal 2007, per tenere conto in maniera più appropriata della qualità del servizio reso dai concessionari. Continuiamo a registrare, infatti, l’inadeguatezza della rete autostradale italiana. La dimostrano la velocità media, tra le più basse d’Europa, i disagi che si ripercuotono sugli utenti a ogni precipitazione nevosa, la mancanza di aree di sosta e di servizi di assistenza appropriati, la cattiva manutenzione delle strutture e del manto autostradale”.

Paradossalmente – tiene a precisare – gli aumenti delle tariffe autostradali non tengono conto nemmeno delle aree svantaggiate: l’incremento di poco inferiore al 13 per cento della Strada dei Parchi, a esempio, penalizza le oltre 2mila attività dell’autotrasporto professionale abruzzese che non dispongono di infrastrutture alternative accettabili da e verso Roma. Invece, secondo il principio che lo Stato deve garantire la continuità territoriale, a questi e ad altri territori svantaggiati dovrebbero essere applicate tariffe scontate. Il Governo sia coerente: non può riconoscere che l’autotrasporto professionale italiano ha i costi più cari d’Europa e poi – conclude il presidente nazionale della CNA Fita – continuare a penalizzarlo”.

 

Dalle Cna Territoriali:

 

La crisi non ha mollato ancora la presa. Costruzioni, legno-mobile e commercio ancora in affanno

 

PESARO E URBINO IL BILANCIO ECONOMICO DELL’ANNO

ESPORTAZIONI, MECCANICA COMPLESSA E MODA SALVANO IL 2017

 

PESARO – Anche se la crisi non ha ancora mollato la sua presa, finalmente si può guardare al futuro con un po’ più di speranza. I dati dei primi nove mesi del 2017 relativi all’economia in provincia di Pesaro e Urbino lasciano infatti intravedere non pochi elementi positivi a fronte di numeri che – purtroppo – registrano ancora un segno negativo. Primo fra tutti l’ulteriore diminuzione delle imprese attive della provincia (lo 0,8% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno prima); un pò peggio del resto della regione dove la perdita di imprese è -0,6%. Ma se diminuiscono le aziende è pur vero che quelle che hanno resistito fino alla crisi ora si stanno rafforzando. Tutto questo in uno scenario che sta mutando in un territorio dove i settori tradizionali della provincia stanno cedendo il passo a comparti con più innovazione che guardano più al futuro.

Crescono in maniera più che soddisfacente le esportazioni e c’è una decisa ripresa anche nei fatturati delle aziende. In questo quadro generale l’analisi è comunque piuttosto complessa e ricca di spunti.

La CNA di Pesaro e Urbino cerca di entrare nel dettaglio attraverso l’analisi del Centro Studi dell’associazione. Secondo i numeri a disposizione relativi ai primi tre trimestri dell’anno, si ridimensionano soprattutto il primario, le costruzioni e il commercio. Le manifatture registrano perdite limitate e alcune attività di servizio registrano incrementi anche decisi.

Non mancano le sorprese. Come ad esempio la tenuta del manifatturiero e uno sviluppo della moda tessile-abbigliamento. Mentre perde un comparto che fino ad ora era cresciuto come l’agricoltura e continua l’emorragia nelle imprese delle costruzioni e del terziario più tradizionale.

“Tuttavia – commenta il segretario territoriale della CNA, Moreno Bordoni – si delinea una struttura economica provinciale che va in direzione più moderna, adeguata ai tempi. Accanto ad una manifattura che tiene, va registrato il dato più che positivo del sistema moda che non solo resiste ma torna a crescere e che vede affacciarsi nuove attività. Così come crescono le attività della meccanica più complessa mentre perde ancora imprese, ormai inesorabilmente, il legno-mobile ma anche la meccanica di base”.

Nell’artigianato continua il saldo negativo tra nuove imprese e cessazioni anche se il tasso di crescita negativo della provincia di Pesaro e Urbino è meno deciso rispetto a quello medio della regione.

“C’è comunque da registrare un fatto positivo – osserva il presidente territoriale della CNA, Alberto Barilari – ovvero la ripresa del fatturato complessivo nel 2017 dopo due semestri di diminuzione (l’intero 2016). Una ripresa trainata dal tessuto manifatturiero che si compensa però con la perdita di fatturato del settore delle costruzioni che continua a franare”.

In generale secondo l’analisi della CNA, in provincia di Pesaro e Urbino è la meccanica a registrare la crescita di fatturato più decisa. Il legno-mobile, come detto, ristagna e il tessile-abbigliamento cresce decisamente. Tra i servizi, quelli legati al turismo registrano un leggero calo mentre il commercio risulta in leggera crescita, una dinamica che assume importanza perché pone termine a due semestri di diminuzione (tutto il 2016). Così la ripresa riguarda il manifatturiero e il terziario ma non le costruzioni e nemmeno alcuni importanti settori dei servizi, quali quelli del turismo e del commercio.

Il mercato del lavoro della provincia registra un segno positivo nel saldo tra assunzioni e cessazioni. Fa eccezione quel che registra il centro per l’Impiego di Fano con una diminuzione dei saldi delle posizioni di lavoro dipendente (-2,7%). Mentre quello di Pesaro registra un +9,1% e quello di Urbino +3,1%.

Le esportazioni sono in crescita (+5,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno prima e il raffronto con la dinamica complessiva regionale indica come la provincia registri la dinamica più favorevole. I settori trainanti dell’export sono quelli della meccanica: quella meccanica più complessa come quella della meccanica “di base”.

Nei primi nove mesi del 2017 le imprese attive della provincia sono calate di 272 unità, lo 0,8% in meno, rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Le maggiori perdite registrate in provincia si concentrano, in termini assoluti, nel settore primario (-155 unità attive), nelle costruzioni (-139) e nel commercio (-110). Anche quest’anno, come in quello precedente, le manifatture registrano perdite limitate (-17) e, in termini percentuali, meno marcato di quello del complesso delle imprese attive (-0,4% contro -0,8%).

“Come si vede – commentano Barilari e Bordoni – il quadro è complesso, pur tuttavia assistiamo per la prima volta, dopo quasi 8 anni, ad una piccola inversione di tendenza. Si torna a guardare al futuro con maggiore speranza in uno scenario economico che, per quanto riguarda la provincia di Pesaro e Urbino, è mutato completamente. Esportazioni, servizi innovativi, investimenti in ricerca e tecnologia potranno essere l’orizzonte per le nostre imprese. Imprese che potranno tornare a crescere e a rafforzarsi sul mercato interno e internazionale”.

 

LA CNA PICENA A MONTEGALLO PER CONSEGNARE I CESTI DI “PICENOCHEBELLO” ALLE FAMIGLIE NELLE CASETTE ASSEGNATE AI TERREMOTATI DELLA FRAZIONE DI USCERNO. I PACCHI DI “BUONA ACCOGLIENZA” SONO STATI DONATI DALLA CNA DELL’EMILIA ROMAGNA

 

ASCOLI PICENO. Prosegue l’azione della Cna di Ascoli Piceno a sostegno di famiglie e imprese colpite direttamente o indirettamente dal terremoto. I pacchi di buona accoglienza, confezionati con i prodotti tipici proprio di aziende colpite, sono stati consegnati anche a Montegallo, nella frazione di Uscerno.

Per la Cna Picena erano presenti il presidente territoriale, Luigi Passaretti, e il direttore generale, Francesco Balloni. L’azione rientra nel progetto di promozione e sostegno che la Cna ha denominato “Picenochebello”.

“Per lo specifico delle casette consegnate a Uscerno – precisano Passaretti e Balloni – i pacchi sono stati acquistati dalla Cna di Ascoli grazie a una donazione della Cna regionale dell’Emilia Romagna a cui va tutto il nostro ringraziamento per l’attenzione e la sensibilità alle problematiche che sta vivendo il territorio”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSOCIATI