NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 1

Notizie dal territorio 01   09 gennaio 2017

 

Dalla Cna Marche:

 

A 14 PIU’ CARA DAL PRIMO GENNAIO,LA PROTESTA DEGLI AUTOTRASPORTATORI 

 Olindo Brega, presidente degli autotrasportatori Cna Fita Marche, contesta l’ aumento dei pedaggi autostradali sull’ A14 e sull’intera rete nazionale.

Un aumento dello 0,64 per cento. E’ quello che ha portato il nuovo anno agli automobilisti e agli autotrasportatori in viaggio sull’A 14 e sui 3 mila chilometri della rete di Autostrade per l’Italia. Aumenti ancora più sostanziosi sulla Brebemi che collega Milano con Brescia (+7,88 per cento) e sulla Torino – Milano (+4,60 per cento). “Le più recenti analisi Aiscat” ha affermato il presidente Fita Cna Marche Olindo Brega “ci riportano, nell’ultimo anno, un traffico dei mezzi pesanti in crescita e quindi sembra ancora più ingiustificato un rialzo che andrebbe a deprimere una tendenza positiva legata alla ripresa economica e allo scambio delle merci. Oggi come negli anni continuiamo a richiedere un congelamento degli aumenti richiesti dai concessionari che impatterebbero immediatamente nei conti economici delle imprese d’autotrasporto che sono la cinghia di distribuzione delle ripresa, seppur debole, del nostro paese. I concessionari hanno goduto nell’ultimo decennio, come ha più volte evidenziato la stessa Autorità dei Trasporti, di incrementi tariffari annuali che vanno oltre le medie economiche di altri settori e della stessa inflazione.”

Un settore, quello dell’autotrasporto, ancora in difficoltà. Nei primi nove mesi del 2016, secondo la Cna Fita Marche, nella nostra regione hanno cessato l’attività in 151 mentre solo 31 hanno avuto il coraggio di aprire una impresa di autotrasporto, per un saldo negativo di 120 imprese. Alla fine di settembre, le imprese marchigiane di autotrasporto erano 4.499, per la prima volta sotto le 4.500 unità. Nel 2016 anche il fatturato, secondo l’indagine Trend, è diminuito dell’1,5 per cento. Un calo ancora più pesante per il conto terzi, che ha perso il 2,6 per cento.

“In una situazione di stagnazione dell’attività del settore” precisa Brega “aumentare ulteriormente i costi di esercizio, andando ad incidere sui pedaggi autostradali per una categoria che in autostrada viaggia tutti i giorni, significa compromettere ancora di più gli sforzi per la ripresa del traffico merci”.

        GLI AUMENTI DEI PEDAGGI SULLA RETE AUTOSTRADALE ITALIANA

Brebemi da record. Non fosse già considerata cara dagli utenti, la Brebemi, che collega Milano con Brescia e deve essere ancora interconnessa con l’A4 Milano-Venezia in maniera diretta, ha ottenuto un incremento tariffario da primato: +7,88%. Le fa buona compagnia la Satap, ovvero la Torino-Milano i cui cantieri sono aperti da oltre un decennio per il sospirato ampliamento, con un aumento del 4,60% sul tratto in questione (per la Torino-Piacenza, gestita dalla stessa società, lo scatto è dello 0,85%). Crescono anche le tariffe sull’Ativa (Torino-Aosta, +0,88%), sulla rete di Autostrade per l’Italia (oltre 3.000 km, + 0,64%), sulla Venezia-Trieste (+0,86%), sulla Brescia-Padova (+1,62%), sul Consorzio autostrade Venete (+0,45%), sulla Parma-La Spezia (+0,24%), sulla Milano-Serravalle (che gestisce anche le tangenziali milanesi; +1,5%), sulla Tangenziale di Napoli (+1,76%), sul Raccordo della Valle d’Aosta (+0,90%), sull’Autostrada Tirrenica (+0,90%), sulla Torino-Savona (+2,46%), sulla Strada dei Parchi (Roma-L’Aquila-Pescara, +1,62%), sulla Tangenziale Est esterna di Milano (+1,90%) e sulla Pedemontana Lombarda (+0,90%). Si tratta, come si vede, di aumenti percentuali: ogni pedaggio per le singole tratte terrà poi conto degli arrotondamenti, passati o attuali. Col risultato che, a conti fatti, ci potranno essere, su alcuni specifici percorsi, aumenti più cospicui.

 

Dalla Regione Marche:

 

LA GIUNTA REGIONALE HA NOMINATO I DIRIGENTI DEI DODICI SERVIZI

 

La Giunta regionale ha nominato i nuovi dirigenti dei dodici servizi che compongono la macchina amministrativa dell’ente, a seguito della recente riorganizzazione. Gli incarichi prevedono la rotazione dei vertici apicali stabilita dalle norme nazionali sull’anticorruzione e una parità di genere, con cinque dirigenti  donne, per la prima volta. Gli incarichi decoreranno dal 1° febbraio 2017, per una durata di quattro anni.

“La riorganizzazione della macchina regionale – spiega il presidente Luca Ceriscioli – è un obiettivo inserito nel programma di governo della Giunta. Rinnovare i dirigenti, seguendo il criterio della rotazione, permetterà di raggiungere risultati con nuove modalità e nuovi processi, efficientando il sistema e renderlo più funzionale e fluido. Ringraziamo tutti i dirigenti che fino a oggi hanno lavorato con serietà e impegno e che passeranno ad altro incarico”.

Di seguito le nomine conferite nel corso dell’ultima seduta del 2016 dell’esecutivo regionale.

–          Servizio Avvocatura regionale e Attività normativa                   Gabriella De Berardinis

–          Servizio Protezione civile                                                         David Piccinini

–          Servizio Risorse umane, organizzative e strumentali      Piergiuseppe Mariotti

–          Servizio Stazione unica appaltante Marche                               Enrica Bonvecchi

–          Servizio Affari istituzionali e integrità                                    Deborah Giraldi

–          Servizio Risorse finanziarie e bilancio                                    Maria Di Bonaventura

–          Servizio Attività produttive, lavoro e istruzione                         Massimo Giulimondi

–          Servizio Sviluppo e valorizzazione delle Marche                       Raimondo Orsetti

–          Servizio Politiche agroalimentari                                             Lorenzo Bisogni

–          Servizio Tutela, gestione e assetto del territorio                        Nardo Goffi

–          Servizio sanità                                                                                     Lucia Di Furia

–         Servizio Politiche sociali e sport                                               Giovanni Santarelli

Fabrizio Costa continua a ricoprire gli incarichi di Capo di Gabinetto e Segretario generale.

 

 

Dalle Cna Territoriali:

 

OSSERVATORIO CNA SUL LAVORO: NELLE PICCOLE IMPRESE

L’OCCUPAZIONE CRESCE ANCHE A NOVEMBRE

 

ASCOLI PICENO. Più 0,7 per cento in un mese, più 3,2 per cento in un anno. Segnali incoraggianti dall’osservatorio del lavoro della Cna che evidenzia anche che dal dicembre 2014 c’è stato un incremento del 6,7 per cento. L’occupazione nelle piccole imprese a novembre segna dunque un 0,7 per cento in più rispetto a ottobre; più 3,2 in un anno e più 6,7 per cento su dicembre 2014, ultimo dato utile – quest’ultimo – prima che entrasse in vigore la riforma del mercato del lavoro.

Lo rileva l’Osservatorio mercato del lavoro Cna, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione in un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole con 125mila dipendenti complessivi. L’ottima performance delle piccole imprese nei primi undici mesi del 2016 è frutto di un mix fatto da una forte diminuzione delle cessazioni dei rapporti di lavoro (meno 8,6 per cento) che compensa e sopravanza il calo delle assunzioni (meno 4,5 per cento) che anche nel 2016 purtroppo perdura.

In dettaglio, le assunzioni a tempo indeterminato segnano il passo (meno 39,7 per cento rispetto ai primi undici mesi del 2015, quando erano in vigore sgravi contributivi previdenziali molto consistenti), mentre s’impennano i contratti a tempo determinato (più 9,6 per cento) e l’apprendistato (più 23,1 per cento).

“Questo conferma – è il commento di Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli Piceno – che nel complesso le piccole imprese rappresentano lo zoccolo duro dell’occupazione stabile e di lunga durata. A novembre 2016 il contratto maggiormente utilizzato da artigiani, micro e piccole imprese è sempre il tempo indeterminato e ha riguardato il 76 per cento dei lavoratori dipendenti, seguito a enorme distanza dal tempo determinato con il 15,1 per cento, dall’apprendistato con lo 7,5 e da altre forme con l’1,8 percento. E questi numeri confermano la posizione della Cna sulla necessità di doverosi controlli sulle norme di assunzione a tempo ma anche sulla necessità di non demonizzare situazioni che hanno comunque portato lavoro da una parte e aiuto alle imprese. E che comunque incidono sul mercato del lavoro per una quota inferiore al 2 per cento”.

 

CREDITO, OPPORTUNITÀ E SCADENZE.

 

Ha riaperto il 2 gennaio lo sportello Nuova Sabatini, contributi per 560 milioni di euro.

Ecco i bandi internazionalizzazione, imprese culturali e creative e agricoltura.

 

FERMO. CNA Fermo e Fidimpresa Marche fanno il punto sulle opportunità relative al credito disponibili per le imprese nei primi due mesi del 2017.

La prima novità consiste nella riapertura, a partire dal 2 gennaio, dello sportello della Nuova Sabatini per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie. “I contributi sono concessi nella misura del 2,75% annuo – spiega il direttore della sede fermana di Fidimpresa Marche, Massimo Capriotti secondo le modalità già fissate a inizio 2016. Con il decreto 232 dell’11 dicembre 2016 si prevede un nuovo stanziamento di 560 milioni di euro per la proroga dell’apertura dello sportello, oltre alla possibilità di accedere ad un contributo maggiorato del 30% per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica per la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio Frequency Identification (RFID) e sistemi di tracciabilità e pesatura dei rifiuti”.

Ci sono altre importanti scadenze per gli imprenditori da mettere in agenda, come il bando regionale riservato alle imprese culturali e creative, della manifattura e del turismo: Le Marche sono la prima regione ad incentivare le imprese creative con queste modalità. In questo caso – ricordano il Presidente Provinciale CNA Paolo Silenzi e il Direttore Alessandro Migliore ci sono a disposizione risorse per 3 milioni e 280 mila euro, con domande da presentare entro il 28 febbraio prossimo. La Regione consente anche la partecipazione di reti di imprese con al massimo 8 partner”.

Gli interventi ammissibili al finanziamento, con un concorso alla spesa del 50%, vanno da progetti aziendali di innovazione organizzativa e gestionale a progetti di sviluppo di processi, prodotti e servizi innovativi da parte delle imprese culturali e creative con le altre filiere produttive del territorio, utili a migliorare l’integrazione tra settore culturale e altri settori.

Termine del 30 gennaio 2017, invece, per richiedere contributi per export e sviluppo dell’internazionalizzazione, in particolare per acquistare servizi di supporto, partecipare a iniziative e missioni economiche su mercati esteri oppure a fiere internazionali estere. A disposizione quasi 2 milioni di euro, contributo pari al 50% dell’investimento ammissibile per un massimo di 15.000 euro ad azienda.

Scadenza più vicina per le imprese agricole interessate a partecipare al bandi ISI INAIL: entro il 20 gennaio 2017 è necessario inviare le domande per accedere ai finanziamenti a fondo perduto. In totale ci sono 833.000 euro disponibili per gli agricoltori marchigiani che intendono acquistare trattori o macchine agricole caratterizzati da soluzioni innovative per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore, il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali delle aziende agricole.

Gli uffici Fidimpresa Marche di Fermo (via Salvo D’Acquisto 123, 0734/600288) e Porto Sant’Elpidio (Villa Baruchello, 0734/992746) sono a disposizione per chiarimenti e invio delle domande.

 

CREDITO PER LE IMPRESE ALL’AVVIO DEL 2017, LA CNA DI ASCOLI PICENO E FIDIMPRESA MARCHE FANNO IL PUNTO DELLE OPPORTUNITA’ A DISPOSIZIONE

 

Intanto prima pubblicazione delle graduatorie parziali dei bandi per gli interventi finanziari sul Commercio 2016: dei 112 progetti per il momento finanziati in tutta la regione Marche, 21 riguardano aziende della provincia di Ascoli Piceno

 

ASCOLI PICENO. In attesa della firma dell’Accordo di programma che renda operativa l’Area di crisi industriale complessa del Piceno, la prima opportunità – in ordine cronologico – per le imprese consiste nella riapertura, a partire dal 2 gennaio, dello sportello della Nuova Sabatini per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie. “I contributi sono concessi nella misura del 2,75 per cento annuo – spiega il direttore provinciale di Fidimpresa Marche, Massimo Capriotti – secondo le modalità già fissate a inizio 2016. Con il decreto 232 dell’11 dicembre 2016 si prevede un nuovo stanziamento di 560 milioni di euro per la proroga dell’apertura dello sportello, oltre alla possibilità di accedere ad un contributo maggiorato del 30 per cento per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica per la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio Frequency Identification e sistemi di tracciabilità e pesatura dei rifiuti”.

Ci sono altre importanti scadenze per gli imprenditori da mettere in agenda, come il bando regionale riservato alle imprese culturali e creative, della manifattura e del turismo: “Le Marche sono la prima regione ad incentivare le imprese creative con queste modalità. In questo caso – precisa il direttore provinciale della Cna, Francesco Balloni – ci sono a disposizione risorse per 3 milioni e 280 mila Euro, con domande da presentare entro il 28 febbraio. La Regione consente anche la partecipazione di reti di imprese con al massimo 8 partner”. Gli interventi ammissibili al finanziamento, con un concorso alla spesa del 50 per cento, vanno da progetti aziendali di innovazione organizzativa e gestionale a progetti di sviluppo di processi, prodotti e servizi innovativi da parte delle imprese culturali e creative con le altre filiere produttive del territorio, utili a migliorare l’integrazione tra settore culturale e altri settori.

Termine del 30 gennaio 2017, invece, per richiedere contributi per export e sviluppo dell’internazionalizzazione, in particolare per acquistare servizi di supporto, partecipare a iniziative e missioni economiche su mercati esteri oppure a fiere internazionali estere. A disposizione quasi 2 milioni di euro, contributo pari al 50 per cento dell’investimento ammissibile per un massimo di 15mila Euro ad azienda.

Scadenza più vicina per le imprese agricole interessate a partecipare al bandi ISI INAIL: entro il 20 gennaio 2017 è necessario inviare le domande per accedere ai finanziamenti a fondo perduto. In totale ci sono 833mila Euro disponibili per gli agricoltori marchigiani che intendono acquistare trattori o macchine agricole caratterizzati da soluzioni innovative per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore, il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali delle aziende agricole.

Gli uffici Fidimpresa Marche di Ascoli Piceno (viale Indipendenza 42 – 0736.42176) e di San Benedetto del Tronto (via Nazario Sauro 162 – 0735.658948) sono a disposizione per la consulenza alle imprese e per l’espletamento delle relative pratiche.

 

I dati economici congiunturali del 2016. Secondo la CNA la recessione non è ancora alle spalle. Calano imprese, fatturati e posti di lavoro. Leggermente positivo l’export

PESARO E URBINO, UNA PROVINCIA ANCORA IN DIFFICOLTÀ

PESARO – Stenta a ripartire l’economia in provincia di Pesaro e Urbino. Anzi. I dati congiunturali relativi a saldo tra imprese attive e cessate, a fatturati e posti di lavoro indicano ancora un territorio in sofferenza che non si è lasciato alle spalle il periodo di recessione. E’ il giudizio della CNA sulla base dei dati congiunturali elaborati dal Centro studi dell’associazione. Anche se l’analisi si basa su dati riferiti ai primi tre trimestri dell’anno 2016, secondo stime dello stesso Centro studi, gli ultimi tre mesi dell’anno (i cui numeri sono ancora in elaborazione), la situazione non cambierà di molto.  “Insomma la ripresa – afferma il segretario provinciale della CNA di Pesaro e Urbino, Moreno Bordoni – ancora non si vede. Tutti gli indicatori, a parte l’export, sono ancora negativi e le previsioni non lasciano intravedere una inversione del trend, almeno in tempi brevi”.

Nei primi nove mesi del 2016 le imprese attive della provincia sono calate di 294 unità, lo 0,8% in meno, rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Una lenta emorragia che continua (negli ultimi quattro anni si sono perse oltre 2mila imprese). Le maggiori perdite dei primi tre trimestri del 2016 si concentrano, in termini assoluti, tra le costruzioni (-190 unità attive) e il commercio (-113). Le manifatture hanno limitato le perdite (-32) e, difatti, in termini percentuali il calo manifatturiero risulta meno marcato di quello del complesso delle imprese attive (-0,7% contro -0,8%). E’ importante sottolineare come non poche attività di servizio abbiano registrato incrementi nello stock di imprese attive: servizi di informazione e comunicazione +8, attività finanziarie e assicurative +16, attività immobiliari +36, attività professionali, scientifiche e tecniche +6, noleggio, agenzie viaggio, servizi supporto alle imprese +28, istruzione +9, sanità e assistenza sociale +10. “Il quadro – secondo il presidente provinciale della CNA, Alberto Barilari – è abbastanza chiaro. Queste dinamiche mostrano infatti che in un anno nel quale gli effetti negativi della crisi sono proseguiti e quelli della ripresa tardano a manifestarsi, la struttura economica della provincia è cambiata a favore dei servizi meno tradizionali, con un indebolimento delle costruzioni e del commercio che, in presenza di una tenuta del primario e del manifatturiero, ha significato contemporaneamente una crescita di importanza del terziario meno tradizionale”. E dunque per la CNA, in un anno di difficoltà ereditate dalla lunga crisi, l’economia della provincia ha trovato modo in qualche modo di evolversi e orientarsi ad una maggiore presenza del terziario avanzato, pur mantenendo pressoché inalterato il ruolo del manifatturiero, un settore che caratterizza ancora l’economia provinciale con la sua presenza”.La sostanziale tenuta del tessuto di imprese manifatturiere sotto il profilo del numero di imprese attive (variate di solo il -0,7% nel periodo considerato) è dovuta al rafforzarsi della presenza del settore della trasformazione alimentare (+17 imprese, pari al +0,4%) e delle attività manifatturiere diverse da quelle principali/distrettuali (+0,2%). Tra queste ultime, si nota la diminuzione di peso del legno-mobile (-26 imprese, pari a -2,1%), la tenuta del sistema moda e della meccanica (in ambedue i casi -0,9%). Da notare anche la migliore tenuta della meccanica “complessa” (elettronica, macchinari, veicoli e nautica rispetto a quella di base (metallurgia e prodotti in metallo). Il periodo considerato appare, dunque, corrispondere anche ad una evoluzione nell’ambito del tessuto manifatturiero, il quale sperimenta una perdita di peso delle attività più note a favore di quelle più differenziate e, in taluni casi, più avanzate.   Se si considerano i flussi di imprese in ingresso e in uscita, si vede come nei primi nove mesi 2016 il saldo tra nuove imprese e imprese cessate ammonta, nella provincia di PU a -51; questo determina un tasso di crescita negativo pari a -0,12, allineato a quello dell’intera regione. Sotto il profilo dei flussi di imprese in ingresso e in uscita, il tessuto di imprese della provincia mostra di aver reagito alle difficoltà del 2016, non positivamente come hanno fatto le province di Ancona e Ascoli Piceno, ma meno negativamente di quanto è avvenuto nelle province di Fermo e Macerata.Se si considera l’artigianato, il saldo negativo tra nuove imprese e cessazioni riguarda la provincia di PU allo stesso modo di tutte le altre province della regione. Il tasso di crescita negativo (-1,5) è difatti allineato a quello regionale e non si discosta in termini significativi da quello delle altre province. Dunque, l’artigianato della provincia non mostra dinamiche diverse dal resto del comparto, come invece si rileva per il totale delle imprese. In altri termini, quando si considerano le micro-imprese, la crisi appare ancora generalizzata al territorio regionale e non in riduzione né differenziata territorialmente come per il complesso delle imprese.

L’artigianato e le microimprese

Sulla base dei dati che riguardano le imprese con meno di 20 addetti si osserva che la prima parte del 2016  coincide con un calo del fatturato complessivo (-5,3% rispetto al primo semestre 2015) che fa seguito a due semestri di crescita (l’intero 2015). Si vede anche che tale dinamica negativa è originata soprattutto dalle difficoltà del conto terzi (-8%) che nel semestre precedente aveva registrato una forte crescita (+26%) e che vi è una sostanziale coincidenza delle dinamiche e degli indicatori di livello per il fatturato complessivo e quello interno, originato dal mercato nazionale. “Le maggiori difficoltà congiunturali del 2016 – commenta Moreno Bordoni – riguardano soprattutto una parte dell’attività delle microimprese della provincia, quella che coincide con le attività realizzate per altre imprese, per le filiere di cui esse fanno parte, escluse dalla possibilità di collocare produzioni sui mercati esteri; tali difficoltà sono in parte congiunturali e, probabilmente, temporanee, perché sono riferite ad un solo semestre (il primo del 2016) e fanno seguito ad un semestre (il secondo del 2015) di decisa crescita”. Permane una condizione di instabilità che rende particolarmente difficile alle imprese con meno di 20 addetti programmare strategie di risposta alle difficoltà e alle opportunità. Lo si vede dalle oscillazioni degli investimenti, che segnalano contemporaneamente incertezze e opportunità. Tali oscillazioni sono legate sia alla scarsa diffusione delle attività di investimento tra le microimprese (sono poche quelle che investono: secondo l’Osservatorio sull’Artigianato con dipendenti dell’EBAM sono un quarto del totale delle microimprese delle manifatture e non raggiungono il 13% tra le imprese dei servizi), sia alla necessità di provvedere a onerosi investimenti necessari ad adeguare la capacità produttiva alle nuove condizioni della domanda.

L’occupazione

“Il terzo trimestre del 2016 registra un numero complessivo di 64.247 assunzioni che risulta in calo del 3,5% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.” “La dinamica sfavorevole coinvolge ben quattro province su cinque: dalla variazione moderatamente negativa di Fermo (-0,8%) si arriva alla più accentuata di Macerata (-5,8%) passando per quella della provincia di Pesaro e Urbino (-2,1%). Il Centro per l’impiego di Urbino registra le maggiori difficoltà: il calo % di rapporti di lavoro alle dipendenze tra il terzo trimestre del 2015 e quello del 2016 è assai più marcato (-6,6%) rispetto ai Centri di Pesaro e Fano (-1,2% e -1,0%). Nel terzo trimestre 2016 le ore di cassa integrazione guadagni complessivamente autorizzate dall’Inps per gestione ordinaria, straordinaria e in deroga sono, nelle Marche, 8 milioni 33mila e segnano una crescita tendenziale del 4,2% mentre nel Paese si ha una forte riduzione (-23,8%).  La provincia di Pesaro e Urbino registra nello stesso periodo un aumento (+12,1%) ben più marcato di quello regionale e inferiore solo a quello di Ascoli Piceno – Fermo (+14,3%).

 L’export

Le esportazioni dalla provincia di Pesaro e Urbino nei primi nove mesi del 2016 sono sostanzialmente stabili (+0,03%) e il raffronto con la dinamica complessiva regionale sembrerebbe penalizzare la provincia. Al netto di tale export, le esportazioni regionali crescono di solo lo 0,2% e dunque la performance della provincia di Pesaro e Urbino non è poi così lontana da quella complessiva regionale. È inferiore a quella della provincia di Ancona (+1,84%) ma positiva e quindi in controtendenza rispetto a Macerata e Fermo, che soffrono dell’export calzaturiero e delle contromisure poste in atto dalla Russia per contrastare le sanzioni UE. Il dato che mostra la dinamica negli ultimi anni dell’export pesarese indica, tra l’altro, come la provincia abbia raggiunto, nei primi nove mesi del 2016, il valore più alto dell’indice di livello dell’export tra le province della regione, fatta eccezione la provincia di Ascoli Piceno.

Prospettive e ruolo della Cna

Regna insomma ancora una situazione di grande incertezza, accentuata anche dall’instabilità politica e da un crescente senso di insicurezza; le imprese insomma continuano a soffrire. In questa fase difficile la CNA continua ad essere impegnata per cercare di sostenere le proprie imprese, per cercare di affiancarle anche a livello istituzionale. Sul fronte degli appalti CNA continua a raccomandare agli Enti pubblici locali l’istituzione di una corsia preferenziale per le piccole imprese negli appalti pubblici attraverso la creazione di apposite liste di aziende del territorio per la partecipazione a gare nei lavori con importi inferiori al milione di euro. Per quanto riguarda il pagamento di lavori e/o forniture dagli enti pubblici alle imprese, l’associazione chiede puntualità e rispetto delle leggi. La CNA invoca inoltre da tempo una forte riduzione della burocrazia a carico delle imprese ed una riduzione della spesa pubblica improduttiva e le agevolazioni previste per quelle aziende che intendono digitalizzarsi e ad affacciarsi alle nuove tecnologie (4.0). Decisiva su tutte è però la questione del credito. In questa fase occorre che gli istituti di credito garantiscano finanziamenti alle imprese. CNA considera ancora strategico e centrale il ruolo dei Confidi regionali, che va ulteriormente rafforzato.

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