Moda e calzature Marche. CNA e Confartigianato, sostenere la filiera tra competitività e nuovi mercati

Paolo Mattiozzi (CNA) e Lorenzo Totò (Confartigianato): “Un patrimonio di competenze e professionalità che va sostenuto e valorizzato”

ANCONA – La moda e la calzatura rappresentano da sempre una componente fondamentale del tessuto produttivo delle Marche, un patrimonio costruito nel tempo grazie alla capacità delle imprese di coniugare competenza, creatività, qualità e attenzione ai mercati. Oggi la filiera attraversa una fase delicata. Alla trasformazione dei consumi e alla crescente competizione internazionale si aggiunge uno scenario geopolitico segnato da guerre, tensioni commerciali e instabilità, con ricadute sui costi, sulle catene di approvvigionamento e sulle prospettive delle imprese. Una situazione che pesa soprattutto sulle piccole e medie aziende e che richiede risposte capaci di sostenere il sistema produttivo nel rafforzamento della competitività e nella conquista di nuove opportunità.

“Le difficoltà non devono far perdere di vista le potenzialità della nostra filiera – sottolineano Paolo Mattiozzi, presidente CNA Federmoda Marche e Lorenzo Totò, presidente Confartigianato Moda Marche – le imprese hanno dimostrato nel tempo capacità di adattamento, qualità e competenze. Ora serve un contesto che permetta loro di investire, innovare e affrontare con maggiore forza le nuove condizioni del mercato”.

Paolo Mattiozzi, Presidente CNA Federmoda Marche

Lorenzo Totò, Presidente Confartigianato Moda Marche

Export e nuovi mercati sono una delle direttrici strategiche. La presenza internazionale delle imprese marchigiane va consolidata, ma il quadro globale impone di guardare oltre i mercati tradizionali, diversificando gli sbocchi e intercettando nuove aree di domanda. Per le piccole imprese questo significa poter contare su strumenti di accompagnamento, promozione, formazione e occasioni concrete di incontro con operatori e buyer internazionali. Un’azione nella quale associazioni, sistema camerale e istituzioni possono svolgere un ruolo decisivo nel rendere più accessibili i percorsi di internazionalizzazione.

La priorità è però fare sistema attorno alla filiera. Regione Marche, Camera di Commercio delle Marche, enti locali e istituzioni territoriali possono contribuire a costruire una strategia condivisa, partendo dalle esigenze concrete delle imprese e trasformandole in proposte e opportunità di intervento.

In questo quadro, la politica regionale può e deve farsi portavoce delle istanze del territorio anche sul piano nazionale, portando al Governo le esigenze di una filiera che, per peso economico, occupazionale e manifatturiero, necessita di strumenti adeguati alla nuova competizione globale. Energia, accesso al credito, innovazione, formazione, internazionalizzazione e sostegno agli investimenti sono temi che richiedono interventi coordinati e una visione di medio periodo.

“Non servono interventi frammentari, ma una strategia che riconosca il valore della filiera della moda e della calzatura e ne sostenga la capacità di competere – affermano CNA e Confartigianato Marche – le istituzioni, a partire dalla Regione e insieme alla Camera di Commercio e agli enti locali, possono avere un ruolo importante nel costruire una posizione forte e condivisa da portare al Governo, affinché dalle esigenze delle imprese nascano nuove opportunità e strumenti nazionali. La nostra filiera ha competenze, professionalità e imprese capaci di affrontare il cambiamento: occorre metterle nelle condizioni di farlo”.

La tenuta della filiera resta un altro elemento decisivo. Le tante piccole imprese specializzate custodiscono lavorazioni e competenze che rappresentano un patrimonio difficilmente sostituibile. Sostenere formazione e ricambio generazionale significa quindi garantire continuità a un sistema produttivo che rappresenta uno dei punti di forza del Made in Marche.

CNA e Confartigianato delle Marche chiedono quindi di rafforzare il confronto tra imprese, associazioni, Regione, sistema camerale, enti locali e Governo, con l’obiettivo di costruire una strategia per la filiera che tenga insieme competitività, energia, innovazione, export, nuovi mercati e competenze.

“Il futuro della moda e della calzatura marchigiana – concludono Mattiozzi e Totò -passa dalla capacità di fare squadra e di portare la voce delle imprese ai diversi livelli istituzionali. Dalle Marche deve arrivare una proposta forte per una politica industriale capace di accompagnare la filiera nella nuova competizione internazionale, sostenendo gli investimenti e aprendo nuove prospettive di mercato. Le imprese sono pronte a fare la propria parte: ora serve un impegno altrettanto concreto da parte delle istituzioni.”

 

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