MARCHE CRESCE L’OCCUPAZIONE

 Secondo il presidente Cna Marche Paolo Silenzi e il segretario Moreno Bordoni, le piccole imprese e l’artigianato creano lavoro

  Marche, cresce l’occupazione. Prosegue nel 2022 il miglioramento del mercato del lavoro avviatosi dopo la pandemia, che si traduce per le Marche in una decisa accelerazione nella crescita percentuale dell’occupazione (pari a +3,7%; era cresciuta dello 0,8% nel 2021), crescita che risulta anche tra le più elevate fra le regioni italiane (inferiore solo a quelle di Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Toscana e Puglia) e ben più elevata del dato nazionale (+1,1%).

“La crescita occupazionale delle Marche” secondo il presidente Cna Marche Paolo Silenzi e il segretario Moreno Bordoni “è anche nel 2022, come già nel 2021, ben più intensa per la componente degli occupati indipendenti (imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi, coadiuvanti familiari, soci di cooperative, collaboratori, ecc.) i quali aumentano del 5,7%, pari a 8.178 unità in più. In termini assoluti la crescita occupazionale tra i dipendenti è ancora più elevata (+14.522) ma sensibilmente inferiore in termini percentuali (+3,1%).”

In termini settoriali, la crescita occupazionale delle Marche nel 2022 non si concentra più nei servizi come è avvenuto nel 2021 (era +4,7%, con oltre 17.600 occupati in più): si deve invece alle attività manifatturiere (“industria in senso stretto”) che registrano oltre 12mila occupati in più rispetto all’anno precedente (+7,1%) e alle costruzioni (+5.106 occupati pari a +16,3%). Cresce anche l’occupazione in agricoltura (+1.878 unità) dove il ritmo di aumento dell’occupazione eguaglia quello del settore secondario (“industria”) considerato nel suo complesso (+8,5%). Il terziario nel suo complesso cresce solo dello 0,9% (3.703 occupati in più) e ciò si deve alla crisi del commercio che da solo perde 3.875 occupati pari al 4,7% in meno.

La ripresa dell’occupazione marchigiana, da tutta maschile nel 2021 (allorchè gli occupati maschi crescevano dell’1,5% e la componente femminile ristagnava: -0,1%) diviene soprattutto femminile nel 2022: le donne occupate crescono del 5,7% e gli uomini “solo” del 2,1% ; in termini assoluti, il dato risulta ancora più netto: 15.237 occupate in più sono il doppio rispetto ai 7.462 uomini occupati aggiuntivi. Un divario ancor più elevato si registra nell’aumento delle forze di lavoro (donne +4,7% e uomini solo +1,1%) e siccome la crescita della partecipazione al mercato del lavoro femminile è oltre quattro volte superiore a quella maschile, le donne in cerca di occupazione calano ma meno degli uomini (-6,3% contro -15,5%).

Il numero dei disoccupati (le persone in cerca di occupazione) cala nel complesso del -10,8% e cala anche il numero degli inattivi e cioè delle persone in età da lavoro ma che non fanno parte delle forze di lavoro perché non si offrono sul mercato del lavoro: anche in questo caso a essere protagoniste sono le donne perché le inattive diminuiscono ad un ritmo quasi doppio rispetto agli inattivi (-9,5% contro -5,0%).

 

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