Marche, come intercettare la crescita economica superando criticità ed ostacoli

La crescita economica mondiale ha recuperato i valori precedenti la pandemia e già l’inflazione sta accelerando anche sotto l’effetto dei prezzi energetici; le ultime stime Ocse indicano il Pil dell’Italia in crescita al 5,9% nel 2021 con un rialzo di 1,4 punti sulle stime precedenti. La ripresa si accompagna a un generale miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro ma già da luglio si sono manifestate riduzioni del numero di occupati e i primi segnali di un divario tra domanda e offerta di lavoro. Il manifatturiero e le costruzioni hanno già recuperato i livelli di attività precedenti la pandemia perché i processi produttivi si sono adattati con rapidità alle restrizioni che si sono succedute. Più lenta è stata la ripresa del terziario, caratterizzato da attività particolarmente sensibili alle imposizioni anti-Covid.

Nelle Marche la connotazione manifatturiera sta permettendo un più forte recupero e il minor peso del terziario attarda meno la nostra ripresa rispetto a quanto avviene in Italia. Inoltre, i caratteri assunti dalla ripresa del sistema produttivo italiano sembrano avvantaggiare alcuni punti di forza delle nostre produzioni: secondo l’ultimo bollettino congiunturale Istat sulla produzione, i settori che in Italia registrano gli incrementi produttivi maggiori sono metallurgia, fabbricazione di prodotti in metallo, di macchinari e apparecchiature elettriche. Si tratta proprio dei settori più importanti della meccanica made in Marche. Inoltre, le flessioni che si osservano a livello nazionale nella fabbricazione di mezzi di trasporto non riguardano le nostre produzioni della nautica o di veicoli a motore, che procedono bene a giudicare dalle performance di mercato di megayachts e motocicli.

Tuttavia, alcuni aspetti critici della ripresa possono annullare i vantaggi di cui godrebbe l’economia delle Marche: da un lato strozzature nella fornitura di prodotti intermedi e crescenti difficoltà nell’organizzazione dei processi produttivi nelle catene globali del valore, con interruzioni nelle forniture di componenti strategiche e forte incremento dei prezzi di alcune materie prime; dall’altro lato, il sempre più difficile reperimento di lavoro qualificato necessario all’evoluzione delle nostre imprese e l’inadeguata preparazione fornita da percorsi formativi, scolastici ed universitari, con programmi a volte obsoleti e lontani dai fabbisogni delle imprese.

Un altro fattore critico riguarda le politiche pubbliche che hanno permesso di ammortizzare lo shock e assicurare una ripresa vigorosa: anche le più favorevoli previsioni non nascondono i rischi relativi al ritiro prematuro dei sostegni. Secondo l’Ocse, il Pil nazionale recupererà i livelli precedenti la pandemia solo nel primo semestre 2022 e l’aumento dei consumi si avrà solo se le famiglie saranno in grado di utilizzare parte dei loro risparmi e i livelli di occupazione aumenteranno. E’ importante quindi che la politica fiscale continui a sostenere famiglie e imprese fino a quando la ripresa sarà consolidata. Revocare troppo presto il sostegno alla liquidità porterebbe alla crisi anche quelle imprese che, in condizioni differenti, continuerebbero ad essere profittevoli. Se ciò accadesse, aumenterebbero disoccupazione e povertà, già elevate prima del Covid-19, penalizzando soprattutto giovani e donne, le categorie già più colpite dalla crisi.

Per queste ragioni concordiamo con le raccomandazioni Ocse per una crescita sostenibile: una regolamentazione più chiara e snella per favorire produttività e investimenti, una riforma della Pubblica Amministrazione e una revisione del sistema di tassazione, in particolare sul lavoro.

Su tutto questo si inseriscono le risorse del PNRR, la nuova programmazione europea e il Bilancio della Regione Marche. Ci sono tutti gli elementi per una crescita costante non solo per quest’anno e per il 2022 ma anche per gli anni successivi. Ma dipende da noi garantirla, facendo le scelte giuste per scaricare a terra le risorse con progetti capaci di valorizzare il territorio marchigiano nella sua interezza. Scelte che spettano al decisore politico con il coinvolgimento delle forze economiche e sociali, perché la capacità di fare squadra, in questo contesto, rappresenta un grande valore aggiunto.

 

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