L’imprenditoria femminile nella moda è una scelta di politica industriale

La presidente nazionale di CNA Federmoda, Doriana Marini, è intervenuta come relatrice alla presentazione della V edizione dell’Osservatorio “Donne e Moda – Le carriere femminili nella Moda e nel Lusso”, promosso da Il Foglio della Moda in partnership con PwC Italia e con il contributo di CNA Federmoda, Confindustria Moda e di Confindustria Accessori Moda, e Camera Nazionale della Moda Italiana.

L’incontro, che si è svolto nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, è stato moderato da Fabiana Giacomotti, storica del costume e curatrice de Il Foglio della Moda, e introdotto dall’onorevole Fabio Pietrella, membro della X Commissione Attività produttive, commercio e turismo.

Il confronto si è reso necessario per comprendere quali strumenti politici possano migliorare il sistema e le filiere della moda, conoscendone le criticità e valorizzando le best practice già esistenti. Si è inoltre evidenziato che la moda è uno dei pochi settori in cui il merito femminile viene riconosciuto, pur in una persistente prevalenza di ruoli impiegatizi rispetto a quelli dirigenziali.

Doriana Marini nel suo intervento ha sottolineato il valore delle imprese femminili e la necessità di un approccio politico e industriale che tuteli le filiere produttive: “Dietro i grandi marchi c’è un tessuto produttivo fatto di aziende che danno lavoro e tengono in vita i distretti. Ogni volta che un’impresa chiude, si perde un pezzo di competenza e di identità del Made in Italy”.

Marini ha rimarcato l’importanza di costruire patti di filiera fondati sulla sostenibilità economica, più che su logiche puramente formali “Non è la regola lavorare nell’illegalità: servono strumenti condivisi e verifiche sostanziali, non certificazioni per principio. Solo un equilibrio equo dei margini tra brand e fornitori può garantire un sistema sano e competitivo”.

La presidente di CNA Federmoda ha concluso affermando che l’imprenditoria femminile nella moda non è un tema di genere, ma una scelta di politica industriale, richiamando quindi la necessità di politiche di sostegno alla genitorialità e di valorizzazione del capitale umano femminile come leve strategiche per il futuro del comparto.

A presentare i risultati della ricerca è stata Sara Zanellini di PwC Italia, che ha illustrato i principali trend emersi dal Barometro 2025. Il rapporto evidenzia come la presenza femminile nel sistema moda continui a crescere, sia in termini quantitativi che qualitativi:

nelle piccole e medie imprese, e nelle imprese artigiane associate a CNA Federmoda, l’85% delle aziende impiega più del 50% di donne e quasi tre CEO su quattro sono donne, a conferma della forte presenza femminile nel tessuto produttivo artigiano italiano;
nei grandi brand, le donne rappresentano il 30,6% dei componenti degli organi societari, in aumento di 2,5 punti percentuali rispetto alla prima edizione dell’Osservatorio;
nel tessile e abbigliamento, la manodopera femminile costituisce il 59,3% del totale, a fronte di una media del 28,9% nell’industria manifatturiera nazionale;
tuttavia, permane una concentrazione delle donne in ruoli operativi e amministrativi, con una presenza più limitata ai vertici;
il 58% delle aziende dichiara di avere lavoratrici con contratto part-time, nel 75% dei casi per conciliare esigenze di vita e lavoro;
il 53% delle imprese non dispone ancora di strumenti di welfare a sostegno della genitorialità, e solo il 3% ha inserito obiettivi di diversity & inclusion nei propri piani strategici a lungo termine.

 

Questo articolo L’imprenditoria femminile nella moda è una scelta di politica industriale è stato pubblicato su CNA.

Read More

Generated by Feedzy
ASSOCIATI