Le imprese del cratere calano a una media inferiore a quella delle Marche

A 7 anni di distanza dal sisma del 2016 i dati analizzati dal Centro studi CNA Marche, evidenziano come nell’area del cratere la provincia di Ascoli Piceno abbia subito una comprensibile diminuzione del numero di imprese attive (-7,6%), tuttavia sensibilmente meno marcata rispetto a quella registrata in tutte le Marche (-8,9%).
In particolare, la differenza a favore dell’area del cratere si rileva ancora più decisa nelle attività manifatturiere (Marche -12,6%; cratere -8%), mentre risulta trascurabile in un settore chiave come quello delle costruzioni e nel terziario. Se la ricostruzione ha favorito la ripresa di alcuni comparti strategici, l’economia che rispecchia l’ordinaria attività della comunità locale non ha vissuto però un’evoluzione altrettanto positiva.

Come prevedibile, sottolinea l’indagine CNA, in questo caso le difficoltà risiedono principalmente nel drastico calo demografico che ha inevitabilmente interessato l’area del cratere. 16.726 cittadini in meno nel giro di soli 4 anni, dal 2019 al 2023, con un crollo del 4,8% ben superiore al -2,6% registrato su scala regionale. Da segnalare, inoltre, il maggior calo dei residenti stranieri nell’area cratere rispetto a quanto andato in scena in tutte le Marche (-6%, quasi il doppio rispetto al -3,1% regionale), sintomo di una preoccupante perdita di attrattività in ottica turistica.
È evidente come il calo demografico decisamente più accentuato rispetto alla scala regionale sia alla base di una diminuzione della domanda – e di conseguenza anche dell’offerta – di beni e servizi, che di certo non agevola un territorio ancora alle prese con la complessa sfida della ricostruzione. D’altra parte, sono ancora oltre 14.211 i nuclei familiari ancora in attesa di fare ritorno nelle proprie case nell’area del cratere, con un crollo stimabile in circa 30mila persone in meno a produrre e consumare in un territorio che avverte un fortissimo bisogno di alimentare il tessuto economico locale.
La CNA di Ascoli Piceno sostiene che il processo di ricostruzione dovrà necessariamente essere affiancato dalla crescita e dal potenziamento delle infrastrutture fisiche e digitali, tema centrale dell’ultima assemblea generale CNA Marche; i 120 milioni stanziati per i cantieri in atto sulla Salaria e le risorse messe a disposizione, a livello regionale, per il completamento della Quadrilatero e l’ammodernamento della Fano-Grosseto rappresentano senza dubbio una buona notizia, sulla scia del buon esempio della Civitanova-Foligno che negli ultimi anni ha contribuito ad accorciare notevolmente le distanze tra le Marche e l’Umbria.

“Dalla terza corsia dell’A14 ai collegamenti stradali dell’interno, senza dimenticare l’alta velocità sulla linea ferroviaria adriatica e una banda ultra larga ancora quasi del tutto assente, i cittadini e le imprese delle Marche meritano di poter contare su infrastrutture all’avanguardia per dare nuova linfa a un tessuto imprenditoriale che, nell’area del cratere, ha dimostrato di poter reggere l’urto dello spopolamento Il calo dei consumi nelle aree interne, legato a doppio filo alle difficoltà affrontate nel riqualificare dal punto economico e abitativo i territori feriti dal sisma, rappresenta una seria problematica per il Piceno, da affrontare quanto prima per non perdere terreno rispetto al resto del Paese e garantire un futuro a chi, con fiducia, continua a credere e a investire nel rilancio delle aree interne.” Hanno commentato Francesco Balloni e Arianna Trillini, rispettivamente direttore e presidente della CNA di Ascoli Piceno.

 

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