Le Confederazioni dell’artigianato e delle piccole imprese scrivono al Presidente Draghi: “Credito,Flessibilità e Sostegno a imprese per uscire dalla crisi”

Dichiarazione del Prof Mario Draghi al termine del colloqui con il Presidente Sergio Mattarella,al Quirinale.(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Occorre ricalibrare le politiche di sostegno al sistema produttivo per rispondere alla situazione di elevata incertezza provocata dalla recrudescenza della pandemia, dalla forte crescita dei costi
energetici e dalla costante difficoltà di app
rovvigionamento delle materie prime.
È
quanto sottolineano le Confederazioni dell’artigianato e della piccola impresa in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Mario Draghi invitandolo a sensibilizzare le istituzioni europee
per evitare l’introd
uzione di ulteriori rigidità della regolamentazione bancaria che rendono ancora più selettivo e complicato l’accesso al credito per le imprese, specialmente quelle di minori
dimensioni.

Per Conf
artigianato, CNA e Casartigiani le scelte condivise operate nell’ambito della Legge di Bilancio in materia di accesso al credito e di sostegno alla liquidità non sono sufficienti a garantire
alle nostre imprese l’ossigeno necessario. La fine della cosiddet
ta moratoria di Stato ed il progressivo riallineamento del sistema pubblico delle garanzie rischiano di trasformare il graduale
ritorno alla normalità i
n una ulteriore morsa per le imprese che impedisce loro di consolidare una ripresa possibile o, addirittura, di compromettere definitivamente chi non è riuscito ad ancora ad
agganciarla.

Le tre Confederazioni rilevano che al 31 dicembre le moratorie a fav
ore del sistema produttivo ancora attive ammontano a un valore superiore a 35 miliardi e da aprile le imprese che hanno
contratto nuovi finanziamenti proprio a valer
e sulle misure di potenziamento delle garanzie pubbliche dovranno iniziare a restituire, oltre alla quota interessi, anche quella relativa al capitale,
ben più corposa.

È tutt’altro che scontato che il sistema delle imprese possa assorbire senza contracco
lpi tanto la fine delle moratorie, quanto quella del periodo di preammortamento accordati. Diventa indispensabile, pertanto, individuare misure e strumenti che consentano alle imprese di gestire al meglio il rientro alla “normalità”.
Vanno individuate alc
une soluzioni per un accompagnamento morbido del sistema produttivo verso l’uscita dalla contingenza negativa.
Una delle priorità è assicurare un allungamento delle esposizioni debitorie, attraverso una misura
ad hoc finalizzata a sostenere la rinegoziazione dei debiti, escludendo l’attuale previsione dell’obbligo di erogare credito aggiuntivo. Queste operazioni potrebbero essere supportate dal Fondo di Garanzia per le PMI, anche in misura inferiore rispetto a quanto oggi previsto, e in
complementarietà co
n altre forme di garanzia privata.
Un ulteriore intervento è l’estensione del perimetro de
lla cosiddetta “garanzia pubblica a mercato”, con la finalità di intercettare situazioni, anche nelle PMI, che, pur dovendo ricorrere alla garanzia per l’accesso al credito, non necessitano dell’intensità di aiuto prevista dagli strumenti del Fondo di Garanzia per le PMI, anche in questo caso prevedendo la possibile ed auspicabile complementarietà tra garanzia pubblica e garanzia privata.
Sempre in materia di access
o al Fondo di Garanzia per le PMI, il previsto rientro al regime di valutazione del rating, a partire dal primo luglio 2022 rischia di non essere adeguato a rilevare
l’effettiva condizione delle imprese che stanno attraversando la crisi pandemica.

Perman
e, infine, la necessi di individuare strumenti idonei a sostenere le imprese che operano in settori non interessati dalla ripresa e che oggi, a fronte della recrudescenza della pandemia,
rischiano seriamente di uscire dal mercato

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