La Spezia, al porto basta tempi biblici

CNA Fita La Spezia e le altre sigle dell’autotrasporto hanno richiesto la scorsa estate all’Autorità portuale l’apertura di un Tavolo di confronto per risolvere i problemi dell’autotrasporto che gravita intorno al porto della Spezia e giungere a un accordo di programma tra tutti i soggetti coinvolti nella filiera della logistica portuale. Il tavolo è stato istituito, ma si è riunito una sola volta in un anno.

Le principali questioni che hanno spinto le sigle alla convocazione del tavolo riguardano i tempi di attesa ai gate, che ricadono economicamente sul settore dell’autotrasporto, e il ritiro dei container vuoti che le associazioni chiedono venga effettuato in zona retroportuale per evitare code e allungamento dei tempi. Tali ipotesi erano già state messe sul tavolo un anno fa, senza però trovare sponda nei terminalisti.

“Lo scalo spezzino è quello che a livello italiano ha perso più volumi di tutti”, sottolinea Stefano Crovara, presidente CNA Fita La Spezia. “A luglio del 2022 tutta la comunità portuale si era presa un impegno nei nostri confronti e a oggi siamo poco più avanti del punto di partenza: abbiamo solo iniziato a sperimentare con l’Autorità di sistema portuale un rilevamento dei camion e la conseguente trasmissione dei dati. È necessario dare una forte accelerata a questo processo perché è di fondamentale importanza per il nostro scalo farsi trovare pronti dal lato terrestre che, ricordiamo, non è l’elemento che determina i volumi di lavoro in un bacino portuale, però può fare da motore trainante creando un modello. Anche le nostre aziende hanno bisogno di chiarezza a fronte di tutti gli investimenti fatti”.

“Le azioni necessarie, alcune individuate da tempo dall’autotrasporto e condivise dalla stessa Autorità di sistema portuale del mar ligure orientale per snellire sia i tempi di attesa che la razionalità della filiera logistica terrestre tra Porto e Santo Stefano Magra, sono al momento impossibili da attuare a causa dell’utilizzo da parte di MSC del Porto come deposito di vuoti – spiega la referente sindacale di CNA Fita La Spezia Giuliana Vatteroni -, senza rispetto della città e della collettività che vede aumentare il traffico veicolare sul raccordo per il costante andirivieni tra Santo Stefano Magra e La Spezia di mezzi pesanti. Il costo di queste movimentazioni ricade sulle spalle degli autotrasportatori e impedisce al terminalista di liberare spazi all’interno dello scalo per facilitare i flussi. Questo spiega il motivo per cui, nonostante i traffici ridotti, basti l’arrivo di una sola nave di medie dimensioni per fare andare in tilt la circolazione e creare code di 140 camion”.

 

Le richieste delle sigle dell’autotrasporto sono in sintesi:

– applicazione dei Livelli di servizio nei terminal portuali necessari per garantire adeguati tempi di carico e scarico dei camion in porto e addebito di indennizzi per l’autotrasporto per le attese oltre franchigia;

– sviluppo telematico per dematerializzare documenti e velocizzare ingressi e uscite dei camion con la certificazione dei tempi operativi in porto;

– spostamento dei vuoti nelle aree retroportuali;

– allineamento orari operativi porto e retroporto.

Questo articolo La Spezia, al porto basta tempi biblici è stato pubblicato su CNA.

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