In 10 anni le Marche hanno perso 4.127 giovani laureati andati a cercar fortuna altrove con le competenze nella valigia Cervelli in fuga dalle Marche

Confartigianato e Cna delle Marche: Abbiamo una capacità imprenditoriale incredibile da sostenere valorizzando i talenti

Laureati in fuga dalle Marche. In 10 anni le Marche hanno perso 4.127 giovani laureati che hanno scelto per metà (2.064 per la precisione) di andare in un’altra regione mentre i restanti 2.063 sono partiti per l’estero. Se ne vanno giovani con profili lavorativi specializzati che cercano fortuna altrove attratti da migliori prospettive di carriera e retribuzione.  Ogni anno se ne va all’estero il 5 per cento dei nostri giovani altamente formati. Sul totale dei giovani espatriati, la quota dei laureati è altissima e supera il 40 per cento.

Non si arresta la fuga di cervelli, secondo i dati Istat elaborati da Confartigianato e Cna delle Marche. In un anno sono 3.494 gli under 40 che hanno trasferito la residenza all’estero dalle Marche, + 129% rispetto al 2010. Una generazione di giovani che potrebbero contribuire in maniera determinante a far crescere il nostro sistema economico e produttivo.

Le ragioni per partire. Perché i giovani laureati lasciano le Marche? I motivi per espatriare sono le prospettive di carriera e le retribuzioni più alte. A partire sono professionisti altamente formati e qualificati: medici, ingegneri, specialisti dell’informatica.  E ogni volta che parte un laureato non se ne va solo un cervello. Va in fumo anche un investimento. Infatti, per formare un laureato, si spendono 300 mila euro, tra spese della famiglia e dello Stato.

Solo investendo sulle nuove generazioni e sulla loro formazione, ribadiscono Cna e Confartigianato delle Marche, possiamo garantire futuro al made in Italy. Pertanto è necessario un Paese a misura di giovani e di piccola impresa con riforme che liberino energie e talenti, accrescano le competenze, migliorino l’efficienza dei servizi pubblici, eliminino ostacoli, oneri fiscali e burocratici.

Così come servono interventi per ridurre il gap tra scuola, sistema della formazione e mondo del lavoro, investimenti per favorire il passaggio generazionale, sostegni per   fare impresa, per i giovani che si mettono in proprio, incentivi all’occupazione.

Occorre dunque una rinnovata capacità di attrarre i giovani talenti: determinante trattenere quelle risorse che potremmo potenzialmente perdere ma anche favorire il   rientro di chi ha scelto di andare estero.

Tra i vecchi problemi irrisolti, ribadiscono Cna e Confartigianato Marche c’è la distanza tra la scuola e il sistema dell’istruzione e il mercato del lavoro che provoca la difficoltà a reperire figure qualificate indispensabile alle imprese.

Per fermare la fuga di professionalità è necessario arricchire gli strumenti di ingresso già esistenti come il contratto di apprendistato ed è fondamentale la decontribuzione triennale per le assunzioni di apprendisti.

 

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