Imprese senza ricambio. Nelle Marche cresce l’età degli imprenditori e si restringe la base giovanile.

E’ Macerata la provincia con il maggior numero di titolari over 70 (settima a livello nazionale). CNA Marche dedicherà un convegno all’interno dell’assemblea regionale del 21 settembre

ANCONA – Il ricambio generazionale è una delle questioni più urgenti per il futuro del sistema produttivo italiano. Secondo il dossier CNA “Imprese senza ricambio”, quasi 315mila titolari di imprese individuali hanno almeno 70 anni. A giugno 2025 erano 314.824, pari al 10,7% del totale, contro gli 8,9% di dieci anni prima. Parallelamente, la platea dei potenziali successori si restringe: tra il 2015 e il 2026 la popolazione italiana tra i 20 e i 39 anni è diminuita di 1,4 milioni di persone, mentre tra il 2014 e il 2024 le imprese giovanili sono calate di oltre 153mila unità (-24%).

Il quadro nelle Marche: Macerata tra le province più esposte d’Italia

Anche nelle Marche il fenomeno assume dimensioni rilevanti. La regione si colloca al 12° posto nazionale per incidenza di titolari over 70, con una quota pari al 14,2% del totale delle imprese individuali. In numeri assoluti, i titolari marchigiani con più di 70 anni sono 10.594.

La provincia più esposta è Macerata, dove gli imprenditori ultrasettantenni rappresentano il 16,3% del totale delle imprese individuali: un dato che la colloca la provincia al 7° posto nella graduatoria nazionale. Seguono numericamente le province di Ancona: 2.443; Pesaro e Urbino: 2.246; Ascoli Piceno: 1.469 e Fermo: 1.459.

Ma se si osserva l’incidenza in percentuale dei titolari ultrasettantenni sul numero totale delle imprese, notiamo che dopo Macerata si collocano rispettivamente Fermo, Ascoli Piceno, Pesaro e Urbino e infine Ancona.

Sul fronte demografico, la popolazione marchigiana tra i 29 e i 39 anni (cioè coloro che potenzialmente potrebbero aspirare a prendere le redini di aziende avviate), è pari a 304.280 persone, mentre le imprese giovanili attive nelle Marche sono solo 10.139 su oltre 131mila imprese complessive. Un dato che conferma la difficoltà di trovare nuovi imprenditori pronti a subentrare nei settori tradizionali del tessuto produttivo regionale.

“Il passaggio generazionale è una delle grandi questioni di politica industriale che l’Italia deve affrontare – dice Moreno Bordoni, segretario CNA Marche – ogni impresa che chiude perché non trova qualcuno disposto a proseguire significa perdere competenze, professionalità, relazioni e un patrimonio costruito in decenni di lavoro. Il fatto che proprio nei settori dove cresce l’età degli imprenditori stiano diminuendo le imprese giovanili è un segnale d’allarme”.

Per Maurizio Paradisi, presidente CNA Marche “il tema va affrontato con una strategia nazionale: facilitare l’incontro tra imprenditori che intendono uscire e potenziali subentranti, accompagnare il trasferimento delle competenze, semplificare l’accesso al credito, rafforzare gli strumenti fiscali e finanziari, sostenere i workers buyout e favorire l’ingresso dei giovani nell’imprenditoria”.

Per approfondire il tema e offrire strumenti concreti alle imprese del territorio, CNA Marche ha organizzato una tavola rotonda all’interno della propria assemblea regionale dal titolo “Quando l’impresa passa di mano, storie che costruiscono il futuro delle Marche” Vicende, scelte e successi di chi ha trasformato il ricambio generazionale in un nuovo inizio in programma Lunedì 21 settembre con inizio alle ore 15 nella sede CNA delle Marche. Interverranno tra gli altri Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche; Cesare Lanati, responsabile pianificazione patrimoniale – Banca Mediolanum; Paolo Mariani, direttore Uni.co con le testimonianze di Luigino Gambini, presidente CNA Industria Marche e CEO Gambini Meccanica e Michele Capitani, CEO Capitani Minuterie Metalliche. Coordina l’incontro: Moreno Bordoni, segretario CNA Marche.

CNA Marche conferma così il proprio impegno nel sostenere le imprese in una fase cruciale della loro vita, promuovendo conoscenze, strumenti e testimonianze utili a trasformare il ricambio generazionale in un’opportunità di futuro per l’economia regionale.

 

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