Il mercato delle costruzioni in Sardegna Consuntivo 2022 e prospettive per il 2023

Il 2022 è stato un anno di importante consolidamento del trend espansivo del settore regionale delle Costruzioni.

Se il 2021 sotto il traino del rinnovo edilizio, sostenuto dagli incentivi, dal rimbalzo della nuova produzione edilizia, della crescita importante delle opere pubbliche, il valore della produzione è cresciuto del 19%, nel 2022 la crescita prosegue ad un ritmo importante (+10,5%)  e + 12,9% gli investimenti , sostenuta dagli stessi fattori che risulteranno almeno in parte indeboliti dalle nuove regole e limitazioni del Superbonus, che si accentuano nel 2023 (+1,4%) la crescita stimata.

Si consolida il trend espansivo del mercato immobiliare (+14%), sia nella componente abitativa che non residenziale; cresce la produzione edilizia (+13,3%), così come ad un ritmo eccezionale i bandi di gara per i lavori pubblici che sostengono gli investimenti (+12,9%) alimentando positivamente il consolidamento dell’occupazione (+9,8%); un quadro complessivamente positivo, sebbene non privo di incertezze proposte dal nuovo scenario in cui gli elementi di rigidità dell’offerta si sommano alle incognita sul futuro del Superbonus.

Nel 2022 il volume d’affari delle Costruzioni Sardegna è stimato in 7,5 miliardi di euro, di cui 6 mld relativi ad investimenti a più di 1,4 miliardi, destinati alla manutenzione ordinaria.

Il segmento residenziale si attesta così a primo mercato regionale con investimenti pari a 3,5 mld, più del 57% degli investimenti complessivi. Le opere pubbliche, con 1,5 mld sono il secondo mercato regionale e assorbono poco meno del 25% degli investimenti.

In base alle prime stime per il 2023, il settore delle costruzioni regionale potrebbe sfiorare i 7,8 mld, per effetto di una modesta crescita che in termini reale è pari all’1,4%, con gli investimenti in crescita dell’1,5%; a mantenere positivo il risultato previsto, è la sostenuta crescita delle opere pubbliche (+19%) che rappresenteranno più del 30% degli investimenti complessivi.

Il più grande mercato regionale, quello residenziale, è stimato in 3,3 mld di investimento, ovvero il 51% del totale.

“Sulla dinamica per l’anno in corso e per quelli a venire – dichiarano Francesco Porcu e Antonello Mascia, rispettivamente Segretario Regionale CNA e Presidente Regionale di CNA Costruzioni – gravano numerose incognite. Molto dipenderà dall’avanzamento dei cantieri in atto e dall’avvio di quelli in programma. Siamo in una fase in cui, almeno sul fronte pubblico, il nodo non è tanto quello delle risorse, ma quello dell’effettiva capacità di spesa, ostacolata da fattori strutturali (vincoli burocratici, inadeguatezze gestionali), ma anche dalle più recenti tensioni dell’offerta, con i rinnovi delle quotazioni di materia prima e dei processi produttivi.

 Sul fronte interno regionale – continuano i vertici CNA – occorrerebbe completare positivamente la legislatura, completando la tanto attesa legge di riordino del quadro normativo in ambito urbanistico, la legge casa, e un serio e concreto piano formativo che aiuti il sistema dell’offerta a trovare sul mercato le figure professionali richieste.”

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