I primi 50 anni della CNA Metropolitana di Venezia che festeggia il suo traguardo rivolto al futuro

Ricordi, emozioni e la legittima soddisfazione di quando si è raggiunto un traguardo importante. Una bella festa, quella che, al centro “Cardinal Urbani” di Mestre Zelarino, ha celebrato i 50 anni della CNA Metropolitana di Venezia.

Era il 1973, infatti, quando la Confederazione nazionale dell’artigianato vide la luce come tale nel Veneziano, dopo che per qualche anno si era chiamata Sap (Sindacato artigiani provinciale).

Festa con ospiti di riguardo, dunque, a cominciare dal vicepresidente nazionale CNA, Fabio Petri, dal presidente regionale della Confederazione, Moreno De Col, da quello della Camera di Commercio lagunare, Massimo Zanon, e da Siro Martin, che guida i “cugini” di Confartigianato Venezia. Da tutti è venuto un richiamo all’importanza del ruolo e della prosperità della piccola impresa per la buona salute della nostra economia e alla necessaria unità: superare con decisione steccati e divisioni fra le sigle per far contare di più i bisogni di una fetta essenziale del mondo produttivo.

Petri, in particolare, si è soffermato sulla capacità – propria di un’associazione di rappresentanza come la nostra – di dar voce ai piccoli imprenditori, e ai vari mestieri artigiani sia tradizionali che nuovi e nuovissimi, a tutti i livelli, dal territorio fino a Bruxelles.

Di impegno congiunto tra chi amministra e i rappresentanti delle imprese ha poi parlato nel suo saluto l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Venezia, Simone Venturini. “Tre -ha sostenuto – sono le grandi sfide da affrontare insieme: restituire finalmente nobiltà al lavoro; tornare ad avvicinare i giovani ai mestieri artigiani, anche rinsaldando i rapporti tra scuola e aziende; sostenere e vincere le sfide della modernità, della tecnologia e del mercato che cambia”.

Ma è toccato a Fiorenzo Davanzo – mai dimenticato segretario provinciale negli anni Ottanta – e a Nadia Beggio, a nome dei dipendenti, muovere le corde di un’emozione autentica lasciando briglia sciolta anche al fluire dei ricordi: momenti ora lieti ora amari, come per ogni vita davvero vissuta, e orgoglio per un’attività che ha significato anche crescita umana e che non è mai stata solo un mero posto di lavoro.

Un passato cui accostarsi con ammirazione e riconoscenza – dunque – che conduce a quel che la CNA è oggi, a cui hanno fatto riferimento presidente e segretario attuali, Giancarlo Burigatto e Renato Fabbro. Un’associazione che con le sue undici sedi nel territorio provinciale, 70 dipendenti e un fatturato di oltre 3 milioni e mezzo di euro guarda al futuro, e punta a raccogliere le sfide di un mondo che si trasforma in fretta. Con l’impegno di capire come deve evolvere il ruolo di chi rappresenta artigiani e Pmi proprio alla luce di trasformazioni così rapide, e con la consapevolezza “che da soli non si va da nessuna parte”.

Sguardo rivolto al domani, in sintesi, ma facendo tesoro e serbando gratitudine a chi ha fatto nascere la CNA a Venezia ormai mezzo secolo fa, e per il lavoro e l’impegno di associati e dipendenti di più lunga militanza. E l’evento, non a caso, si è concluso con la premiazione di ben  136 imprenditori soci trentennali, 15 pensionati e 13 dipendenti trentennali: protagonisti e testimoni allo stesso tempo di una bella fetta di questi dieci lustri di CNA lagunare.

Del tutto speciale, infine, il premio conferito a Bujar Bucaj, l’artigiano che con la semplicità del suo “eroismo quotidiano” ha salvato dei bambini estraendoli dal pullman precipitato dal cavalcavia a Mestre il 3 ottobre scorso.

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