Guerra in Ucraina e sanzioni alla Russia, il distretto calzaturiero a rischio sopravvivenza

Export verso la Russia e l’Ucraina bloccato. Costo dell’energia fuori controllo. Fiere internazionali che saltano. Compratori russi che non verranno al Micam e alle altre rassegne fieristiche italiane ed europee. Imprese marchigiane che vantano crediti da incassare da acquirenti russi o hanno merce prodotta da spedire in Russia che resterà in magazzino. Cna Marche chiede interventi urgenti.

 Export verso la Russia e l’Ucraina bloccato. Costo dell’energia fuori controllo. Fiere internazionali che saltano. Compratori russi che non verranno al Micam e alle altre rassegne fieristiche italiane ed europee. Imprese marchigiane che vantano crediti da incassare da acquirenti russi o hanno merce prodotta da spedire in Russia che resterà in magazzino. Le piccole aziende artigiane saranno le prime a cui potrebbe mancare la liquidità necessaria per proseguire l’attività. Lo scenario che si profila è drammatico. Una tempesta perfetta che mette a rischio la sopravvivenza del settore moda marchigiano. In particolare il distretto calzaturiero.

Le imprese marchigiane del sistema moda. Sono 5.387 le imprese marchigiane del tessile, abbigliamento e calzature con 36.111 addetti. Le imprese del settore calzaturiero sono 3.214 con 22.690 addetti. Nel distretto calzaturiero del fermano – maceratese insistono 2.959 imprese pari al 92,2 per cento delle imprese calzaturiere marchigiane. Gli addetti nel distretto sono 20.323 pari all’89,6 per cento degli occupati nel settore calzaturiero marchigiano.

Le esportazioni delle Marche con Russia e Ucraina. L’export delle Marche verso la Russia vale 273,8 milioni di euro di cui 111,9 in calzature, tessile e abbigliamento. L’export delle imprese marchigiane in Ucraina vale 86,4 milioni di euro di cui 36,7 in prodotti della moda.

“Il mercato russo e quello ucraino” ricorda Alessandro Migliore responsabile settore moda Cna Fermo e Macerata “per il nostro distretto rappresentano l’80 per cento del fatturato. Il sistema incide per il 40,5 per cento di tutto l’export marchigiano verso la Russia, di cui il 33 per cento in calzature. Questo malgrado il fatto che le sanzioni del 2014 abbiano provocato una riduzione di oltre il 60 per cento del valore delle esportazioni marchigiane verso la Russia”.

Saltano le Fiere. “Le nostre imprese” afferma Doriana Marini presidente Federmoda Cna Marche “dovranno rinunciare alla partecipazione alla Fiera di Mosca del 1 aprile ed a quelle di Kiev il 13 aprile e di Almaty in Kazakistan tra il 9 e l’11 marzo. Inoltre non avremo né al Micam né a Linea Pelle a Milano a metà mese i buyer e i compratori russi, rendendo inutile lo sforzo di aprire le porte ai vaccinati con lo Sputnik. Abbiamo esternato le nostre preoccupazioni per il futuro nell’incontro che abbiamo avuto con la Regione Marche e la Camera di Commercio, che ringraziamo per la tempestività con cui si sono attivate per cercare con le imprese e con le associazioni di categoria, linee di azione comuni di fronte alla crisi provocata dalla guerra in Ucraina”.

Le proposte per sostenere la moda marchigiana. La Cna Marche ha predisposto un “pacchetto” di proposte con le misure utili ad aiutare le imprese del tessile, abbigliamento e calzature. Misure compensative per mitigare l’impatto delle sanzioni.

“Chiediamo” sostiene il Presidente Cna Marche Paolo Silenzi “ristori economici per chi dimostra il reale danneggiamento subito dalle sanzioni in termini di liquidità impossibile da recuperare insieme anche al danneggiamento dovuto alla merce prodotta ma non spedita. Senza liquidità il rischio di default è per tutta la filiera. Inoltre incentivi economici per diversificare i mercati di vendita, sostenendo la partecipazione ad altre manifestazioni fieristiche in Europa e nel mondo, con la copertura dei costi. Infine chiediamo l’estensione dell’Area di in Crisi a tutte le Marche, regione in cui si sommano gli effetti negativi del sisma, della pandemia e della guerra in Ucraina. “

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