Giovine: “Demografia e pensioni, serve un piano per sostenibilità e imprese”

“In Italia si lavora meno anni rispetto agli altri Paesi europei: si va in pensione più tardi, ma si entra nel mercato del lavoro troppo tardi”. Con questa analisi Claudio Giovine, direttore della Divisione economica della CNA, è intervenuto a Next Economy su Giornale Radio, sottolineando i rischi che demografia e squilibri previdenziali pongono al sistema Paese.

Secondo Giovine, entro dieci anni il rapporto tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro tenderà ad avvicinarsi a due a uno. Uno scenario che minaccia la sostenibilità delle pensioni e la capacità produttiva, aggravato dalla perdita di oltre 1,3 milioni di abitanti e dalla fuga dei giovani più qualificati.

“Le microimprese – ha ricordato il direttore- rappresentano il segmento più dinamico nell’inserimento dei giovani: nelle aziende con meno di 10 addetti il 22,4% dei dipendenti ha meno di 30 anni, contro il 12% delle grandi imprese. La piccola impresa è una palestra di lavoro e di imprenditorialità — ha sottolineato Giovine — ma fatica ad attrarre nuove generazioni per motivi culturali e di percezione”.

Per invertire la tendenza, CNA indica alcune priorità: rafforzare la formazione, rendere più agevole la mobilità interna, valorizzare le competenze e garantire salari adeguati. “Previdenza, lavoro e sostenibilità produttiva sono tre facce dello stesso problema”, ha concluso Giovine, sollecitando una strategia di lungo periodo.

 

 

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