Il nuovo Patto generazionale passa innanzitutto dal lavoro. Ma non soltanto dalla possibilità di trovare un’occupazione: dalla possibilità di costruire attraverso il lavoro un progetto di vita, raggiungere l’autonomia, sviluppare competenze e contribuire alla crescita del Paese.
È questo il punto di partenza del lavoro del Tavolo 1, “Condizioni di ingresso e valorizzazione nel mondo del lavoro”, costituito nell’ambito del Forum delle forze economiche e sociali giovanili del CNEL, al quale partecipa attivamente anche CNA Giovani Imprenditori.
Il tavolo ha affrontato alcune delle principali criticità che oggi condizionano il rapporto delle nuove generazioni con il lavoro: la qualità dell’occupazione, la difficoltà di accesso all’abitazione, la sicurezza, il ricambio generazionale e il disallineamento tra formazione e fabbisogni professionali.
Una riflessione che parte da un dato culturale importante: per i giovani il lavoro non rappresenta più l’unico baricentro dell’esistenza, ma continua a essere una delle principali leve di emancipazione economica, sociale e familiare.
Per questo il tema non è soltanto creare più lavoro, ma creare le condizioni perché il lavoro possa essere compatibile con una vita dignitosa e con la possibilità di progettare il futuro.
Tra gli strumenti indicati dal tavolo ci sono la job rotation, che permette di ampliare e diversificare le competenze dei lavoratori attraverso la rotazione tra diverse mansioni, e la staffetta generazionale, pensata per accompagnare il passaggio tra lavoratori senior e giovani.
L’idea è quella di costruire un ricambio ordinato, nel quale i lavoratori prossimi alla pensione possano progressivamente ridurre il proprio impegno lavorativo favorendo l’ingresso di nuove risorse.
Non si tratta soltanto di favorire l’occupazione giovanile. Significa soprattutto evitare che il patrimonio di conoscenze accumulato negli anni vada disperso, trasformando il passaggio generazionale in un’occasione di trasmissione di competenze e innovazione.
Un tema particolarmente rilevante anche per il mondo delle piccole e medie imprese, dove esperienza, conoscenze tecniche e competenze professionali rappresentano spesso un patrimonio essenziale per la continuità aziendale.
Il tavolo propone, inoltre, di rafforzare l’istruzione tecnica e professionale e di garantire opportunità di formazione lungo tutto l’arco della vita.
Ma il rapporto tra scuola e impresa deve essere costruito in modo equilibrato. La scuola e l’università devono formare persone e cittadini, non soltanto rispondere ai fabbisogni contingenti del mercato. Allo stesso tempo, un sistema produttivo in rapida trasformazione ha bisogno di competenze nuove e di percorsi formativi capaci di accompagnare l’evoluzione tecnologica, ambientale e organizzativa.
Il filo conduttore delle proposte del Tavolo 1 è quindi uno: rendere il futuro una possibilità concreta.
Un giovane dovrebbe poter scegliere dove vivere, quale percorso professionale intraprendere, se fare impresa, trasferirsi, restare nel proprio territorio o tornare dopo un’esperienza all’estero. Non essere costretto a queste scelte dalla mancanza di opportunità.
È qui che il tema del lavoro si intreccia direttamente con quello del nuovo Patto generazionale.
Per CNA Giovani Imprenditori, creare condizioni favorevoli all’ingresso e alla valorizzazione dei giovani nel mondo del lavoro significa anche rafforzare la capacità del sistema produttivo di generare innovazione, nuova impresa e occupazione.
Le giovani generazioni non devono essere considerate soltanto come una componente da proteggere, ma come una risorsa da mettere nelle condizioni di esprimere pienamente il proprio potenziale.
Il contributo di CNA Giovani Imprenditori al Forum delle forze economiche e sociali giovanili del CNEL si inserisce proprio in questa prospettiva: portare al confronto la voce di chi vive direttamente le trasformazioni del lavoro e dell’impresa e contribuire a costruire proposte capaci di guardare al futuro.
Tempo, casa, sicurezza, competenze e valorizzazione professionale non sono questioni separate. Sono condizioni che, insieme, determinano la possibilità per un giovane di costruire una vita autonoma e per un’impresa di trovare, formare e trattenere le competenze di cui ha bisogno.
Il lavoro del Forum del CNEL invita quindi a superare una visione frammentata e a considerare l’occupazione giovanile come una politica di sviluppo complessiva.
Perché un nuovo Patto generazionale non può limitarsi a promettere ai giovani un posto nel sistema che già esiste. Deve creare le condizioni perché possano cambiarlo, innovarlo e renderlo sostenibile per il futuro.
È questa la sfida alla quale CNA Giovani Imprenditori intende continuare a contribuire: costruire un Paese nel quale il lavoro sia realmente uno strumento di autonomia, crescita e partecipazione e nel quale ogni giovane possa scegliere il proprio futuro senza essere costretto a cercarlo altrove.
Questo articolo Giovani e lavoro: costruire le condizioni per restare, crescere e fare impresa è stato pubblicato su CNA.