Esonero contributivo lavoratori autonomi, istruzioni per l’uso

L’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2021, ha trovato solo nei giorni scorsi le prime misure applicative, anche a seguito delle sollecitazioni poste in essere dalle associazioni di rappresentanza interessate.

Tali sollecitazioni    hanno determinato la pubblicazione del Decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, del 17 maggio 2021 (pubblicato sul sito internet del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali in data 27 luglio 2021), e la conseguente deroga al 30 settembre p.v. della data entro cui presentare all’INPS la relativa istanza per l’ottenimento dell’esonero in parola.

Ora l’INPS, con la Circolare n. 124/2021 fornisce le relative istruzioni amministrative.

Sono beneficiari dell’esonero contributivo in questione i soggetti di seguito riportati che risultino iscritti:

  1. alle Gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO): Gestioni autonome speciali degli artigiani, dei commercianti, dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  2. alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e che dichiarano redditi ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR);
  3. alle Casse professioni autonome disciplinate dal decreto legislativo 509/1994 e dal decreto legislativo n. 103/1996;
  4. alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995, come professionisti e altri operatori sanitari di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 3, già collocati in pensione;
  5. alle Casse professioni autonome disciplinate dal decreto legislativo 509/1994 e dal decreto legislativo n. 103/1996 come professionisti, medici, infermieri e altri operatori di cui alla legge n. 3/2018, già collocati in pensione.

L’esonero spetta ai soggetti con posizione attiva alla data del 31/12/2020 e che risultino iscritti alla Gestione previdenziale per la quale è richiesto l’esonero, alla data del 1° gennaio 2021.

I soggetti in questione devono:

  1. avere subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno 2019. Il requisito non rileva per i soggetti iscritti nel corso dell’anno 2020 e con inizio attività nel medesimo
  2. avere percepito, nel periodo d’imposta 2019, un reddito da lavoro o derivante dall’attività che comporta l’iscrizione alla Gestione non superiore a 50.000 euro.
  3. risultare in possesso del requisito della regolarità contributiva verificato attraverso il Documento unico di regolarità contributiva (DURC) di cui al decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali del 30 gennaio 2015;
  4. non essere titolari di contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità ai sensi dell’articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 15 giugno 2015, 81;
  5. non essere titolari di pensione diretta, diversa dall’assegno ordinario di invalidità o da qualsiasi altro emolumento corrisposto

L’esonero parziale spetta nel limite massimo individuale di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per ciascun lavoratore autonomo o professionista.

La riduzione avverrà in relazione all’importo dell’esonero potenzialmente autorizzabile, calcolato sulla contribuzione dovuta alla Gestione previdenziale e oggetto di esonero.

Il riconoscimento pieno dell’accredito ai fini della prestazione pensionistica e non pensionistica è subordinato all’integrale pagamento della quota parte di contribuzione obbligatoria non oggetto di esonero.

Il riconoscimento pieno dell’accredito ai fini della prestazione pensionistica e non pensionistica è subordinato all’integrale pagamento della quota parte di contribuzione obbligatoria non oggetto di esonero.

Pertanto, il periodo relativo all’esonero verrà esposto nell’estratto conto con una specifica nota per evidenziare che lo stesso è accreditato con riserva delle ulteriori attività di verifica dei requisiti di legge non ancora completate.

La presentazione delle domande deve avvenire, pena la decadenza, entro il girno 30 settembre 2021.

Ci preme evidenziare, sono taluni aspetti legati alla presentazione della domanda di esonero e all’obbligo del versamento contributivo alle scadenze temporali previste dalla legge, come da ultimo differite.

In merito al primo aspetto (presentazione della domanda di esonero), nella citata circolare l’INPS afferma che “la presentazione della domanda di esonero avverrà attraverso distinti modelli, la cui pubblicazione verrà resa nota con apposito messaggio”.

Pertanto ad oggi, fermo restando il termine perentorio del 30 settembre, non è ancora materialmente disponibile la procedura per l’inoltro delle istanze, che avverrà per il tramite del Cassetto previdenziale.

Relativamente al secondo aspetto invece (obbligo del versamento contributivo), si rammenta preliminarmente che l’art. 47 del Decreto-Legge n. 173/2021, ha differito al 20 agosto 2021 il termine per il versamento della seconda rata del 17 maggio.

Con la Circolare in oggetto, l’INPS in merito precisa che coloro i quali possiedono i requisiti per fruire dell’esonero e intendono presentare la relativa istanza “potranno non effettuare il versamento della contribuzione alle scadenze che interverranno successivamente alla pubblicazione della presente circolare, fermo restando che, in caso di esito negativo delle verifiche dei requisiti, sulla contribuzione omessa saranno dovute le sanzioni civili ai sensi di legge”.

Resta inteso che la contribuzione già versata oggetto di esonero potrà essere richiesta a compensazione o a rimborso con domanda da presentare all’INPS entro il 31 dicembre 2021 in relazione all’importo dell’agevolazione effettivamente spettante all’interessato.

A questo proposito, l’INPS effettuerà le verifiche d’ufficio in merito alla sussistenza dei requisiti richiesti per l’ottenimento dell’esonero e, tenendo conto anche delle risorse complessivamente disponibili per ogni singola Gestione interessata, comunicherà l’importo complessivamente spettante a titolo di esonero ad ogni richiedente.

Sulla base del procedimento sopra descritto, si potranno verificare differenze di contribuzione a credito o a debito per l’interessato, qualora l’importo versato o dovuto non sia corrispondente a quello oggetto di effettivo esonero comunicato dall’INPS.

Nei casi di importo a debito, l’interessato dovrà effettuare il versamento della contribuzione dovuta entro i 30 giorni successivi alla comunicazione dell’INPS del sopra citato importo spettante a titolo di esonero; nei casi di credito, sarà necessario presentare richiesta di compensazione o rimborso all’INPS, come detto entro il 31 dicembre 2021.

Il sistema sopra descritto, formalizzato dall’INPS con la circolare in oggetto, lascia pertanto ampia libertà all’interessato di versare o non versare la contribuzione obbligatoria all’INPS entro la data del 20 agosto 2021, salvo successivo recupero o addebito.

CLICCA PER TESTO COMPLETO  CIRCOLARE

Circolare_numero_124_del_06-08-2021 (1)

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