Decreto energia penalizza le Pmi e favorisce le grandi imprese energivore

Il decreto energia bis favorisce le grandi imprese energivore e penalizza pesantemente le piccole e medie imprese. E’ quanto hanno lamentato CNA, Confartigianato e Casartigiani nel corso dell’audizione alla Commissione attività produttive della Camera per la conversione del decreto-legge energia.

In dettaglio le tre organizzazioni apprezzano l’orientamento del provvedimento a favorire la decarbonizzazione del comparto industriale e dei territori ma rilevano che i costi di tali interventi pesano soprattutto su Pmi e famiglie. In particolare il sostegno agli impianti di grande taglia da fonti rinnovabili costerà 1,3 miliardi l’anno prossimo gravando esclusivamente su utenze domestiche e piccole imprese. Sommando le agevolazioni per gli energivori nel decreto energia già convertito il conto sulle bollette delle piccole imprese sale a 970 milioni.

CNA, Confartigianato e Casartigiani hanno rinnovato la richiesta di riformare la struttura della bolletta delle piccole imprese che oggi per circa il 30% è composta da voci svincolate dal consumo e destinate a finanziare altre finalità.

Le tre organizzazioni inoltre condividono l’istituzione del fondo per i programmi di decarbonizzazione delle regioni ma esprimono forti critiche sulle modalità di finanziamento del fondo che prevedono un contributo di 10 euro per ogni KW a carico dei titolari di impianti da fonti rinnovabili con potenza superiore a 20 KW che abbiano ottenuto l’autorizzazione per l’impianto tra il primo gennaio 2024 e il 31 dicembre 2030.

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