Costantini: “Credito ed energia non soffochino le piccole imprese. I Confidi sono decisivi”

“Le piccole imprese da sei mesi fanno i conti con il costo dell’energia in aumento e da giugno sta salendo anche il costo del denaro. È una tenaglia che riduce i margini, frena gli investimenti e rischia di indebolire il tessuto produttivo”. Lo ha affermato il presidente nazionale CNA, Dario Costantini, intervenendo a Mondello al talk dedicato al credito e al ruolo dei Confidi nell’ambito del Festival “Ciavuri e Sapuri”, promosso da CNA Palermo.

Al centro dell’intervento, la necessità di restituire al credito la sua funzione essenziale: accompagnare i progetti delle imprese e sostenerne la crescita. “Il credito non può diventare un ostacolo proprio nel momento in cui chiediamo alle aziende di investire nella transizione digitale, nella sostenibilità, nelle competenze e nell’innovazione. Senza risorse accessibili, questi obiettivi rimangono soltanto buone intenzioni”.

In questo scenario, ha sottolineato Costantini, i Confidi svolgono un ruolo strategico. La loro conoscenza diretta delle imprese, dei territori e delle filiere consente di valutare non soltanto i numeri di bilancio, ma anche la qualità dei progetti, la reputazione degli imprenditori e le potenzialità di sviluppo delle aziende. “Per migliaia di artigiani e piccole imprese i Confidi rappresentano il ponte verso il sistema bancario. Dobbiamo rafforzarli, valorizzarne la funzione e favorire una collaborazione più efficace con le banche e con il Fondo di garanzia per le Pmi”.

Il presidente CNA ha richiamato anche il tema dei fondi strutturali europei. “Non ho gradito le fughe in avanti compiute coinvolgendo una sola parte del mondo produttivo. Il Paese deve affrontare i problemi in modo unitario, a partire dal credito e dai costi energetici. Le risorse europee devono trasformarsi in investimenti e opportunità concrete per tutte le imprese, senza lasciare indietro quelle più piccole”.

Costantini ha quindi rivolto un richiamo particolare alla Sicilia, dove l’artigianato non rappresenta soltanto una componente essenziale dell’economia, ma anche un patrimonio di cultura e identità. “L’artigianato siciliano ha radici greche, arabe e normanne. È la storia millenaria di questa terra che continua a vivere nelle botteghe, nelle competenze e nella creatività degli imprenditori. Per questo merita una legge quadro regionale capace di riconoscerne il valore, sostenerne la competitività e favorire il ricambio generazionale”.

Il legame della CNA nazionale con l’Isola, ha poi ricordato il presidente a margine dell’evento, è testimoniato da una presenza costante e concreta. “A Taormina abbiamo organizzato la prima Assemblea nazionale CNA in Sicilia. A Pasqua ero a Niscemi per incontrare la nostra gente e a Ferragosto ho visitato le aziende al lavoro a Bagheria. La Sicilia possiede energie, competenze e potenzialità straordinarie. Dalla CNA siciliana mi aspetto molto per tutto il nostro sistema”.

“Le imprese non chiedono scorciatoie – ha concluso Costantini – ma condizioni eque per lavorare, investire e creare occupazione. Servono credito accessibile, energia a costi sostenibili, strumenti di garanzia efficienti e politiche costruite ascoltando l’intero mondo produttivo. Su questi obiettivi la CNA continuerà a far sentire con forza la voce degli artigiani e delle piccole imprese”.

Sul palco con Costantini a parlare di credito, tra gli altri, Fabio Petri, presidente CNA Siena e presidente Artigiancredito, Edy Tamajo, assessore regionale alle attività produttive, Filippo Scivoli, presidente CNA Sicilia, Mimmo Provenzano presidente CNA Palermo.

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