“È un piacere e un onore essere a Torino, una città che ho sempre sentito molto amica”. Con queste parole il Presidente nazionale della CNA, Dario Costantini, ha aperto il proprio intervento alle celebrazioni per gli ottant’anni di CNA Torino, che si sono svolte all’Arsenale della Pace del Sermig. Una ricorrenza che ha riunito il sistema associativo e le imprese per ricordare la storia iniziata nel 1946 e guardare alle sfide del futuro. La festa ha visto anche la premiazione di 46 imprese storiche del territorio. Tra gli interventi Rosanna Ventrella Grimaldi, presidente CNA Torino, Chicco Genovesio, presidente CNA Piemonte e Marco Vicentini, vice presidente CNA Nazionale.
Una celebrazione importante, ha sottolineato Costantini, che cade però in una fase particolarmente difficile per il sistema produttivo. “Festeggiamo in un momento nel quale le imprese hanno poco da festeggiare. Il 76,5% delle piccole aziende ha registrato rincari delle bollette nell’ultimo semestre. Una crescita dei costi ormai insostenibile”.
Sul caro energia CNA è già intervenuta chiedendo al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, misure strutturali e una decisa semplificazione degli incentivi destinati all’autoproduzione energetica. L’obiettivo è consentire anche alle micro e piccole imprese di ridurre la propria dipendenza dalle fonti tradizionali e affrontare la transizione con strumenti realmente accessibili.
Nel suo intervento, Costantini ha richiamato anche il peso delle guerre e dell’instabilità internazionale. “Nel mondo sono in corso decine di conflitti. Gli artigiani sono contrari alle guerre perché sono, per natura, quelli che aggiustano e riparano. Sono gli stessi che hanno ricostruito questo Paese dopo la Seconda guerra mondiale”.
Gli artigiani, ha aggiunto il presidente, rappresentano persone capaci “con la testa e con il cuore di dare forma alla bellezza”. Un patrimonio di competenze, creatività e professionalità che tutto il mondo riconosce all’Italia e che deve essere trasmesso alle nuove generazioni.
Da Torino è arrivato così un messaggio diretto ai ragazzi e alle loro famiglie: scegliere l’artigianato significa intraprendere un percorso capace di offrire realizzazione professionale e personale. “Se si vuole essere fighi da grandi bisogna fare gli artigiani”, ha affermato Costantini, ricordando il protocollo sottoscritto con il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, grazie al quale CNA sta entrando nelle scuole italiane per raccontare il valore e le opportunità dell’impresa artigiana.
La conclusione è stata affidata a un’espressione che sintetizza il modo di lavorare delle imprese rappresentate dalla Confederazione. “Ogni settimana incontro decine di imprenditori che, davanti alle richieste dei clienti, rispondono: ‘Ci penso io’, mettendo a disposizione tutta la loro competenza e professionalità”.
“Voglio fare nostro questo impegno – ha concluso Costantini – affinché la CNA possa dire sempre più spesso a ogni artigiano e a ogni impresa che si rivolge a noi: ‘Ci penso io’”. Un’associazione vicina, concreta e capace di trasformare l’ascolto in risposte: questo è il modo migliore per onorare ottant’anni di storia e costruire quelli che verranno.
Questo articolo Costantini agli 80 anni di CNA Torino: “Agli artigiani dobbiamo poter dire sempre: ci penso io” è stato pubblicato su CNA.