Costantini a Venezia: le nostre richieste in un mondo che cambia

Ricambio generazionale, invecchiamento della popolazione, mancata crescita della produttività. La fotografia del paese scattata dal Presidente CNA Dario Costantini alla platea dell’Assemblea annuale di CNA Veneto “Persone, le trasformazioni per rilegare il tessuto economico” dove ha delineato un quadro preoccupante per il mondo artigiano, ma dove non mancano tuttavia opportunità da cogliere.

“Viviamo oggi una situazione nella quale, pur di fronte ad un aumento netto degli occupati, la domanda di lavoro delle imprese non trova adeguata soddisfazione”, ha detto Costantini. Tra le cause indicate dal presidente di CNA c’è sicuramente l’invecchiamento. In vent’anni la classe d’età 15-34 ha perso ad esempio 3 milioni di unità passando da 15 milioni a 12 (dal 26,5% del totale al 20,4%). Nel 2040 scenderà a 10 milioni. La popolazione in età da lavoro è oggi il 63,9% del totale: nel 2030 sarà il 61,4%, nel 2050 il 54,1%. 

Una mano può arrivare dalla presenza lavorativa straniera, ma anche qui i numeri indicano ristagno. E con una produttività che non cresce (negli ultimi 20 anni in italia è diminuita dello 0,3%, in USA cresce dello 0.8%), occorrono azioni concrete. Anche perché – dice Costantini – i ragazzi italiani ai nostri campanelli non vengono più a suonare. Pertanto, la scorsa settimana, il Presidente di CNA ha inviato ai quattro ministri di riferimento una lettera che comunica che CNA è pronta ad intraprendere un progetto semestrale sui corridoi umanitari che fa leva sui finanziamenti europei già in essere e che prevede di recarsi nei paesi da dove la gente fugge per mettere in piedi scuole di formazione, corsi di formazione con i nostri artigiani e dare loro così i primi rudimenti del lavoro.

Ma quel che al Governo ha comunicato di persona, prima a Palazzo Madama per i festeggiamenti dei 75 anni del Senato CNA e quindi a Palazzo Chigi siglando il patto anti inflazione, è il fermo auspicio dell’aggiornamento della legge-quadro dell’Artigianato che risale al 1985, così come il superamento degli attuali vincoli societari e limiti dimensionali dell’impresa artigiana, la rimozione delle forzature interpretative che spesso collocano le imprese artigiane in posizione subalterna su diverse attività economiche.

E all’invito del Governo di aderire al patto anti inflazione CNA aderisce con convinzione e senso di responsabilità. “Ma è necessario – ha ribadito Costantini al convegno di CNA Veneto – che Governo e Parlamento procedano con rapidità e in modo incisivo per favorire la concorrenza, rimuovendo ingiustificate rendite e intervenendo su mercati rilevanti come il credito, il settore assicurativo, i servizi pubblici e in particolare riformando il mercato elettrico e del gas che ha alimentato la corsa dei prezzi pur in assenza di tensioni sul lato della domanda e su quello dell’offerta”.



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