Commercio al dettaglio. CNA Turismo e Commercio: Per stimolare i consumi serve agire con più decisione sulla leva fiscale.

Vanno pensati interventi rapidi mirati sui negozi di prossimità, anche per il loro ruolo sociale

 

“Il calo delle vendite al dettaglio tanto in valore quanto in volume a settembre su agosto, registrato dall’Istat, era solo in parte prevedibile, essendo agosto il mese delle vacanze per eccellenza, e pertanto colpisce negativamente. Tanto più che il traino turistico è proseguito anche nella prima metà di settembre e che, d’altro canto, a settembre sono immaginabili spese sul fronte degli acquisti scolastici e del rinnovo del guardaroba”. Lo si legge in un comunicato di CNA Turismo e Commercio.

“Questo vuol dire – sottolinea la nota – che la dinamica positiva dei prezzi non è da sola in grado di stimolare i consumi anche per la situazione internazionale instabile che non aiuta a decidere spese apparentemente superflue”.

“È evidente che serve agire con decisione sulla leva fiscale – continua il comunicato – e non ci si può limitare a interventi tampone, ridotti nel tempo e circoscritti ad alcune categorie di lavoratori come l’imposta del 5% sugli incrementi previsti dai rinnovi contrattuali del biennio 2025-2026, inserita nella manovra”.

“Inoltre, il forte calo delle vendite nelle piccole superfici impone – conclude la nota di CNA Turismo e Commercio – lo studio di interventi mirati e rapidi soprattutto per preservare il ruolo sociale, sia pure con diverse motivazioni e declinazioni, del commercio di prossimità nei centri storici, nelle periferie e nelle aree interne”.

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