COME UN TERREMOTO. L’ALLARME DI CNA E CONFARTIGIANATO

Nella nostra regione sono 117 i Comuni con aree a rischio frane e alluvioni e 125 quelli a rischio frane.  Serve una politica sempre più attenta alla cultura del territorio. In ginocchio il distretto calzaturiero.Si temono tempi lunghi per le operazioni di ripristino delle attività produttive: visti i danni subiti dal sistema viario si prevedono difficoltà sia per l’approvvigionamento dei materiali necessari al funzionamento delle imprese sia per la consegna dei prodotti finiti.

 

COME UN TERREMOTO. L’ALLARME DI CNA E CONFARTIGIANATO

PER LE IMPRESE COLPITE DALL’ALLUVIONE

 

Le associazioni artigiane sostengono lo stato d’emergenza e scrivono ai parlamentari.

 

Come un terremoto. Per gli artigiani e le piccole e medie imprese delle Marche,  l’alluvione dei giorni scorsi, inciderà sulle loro attività come e forse più degli ultimi eventi sismici che hanno colpito la regione. Infatti, secondo Cna e Confartigianato delle Marche, le conseguenze più pesanti si sono avute nel fermano, mettendo in ginocchio un distretto, quello calzaturiero, che si stava riprendendo dalla crisi ed era in procinto di partecipare al Micam Shoevent di Milano 2011. Molte imprese del settore, che avevano già prenotato lo spazio in fiera per presentare la campionatura invernale, dovranno rinunciare.  Forti danni alle imprese sono stati causati anche dalla mancanza di elettricità , che ha obbligato numerose aziende a fermare la produzione. Le aziende che lamentano i danni più pesanti sono quelle in prossimità del fiume Ete, del Chienti e del Tenna ma anche sul litorale ci vengono segnalati danni a stabilimenti balneari, camping e spiagge attrezzate. Conseguenze pesanti anche per il sistema produttivo della provincia di Ascoli, che è rimasto praticamente paralizzato per 48 ore, sia lungo l’asse attrezzato sia alla foce del fiume Tronto e lungo tutta la vallata. Nell’area si sta facendo un bilancio dei danni  e si sta cercando, sopratutto, di rimettere in funzione fabbriche, officine e laboratori invasi dall’acqua. Grave  anche la situazione in provincia di Ancona dove l’acqua e il fango hanno invaso laboratori già colpiti duramente  nella precedente alluvione. Si temono tempi lunghi per le operazioni di ripristino delle attività produttive: visti i danni subiti dal sistema viario si prevedono difficoltà sia per l’approvvigionamento dei materiali necessari al funzionamento delle imprese sia per la consegna dei prodotti finiti.

“Ma ad essere stati colpiti pesantemente” precisano i presidenti della Cna Marche Renato Picciaiola e di Confartigianato Marche Salvatore Fortuna “sono i sistemi produttivi di tutte le province marchigiane, con danni quantificabili per le nostre imprese in diverse centinaia  di milioni di euro ai macchinari, impianti elettrici, magazzini. Una stima più precisa si potrà fare solo tra alcuni giorni, dopo che avremo terminato la rilevazione in corso tra i nostri associati”.

Confartigianato e Cna Marche sostengono la richiesta di stato d’emergenza avanzata dal Presidente della Regione Gian Mario Spacca al Governo ed auspicano che si costituisca la più presto il tavolo di coordinamento istituzionale presso al Presidenza del Consiglio dei Ministri, come avvenuto in occasione di precedenti calamità naturali. Le associazioni artigiane hanno scritto una lettera anche ai parlamentari marchigiani per chiedere il loro impegno per un sollecito stanziamento di risorse adeguate a far fronte all’emergenza ma anche  al sostegno delle attività produttive colpite dal maltempo.  Le associazioni artigiane si rivolgono anche al sistema bancario per invitare gli istituti di credito a stanziare specifici plafond a sostegno delle imprese colpite dall’alluvione  e la moratoria dei mutui. Inoltre auspicano la sospensione dei pagamenti di imposte e tributi, come avvenuto per le imprese del Veneto, almeno per l’anno in corso.

Ma per Cna e Confartigianato occorre guardare anche oltre l’emergenza.  Già un paio di anni fa una indagine di Legambiente e Protezione civile individuava in 243 su 246 i Comuni a marchigiani con parti del proprio territorio a rischio idrogeologico, di cui 117 a rischio frana e alluvione, 125 a rischio frana e 1 a rischio alluvione. Sempre la stessa indagine denunciava come l’82 per cento dei comuni marchigiani ha abitazioni in aree esposte a pericolo e il 70 per cento presenta in tali aree fabbricati industriali. Di questi Comuni, solo il 10 per cento ha avviato interventi  di delocalizzazione delle abitazioni e solo il 4 per cento dei capannoni a rischio.

“Quello che serve” concludono Confartigianato e Cna “è una politica sempre più attenta nella gestione, controllo, progettazione e pianificazione  del territorio. Perché è anche attraverso l’incuria del territorio che passa il venir meno della responsabilità e della solidarietà sociale”

 

L’Ufficio Stampa: Paola Mengarelli e Sergio Giacchi                       4 febbraio 2011 

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