Cna Marche, Regione, Camera di Commercio, Confidi Uni.Co, insieme per superare il freddo inverno dell’economia

“Di fronte al perdurare dei rincari energetici ed alla conseguente recessione, il 15 per cento delle imprese marchigiane potrebbe non superare il freddo inverno dell’economia. A rischio chiusura 25 mila aziende con 70 mila occupati che potrebbero perdere il posto di lavoro. Già nei primi otto mesi dell’anno, il sistema produttivo marchigiano ha perso 3.159 imprese di cui 871 artigiane. Inoltre, secondo un’indagine del nostro Centro Studi, il 77 per cento delle imprese ha ridotto drasticamente gli utili e il 40 per cento ha rinviato gli investimenti già programmati, in attesa di tempi migliori. Un’emergenza è quella dell’alluvione. Servono interventi immediati o circa 2 mila imprese potrebbero non riaprire più”.

Un quadro preoccupante quello disegnato dal Segretario Cna Marche Otello Gregorini nella relazione che ha introdotto la tavola rotonda tra il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, il presidente del Confidi Uni.Co Maurizio Paradisi e il presidente di Cna Marche Paolo Silenzi. Un confronto che si è tenuto ad Ancona nell’ambito dell’Assemblea annuale dell’associazione artigiana, moderato dal giornalista Rai Andrea Taffi.

Mercato del lavoro. In attesa della temuta tempesta perfetta che potrebbe abbattersi sull’economia marchigiana, arrivano buone notizie dai dati sull’occupazione. Nel secondo trimestre del 2022, gli occupati sono aumentati di 20.372 unità, pari al 3,3 per cento del totale. I disoccupati sono 15.03 in meno e sono scesi da 49.978 a 34.956.

“Il paradosso” ,ha commentato il presidente Cna Marche Paolo Silenzi, “è che il 48,7 per cento delle professionalità richieste dalle imprese, è di difficile reperimento. Insomma, in un caso su due si rinuncia ad assumere perché non si incrociano domanda e offerta di lavoro. E’ urgente intervenire sulla scuola e sulla formazione, per preparare figure professionali specifiche, utili al sistema produttivo marchigiano. Vanno valorizzati adeguatamente gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) per formare le professioni richieste dalle imprese”.

Infrastrutture, credito, fisco, burocrazie a costo del lavoro. Secondo la Cna, sono le criticità da affrontare per superare le fragilità strutturali del sistema produttivo marchigiano.

“Il gap infrastrutturale di cui soffrono le Marche” secondo il presidente della Regione Francesco Acquaroli “si può superare solo ragionando in termini di area vasta, presentando progetti comuni tra Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, capaci di intercettare i fondi del Pnrr e i finanziamenti europei”. Importante, secondo Acquaroli, il fatto che l’Unione Europea ha sbloccato la continuità territoriale per i voli da Falconara. Significa che i finanziamenti per i bandi dell’aeroporto non saranno più considerati aiuti di Stato. Il Presidente della Regione ha poi ribadito l’urgenza della terza corsia su tutto il tratto marchigiano dell’A14, annunciando che sull’allargamento, la Società Autostrade ha garantito una risposta entro il 30 novembre. Sull’arretramento della ferrovia, Acquaroli chiede un progetto complessivo da Gabicce a Porto d’Ascoli con una velocità di percorrenza di 250 km orari e non by pass solo in alcuni tratti.

L’export. Per le imprese marchigiane buone notizie arrivano dalle esportazioni Nel primo semestre dell’anno, escludendo i prodotti farmaceutici, sono aumentate del 25,2 per cento passando da 5,3 a 6,6 milioni di euro.

“Favorire l’internazionalizzazione e la presenza delle imprese marchigiane sui mercati esteri. E’ questo” ha affermato Gino Sabatini presidente della Camera di Commercio delle Marche “quello che ci proponiamo per affrontare la crisi. Oltre ad accompagnare le imprese nelle principali Fiere internazionali, abbiamo predisposto bandi per preparare la figura dell’export manager, da mettere a disposizione delle aziende vocate all’export”

Il credito. Alle piccole e medie imprese marchigiane servono finanziamenti per garantire la liquidità. “Il nostro Confidi Uni.Co, forte di 60 mila soci non solo nelle Marche, ma anche in Umbria, Abruzzo e Molise “ha dichiarato il presidente Maurizio Paradisi “è vicino alle imprese, con finanziamenti garantiti al 90 per cento ed un tasso d’interesse agevolato, che parte dallo 0,35 per cento”.

Tutti insieme, Cna Marche, Regione, Camera di Commercio, Confidi Uni.Co per superare il freddo inverno dell’economia e andare incontro ad una nuova primavera.

 

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