CNA Catania al convegno sulle Zone economiche speciali

“Quella delle Zone economiche speciali è una sfida che non possiamo perdere: le Zes devono offrire alle aziende l’opportunità di uno sviluppo possibile, non foss’altro che per i sacrifici fatti e le difficoltà che ogni giorno dobbiamo affrontare svolgendo la nostra professione in un territorio difficile e ostile come quello in cui operiamo”. Ad Affermarlo Floriana Franceschini, presidente di CNA Catania, al convegno “La Zes incontra i territori” che si è svolto lunedì 27 giugno nel capoluogo etneo.

“Pensare che delle 69 Zes presenti in Europa due sono in Sicilia deve darci lo slancio per provare a immaginare un futuro produttivo diverso per la nostra Isola – ha proseguito la Franceschini – viviamo in un territorio complicato e in un ambiente poco favorevole allo sviluppo imprenditoriale, per la carenza delle infrastrutture, la mancanza di servizi adeguati, le difficoltà di accesso al credito, la burocrazia soffocante e un fisco particolarmente asfissiante”.

Per Floriana Franceschini, “L’istituzione della Zes sembra essere una delle possibili soluzioni ai problemi dell’imprenditoria catanese. Ne siamo talmente convinti che pensiamo addirittura di aver contributo nell’ispirazione del decreto numero 36 dell’aprile 2022, che ha esteso il credito d’imposta all’acquisto di terreni e all’acquisizione, alla realizzazione o all’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti. Del resto, siamo tutti d’accordo quando sosteniamo che le piccole aziende devono crescere e la patrimonializzazione è uno dei primi passi in tale direzione”.

Il degrado nel quale versano le aree Zes è noto a tutti, pertanto avviare le opere di urbanizzazione (sicurezza, illuminazione, manto stradale, fognature) diventa necessario. Nei territori della Zes orientale – prosegue Franceschini – vi sono aree, come la zona artigianale di Acireale, dove gli artigiani, dopo aver comperato i lotti senza le agevolazioni previste successivamente dalla misura, sono rimasti in attesa, ostaggio della burocrazia, prima per una serie di vincoli diversi e poi delle opere di urbanizzazione. Noi di CNA restiamo comunque ottimisti, fortemente convinti che tutti i soggetti coinvolti siano disposti a collaborare affinché le Zes possano divenire un luogo di crescita e di reale sviluppo per le nostre aziende”, ha concluso la presidente di CNA Catania.

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