CNA AgroAlimentare: riconoscere il Mastro Oleario per valorizzare l’olio EVO italiano, sostenere i frantoi e favorire il ricambio generazionale

Francesca Petrini, Presidente Nazionale di CNA AgroAlimentare ha trasmesso oggi  al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e al Ministero delle Imprese e del made in Italy (MIMIT) una proposta finalizzata al riconoscimento e alla valorizzazione della figura del Mastro Oleario, il professionista responsabile della conduzione tecnica del frantoio e della gestione delle fasi che determinano la qualità dell’olio extravergine di oliva.

La proposta nasce dall’esigenza di sostenere un comparto strategico del Made in Italy che oggi affronta sfide sempre più complesse: pressione competitiva delle produzioni estere a basso costo, difficoltà di accesso al mercato per le piccole imprese, aumento dei costi produttivi e crescente carenza di giovani disposti a intraprendere le professioni legate all’artigianato oleario.

Secondo CNA AgroAlimentare, il rilancio del settore passa dalla valorizzazione del capitale umano e delle competenze professionali che rendono possibile la produzione di oli extravergini di elevata qualità. Il frantoio non è infatti soltanto un impianto di trasformazione, ma il luogo in cui le olive diventano olio attraverso scelte tecniche e professionali che incidono direttamente sulle caratteristiche qualitative, nutrizionali e sensoriali del prodotto finale.

“La qualità dell’olio italiano non dipende soltanto dalla materia prima, ma anche dal sapere, dall’esperienza e dalla responsabilità professionale di chi guida il processo di trasformazione. Per questo riteniamo necessario riconoscere il Mastro Oleario come figura centrale della filiera, capace di rappresentare il valore dell’artigianalità italiana, la trasparenza produttiva e l’eccellenza del nostro olio EVO”, sottolinea Francesca Petrini.

“Intendiamo rafforzare la consapevolezza che il comparto olivicolo-oleario italiano rappresenta un patrimonio strategico per l’economia, il territorio, la biodiversità e l’identità agroalimentare del nostro Paese. E per queste ragioni occorre lavorare insieme oggi per superare criticità economiche e finanziarie che rischiano di compromettere la tenuta dell’intera filiera e, al contempo, avviare un percorso di riconoscimento della figura del Mastro Oleario”, commenta Stefano Caroli, Presidente dell’associazione dei Frantoiani di Puglia – AFP.

“Oggi la qualità dell’olio extravergine non dipende soltanto dalla cultivar o dal territorio di origine, ma anche dalle competenze tecniche, scientifiche e professionali di chi conduce il processo di trasformazione nel frantoio. Rendere visibile e riconoscibile questa professionalità significa dare valore al lavoro, alla formazione e alla responsabilità di migliaia di operatori che ogni giorno contribuiscono alla reputazione dell’olio italiano nel mondo”, chiosa Giampaolo Sodano, socio fondatore e consigliere dell’Associazione die Mastri oleari.

L’iniziativa si ispira all’esperienza già avviata dalla Regione Puglia, che ha riconosciuto normativamente la figura del Mastro Oleario e istituito un apposito albo professionale, con risultati positivi sul piano della formazione e della qualificazione del comparto.

Per CNA AgroAlimentare il riconoscimento del Mastro Oleario rappresenta una misura coerente con gli obiettivi del nuovo Piano Olivicolo Nazionale e può contribuire a rendere più visibili e competitive le produzioni artigianali italiane, favorendo la trasmissione delle competenze alle nuove generazioni e rafforzando l’identità dell’olio EVO Made in Italy sui mercati nazionali e internazionali.

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