
Confartigianato e Cna: Banca Marche pilastro del credito per il 70% del mercato delle MPI
Incontro con la terza Commissione consiliare
Occorre individuare una prospettiva certa per Banca Marche, pilastro del credito per il 70% del mercato delle micro e piccole imprese della regione, punto di riferimento per il territorio. Confartigianato e Cna delle Marche hanno nuovamente espresso le preoccupazioni sul futuro dell’Istituto in un incontro con la III commissione regionale attività produttive. Bisogna agire in fretta e con una autentica concertazione, con certezza e in tempi brevi bisogna definire l’ammontare dell’aumento di capitale necesssario per la ricapitalizzazione. Questo il monito lanciato dai Segretari regionali di Confartigianato e Cna Giorgio Cippitelli e Silvano Gattari. Non sono opportune solitarie fughe in avanti che non hanno portato a nulla .
Le dimissioni della Presidenza dell’Istituto sono la cartina di tornasole di una situazione incerta e allo stato indefinita che deve pertanto vedere tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla Banca d’Italia per individuare una prospettiva valida che significa futuro delal banca e del credito alle MPI delle Marche.
Il risanamento dell’Istituto di credito compito di Banca d’Italia e dei Commissari come del management attualmente alla guida dell’Istituto, la patrimonializzazione anche con tante qualità e caratteristiche di questo territorio, vanno svolte per l’obiettivo che la storia ha consegnato a questo Istitituto.
Chi aveva garantito il proprio sostegno alla causa, nei fatti non ha concretizzato nulla. Si dimentica che nelle Marche operano oltre 160.000 imprese di cui oltre il 95% di micro e piccola dimensione. Il loro coinvolgimento e concorso ancora possibile puo’ ragionevolmente concorrerere a raggiungere i risultati richiesti. Noi, rappresentanti di questo mondo produttivo, abbiamo già avuto incontri con i vertici di Banca Marche e attendiamo di essere convocati dai commissari.
Banca Marche è un Istituto di Credito che ha sempre garantito attenzione alle imprese e pertanto tutta la comunità istituzionale, pubblica e privata deve intervenire per il suo rilancio con strategie chiare e condivise con rapidità e correttezza immaginando che come questa comunità anche la banca d’Italia abbia a cuore le sorti di questo Istituto.