Autotrasporto, il nuovo anno senza rincari non sarebbe degno di menzione

Parafrasando Oscar Wilde, un nuovo anno che non contenga l’utopia della mancanza di rincari, non sarebbe degno neppure di menzione, perché tralascia il Paese nel quale l’umanità continua ad approdare. E infatti anche il 2024 “non ci sta deludendo”, sottolinea il Presidente di CNA Fita Patrizio Ricci in una analisi sulle prospettive per l’anno appena iniziato.

“Stimiamo che il paniere del MIT che compone le principali voci di costo dell’autotrasporto, soltanto con gli incrementi di inizio anno 2024, subirà un aumento percentuale medio del 4,6%, pari a circa seimila euro in più l’anno per ciascun mezzo (escluso il costo del lavoro dipendente e del carburante). Nel 2024 scade il CCNL di riferimento della categoria e certamente il suo rinnovo non sarà indolore”.

Sul costo del gasolio alla pompa, nonostante la flessione in atto, evidenziamo che tra gennaio 2022 (€ 1,598) ed il prezzo alla pompa registrato al 15 gennaio 2024 dalla CE-Energy Policy (€ 1,724), ci sono tredici centesimi in più al litro che incidono su questa voce di costo. I crediti di imposta per compensare i maggiori costi si stanno esaurendo ma per il 2024 permane un costo del carburante che incide per 4.300 euro l’anno in più per ogni veicolo pesante che effettua la linea nazionale.

Ma con l’avvento del 2024 ci sono anche altre voci di costo che direttamente e indirettamente incidono negativamente sui costi di gestione dell’autotrasporto. Un forte aumento è stato determinato sui noli marittimi che, dal 1° gennaio 2024, si sono appesantiti degli effetti della clausola “ETS SURCHAGE”.

Le problematiche relative al Canale di Suez, le rotte tra l’Asia ed il Mediterraneo, fondamentali per l’import-export del Made in Italy, stanno determinando forti aumenti dei costi del trasporto container; il sistema logistico è tornato a subire l’incertezza dei tempi di consegna a causa, tra l’altro, delle deviazioni su rotte meno pericolose ma molto più lunghe. Crescono del 5,10% le tariffe per l’attraversamento del Monte Bianco e del Frejus.

Dal mese di dicembre sono scattati gli aumenti delle tariffe di pedaggio sulle autostrade tedesche in virtù della nuova normativa che differenzia il pedaggio sulla base delle emissioni di CO2.

Per quanto riguarda i costi indiretti, allungamento dei tempi di percorrenza a causa della situazione infrastrutturale della viabilità, carenza di personale e disfunzioni degli sportelli UMC, 940 ore complessive di lavoro sottratte dal calendario dei divieti di circolazione per l’anno 2024, sono tutti aspetti che si ripercuotono negativamente sui costi, sulla capacità produttiva e sulla possibilità di conseguire reddito.

Nonostante l’avvicendarsi delle forze politiche, cambiamenti epocali attesi dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, algoritmi e sistemi digitali che potrebbero veramente incidere sul modo di lavorare, sui costi, sulla sicurezza e sulla qualità della vita, il quadro economico che ci troviamo di fronte ogni anno è sempre lo stesso; cambia tutto per non cambiare nulla.

Con l’anno nuovo si fanno però anche gli auspici. Il nostro è quello che si investa con convinzione sul capitale umano mettendo da parte individualismi, logiche di potere ed interessi di parte. Un sistema più proteso a soddisfare i bisogni reali dell’autotrasporto e dell’intera collettività. Questo è il progresso che ci aspettiamo per il nuovo anno. Quello che occorre per la realizzazione di Utopia!

Questo articolo Autotrasporto, il nuovo anno senza rincari non sarebbe degno di menzione è stato pubblicato su CNA.

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