Albo autotrasportatori, la svolta epocale compie mezzo secolo

L’Albo degli autotrasportatori compie cinquant’anni. 

La legge n.298 del 6 Giugno 1974, istitutiva dell’Albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto di terzi, ha segnato una svolta epocale nella storia dell’ordinamento italiano del trasporto merci.

L’avvento dell’Albo ha, infatti, sancito il passaggio da una regolamentazione (L. n.1349 del 20 giugno 1935) oramai lacunosa in quanto fondata su un contesto che era quello a cavallo del secondo conflitto mondiale, a una disciplina puntuale e confacente alle condizioni economiche e sociali post belliche. Nonostante ciò, sono stati necessari successivi interventi normativi per contemperare l’impatto sul settore del passaggio da vecchia a nuova normativa.

Attenuato questo iniziale impatto, negli occhi degli autotrasportatori si è progressivamente messa a fuoco la visione di un Albo professionale di riferimento utile per dettare le regole per una competizione basata su identiche condizioni di partenza, che vigila sulla regolarità delle imprese, promuove la sicurezza, la formazione e l’innovazione, effettua indagini e prova a individuare soluzioni per sopperire alle difficoltà organizzative del settore.

Nell’arco temporale che abbiamo vissuto, l’autotrasporto è stato caratterizzato da metamorfosi normative relative alle condizioni di accesso alla professione e non è stato risparmiato dagli effetti indotti determinati da piaghe che hanno colpito le attività economiche quali congiunture economiche, coronavirus e conflitti vari.

In questo contesto, l’Albo nazionale degli autotrasportatori, ha rappresentato una sorta di agorà in cui le principali associazioni di categoria hanno potuto svolgere un importante ruolo di concertazione e di orientamento per rendere più funzionali gli interventi a salvaguardia delle imprese.

La soppressione dei comitati provinciali ha interrotto la presenza dei rappresentanti di categoria in questo luogo di primo contatto ministeriale. È stata un’occasione persa per fornire, a partire dal livello territoriale, una visione più cosciente della realtà operativa del settore e quindi contribuire a una sua gestione maggiormente oculata e puntuale.

Fermo restando che esistono sempre margini di miglioramento, possiamo affermare che, in questi primi cinquant’anni di storia, l’Albo ha contribuito ad accompagnare le imprese verso un continuo progresso, professionale, economico e di immagine.

Un merito che va ascritto ai presidenti, ai vice presidenti di parte ministeriale e a quelli di parte datoriale che si sono avvicendati nella governance di questo organismo e che sono stati capaci di gestire con equilibrio e raziocinio le tensioni del settore, di confrontarsi in maniera decisa ma costruttiva nel comune interesse delle imprese e del Paese.

Una citazione degna di lode è altresì doverosa per la segreteria dell’Albo che ha cercato di rendersi sempre tempestivamente disponibile nonostante le ristrettezze dell’organico e allo staff della rivista TIR che contribuisce egregiamente a far arrivare la nostra voce ovunque. A tanti altri soggetti dobbiamo dire grazie per aver contribuito a perseguire le finalità per cui è nato l’Albo.

Patrizio Ricci 

Presidente CNA Fita 

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