Agroalimentare, una filiera forte nelle Marche di 35 mila imprese

Oltre 4 mila sono le imprese biologiche, con una superficie di 104 mila ettari, pari al 20 per cento della superficie coltivabile.

 Francesca Petrini Cna : “chiediamo alle istituzioni regionali un patto per costruire insieme programmi, azioni e strategie per la transizione ecologica delle piccole e medie imprese agroalimentari.               L’agricoltura biologica consuma il 45 in meno di energia rispetto alle produzioni tradizionali”.

 Produttori agricoli, pastai, panificatori, produttori di dolci, produttori di bevande e ristoratori. E’ l’agroalimentare, una filiera forte nelle Marche di oltre 35 mila imprese, che hanno saputo conquistare i mercati internazionali. Lo scorso anno, in piena crisi pandemica, l’export dei prodotti alimentari ha superato i 300 milioni, rispetto ai 200 milioni di dieci anni prima. Merito della capacità delle imprese marchigiane di presentare prodotti di qualità. Importante il contributo del biologico. Le Marche hanno una superficie agricola dedicata al biologico di 104 mila ettari, pari al 20 per cento del totale. Ben oltre la media nazionale. Le imprese che si occupano di biologico sono 4 mila, di cui 3.126 produttori, 283 preparatori, 10 importatori e 499 preparatori e importatori. Una crescita impetuosa, del 32 per cento rispetto all’anno precedente. Di queste, sono oltre 2 mila quelle che hanno aderito al “Distretto Biologico Unico delle Marche”. Altri due Distretti predisposti dalla Regione riguardano i “Prodotti di prossimità” e i “Prodotti certificati”. Nel prossimo Expo Internazionale di Dubai del 2021/2022, le Marche saranno protagoniste nella settimana dedicata all’agroalimentare.

L’obiettivo di questi distretti è quello di preservare il paesaggio rurale marchigiano.

“La Regione Marche” ha affermato Francesca Severini del Servizio Politiche Agroalimentari regionale “si impegna a promuovere linee di attività per la salvaguardia e la valorizzazione economica della biodiversità marchigiana, per favorire processi di aggregazione nella filiera agroalimentare e azioni formative e informative per la diffusione del metodo biologico tra gli operatori agroalimentari”.

Di biologico e di sostenibilità nella filiera agroalimentare, come opportunità per le piccole imprese, si è parlato all’Assemblea Elettiva Agroalimentare Cna Marche,

Dopo il saluto del presidente di Cna Marche Gino Sabatini, sono intervenuti il responsabile nazionale Cna Agroalimentare Gabriele Rotini; Elena Viganò docente di Economia ed Estimo Rurale all’Università di Urbino: l’agronoma Rita Rognoli; Debora Cuini, di ISDE Italia medici per l’ambiente; l’Onorevole Pasquale Maglione della Commissione Agricoltura della Camera; Francesca Severini Dirigente del servizio Agroalimentare della Regione Marche e Francesca Petrini presidente Unione Agroalimentare Cna Marche.

Agricoltura biologica, una legge ferma da due anni ferma in Parlamento. “Finalmente” ha annunciato l’Onorevole Pasquale Maglione della Commissione Agricoltura della Camera “il disegno di legge 848 sull’agricoltura biologica, lo scorso mese di maggio ha ricevuto il via libera dal Senato e presto diventerà legge dello Stato, per rispondere alle esigenze di un settore che da anni attende aggiornamenti normativi e interventi per la tutela del settore biologico”.

Una politica agroalimentare del terzo millennio. “Serve” ha sostenuto Gabriele Rotini responsabile nazionale Agroalimentare Cna “una politica agricola integrata con le politiche commerciali e le esigenze dei consumatori. Oggi gli agricoltori sono sempre più trasformatori, gli artigiani non fanno solo produzione ma anche commercio e i ristoratori non sono solo commercianti ma anche artigiani.”

Francesca Petrini è stata eletta presidente degli agricoltori Cna e coordinatrice dell’Unione Agroalimentare Cna Marche. Giovanni Bertulli sarà il presidente dei dolciari, panificatori e pastai e Andrea Moroni presidente dei ristoratori e produttori di bevande.

“Siamo pronti” ha sostenuto Francesca Petrini “ad affrontare la sfida della sostenibilità della catena alimentare nelle piccole e medie aziende della filiera agroalimentare. Chiediamo alle istituzioni regionali un patto per costruire insieme programmi, azioni e strategie per il conseguimento di questo obiettivo, fondamentale per la transizione ecologica. Infatti, l’agricoltura biologica consuma il 45 in meno di energia rispetto alle produzioni tradizionali”.

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