Le recenti modifiche normative previste nella Legge di Bilancio 2026 intervengono sula disciplina delle locazioni brevi. Di seguito le principali novità introdotte:
1. Cedolare secca estesa anche con intermediari
La cedolare secca può ora essere scelta anche quando la locazione breve è conclusa tramite agenzie immobiliari o portali telematici.
Ciò significa che, al di là del canale di intermediazione usato, il locatore può optare per questo regime fiscale agevolato.
2. Obblighi a carico di intermediari
Agenzie e piattaforme online devono comunicare i dati dei contratti all’Agenzia delle Entrate. Entro il 30 giugno dell’anno successivo, devono trasmettere informazioni quali: nome, codice fiscale del locatore, durata, importo lordo e indirizzo dell’immobile.
Inoltre, se ricevono i canoni o partecipano a pagamenti, agiscono da sostituti d’imposta, applicando una ritenuta del 21% sul canone e versandola allo Stato.
3. Impatto fiscale e operativo
Le agenzie immobiliari e le piattaforme si trovano al centro di una maggiore responsabilità operativa, dovendo garantire un rigoroso rispetto degli obblighi di comunicazione e ritenuta.
All’interno della Legge di Bilancio 2026, l’articolo 7 introduce le seguenti modifiche alla disciplina delle locazioni brevi:
Conferma del regime cedolare secca per le locazioni brevi, con applicazione fino al 2026;
Limite di immobili ridotto da 4 a 2: ora è possibile applicare la cedolare secca solo fino a due unità locate brevi.
La platea dei proprietari potenzialmente destinatari della cedolare secca si restringe: chi propone in locazione breve più di 2 appartamenti si vede di fatto spinto a operare in forma imprenditoriale, con necessità di aprire partita IVA e applicare il regime fiscale d’impresa.
Permane l’obbligo di trasmissione dei dati contrattuali all’Agenzia delle Entrate per il monitoraggio e la corretta applicazione del regime agevolativo.
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