Affitti brevi, la nostra posizione: servono regole

La rivista Formiche.net, in collaborazione con Airbnb, ha organizzato una tavola rotonda dal titolo “Le nuove frontiere del turismo. Analisi e scenari delle locazioni brevi in Italia”. L’evento è stato aperto dalla presentazione di uno studio che ha indagato l’impatto socio-economico delle locazioni brevi sul territorio nazionale con un focus su tre importanti città italiane. Alla tavola rotonda (a cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, esperti e associazioni, tra i quali l’onorevole Gianluca Caramanna, consigliere per i rapporti istituzionali del ministro del Turismo, e Giacomo Trovato, country manager Italia di Airbnb) è intervenuto Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di CNA Turismo e Commercio.

La crescita delle prenotazioni di alloggi a breve termine sta assumendo un ruolo importante per l’ecosistema turistico europeo. Il fenomeno ha acquisito maggior consistenza durante la ripartenza del turismo dopo il primo lockdown, con la riscoperta delle seconde case di proprietà e con l’utilizzo delle strutture ricettive extra-alberghiere.

Tra maggio e settembre del 2020, infatti, oltre 13 milioni di italiani hanno scelto questa tipologia ricettiva, sfiorando i 70 milioni di presenze, con una media di pernottamenti superiore alle 5 notti. Nel 2019, anno pre-pandemico, il settore dell’extra-alberghiero ha superato i 33 milioni di arrivi (tra italiani e stranieri) con oltre 155 milioni di presenze e una media pernotti che si attesta a 4,5 notti.

“Il settore ricettivo nella sua complessità (alberghiero ed extra-alberghiero) vale oltre 35 miliardi di euro, tenendo conto di tutte le componenti della spesa, diretta e indiretta: ricettività, trasporti, ristorazione, shopping, cultura”, ha esordito Cristiano Tomei. “A questi numeri vanno aggiunti quelli delle seconde case di proprietà, tra cui rientrano anche gli affitti brevi, che si attesta sui 20 miliardi. Il settore extra-alberghiero fornisce una risposta in termini di ricettività turistica nei borghi inserendosi in modo più armonico nel contesto urbanistico. È evidente – ha sottolineato – che il tema delle locazioni brevi è diventato un argomento di confronto in ambito nazionale, oggetto dell’interessamento della Commissione Europea, impegnata a definire un regolamento volto ad aumentare la trasparenza nei servizi di affitto di alloggi a breve termine e ad aiutare le autorità pubbliche a garantire il loro sviluppo equilibrato nel quadro di un settore del turismo sostenibile”.

L’aumento della raccolta e della condivisione dei dati consentirebbe lo sviluppo informato di misure efficaci e allo stesso tempo proporzionate. Tra queste, per esempio, l’individuazione di un numero di registrazione univoco – ha proseguito Tomei – faciliterebbe la definizione di una regolamentazione oramai non più procrastinabile, soprattutto in determinate realtà, come le grandi città. Anche la regolamentazione del numero di immobili e di affitti messi a disposizione da un unico proprietario sarebbe utile per stabilire quali siano i criteri compatibili con un’attività di carattere imprenditoriale. La garanzia che i numeri di registrazione siano visualizzati e verificabili con un numero di registrazione univoco eviterebbe il ‘sommerso’ e le attività non regolamentate, a vantaggio di tutti”, ha affermato in conclusione.

Questo articolo Affitti brevi, la nostra posizione: servono regole è stato pubblicato su CNA.

Read More

Generated by Feedzy
ASSOCIATI