Con l’addio al Superbonus 110 per cento, le spese delle famiglie per le ristrutturazioni sono calate in Italia del 35 per cento nei primi mesi del 2025.
“Nelle Marche” sostiene il neoeletto presidente regionale di Cna Costruzioni Giampiero Cardinali “le cose vanno meglio grazie al fatto che nel cratere sismico il Superbonus è rimasto e funziona a buon ritmo. Inoltre ci sono cantieri ancora aperti per la conclusione di lavori avviati negli anni scorsi, anche se sono sempre meno. Infine, a trainare il comparto, ci sono i lavori per il completamento delle opere pubbliche, legati alla ricostruzione e al Pnrr. “
Al 31 maggio 2025 nelle Marche i dati relativi al superbonus 110% i cui lavori sono ancora in corso, portano ad una detrazione lavori pari a 3.547.528.981,88 di cui realizzati il 96,4% per un totale di 14.192 edifici. Di questi edifici il 40,5% (5.741) sono unifamiliari per il 18,4% degli investimenti, il 37,3% (5.296) sono condomini per il 73,2% degli investimenti, il 22% (3.155) sono unità indipendenti per l’8,4% degli investimenti.
“Per le Marche, nei primi sei mesi del 2025,” afferma Cardinali “le ore lavorate, i lavoratori iscritti, la massa salari sono tutti ancora in positivo. L’unico elemento negativo, ma questo è un trend che dura da almeno il periodo della crisi, diciamo quella importante dal 2008-2015, la diminuzione del numero delle imprese iscritte alla Camera di Commercio».
Con la fine del Superbonus, lo scorso anno l’edilizia marchigiana ha perso 2.564 imprese mentre i lavoratori nei cantieri sono comunque aumentati di 1.688 unità con una crescita di 764.329 ore lavorate per complessive 15,6 milioni di ore lavorate nel 2024.
Ad oggi le imprese edili marchigiane sono 17.600 con 24.286 addetti.
Il timore dell’associazione di categoria è che con il venir meno dei bonus nelle Marche la tendenza positiva possa modificarsi

“Quest’anno” precisa Cardinali “le riqualificazioni sono al 50% sulla prima casa e al 36% sulla seconda, percentuali che diminuiranno ancora nel prossimo anno, scendendo al 30 per cento e al 36 per cento per le prime case. Tutto questo ovviamente stride tantissimo con gli obiettivi di efficientamento del parco immobiliare e la direttiva Green europea e porta anche ad un aumento dei lavori in nero. Servono ulteriori incentivi per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche. Attualmente l’unica misura davvero di favore resta il bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche che è al 75 per cento nel 2025.”