NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 72

NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 72   

03 AGOSTO 2011

Da Unioncamere Marche:

 

Tra aprile e giugno le aziende iscritte alle Camere di commercio sono aumentate di 1.030 unità. Le Marche si confermano così come la regione con il più alto numero di imprese rispetto agli abitanti (10,3 ogni 100 abitanti)  contro una media nazionale di 8,8 imprese per 100 abitanti

I MARCHIGIANI TORNANO A FARE IMPRESA

Il Centro Studi Unioncamere evidenzia come sia Ascoli Piceno la  provincia con il maggior tasso di crescita (+0,75%) seguita da Pesaro Urbino (+0,72). )). Per quanto riguarda l’artigianato è Pesaro a primeggiare (+0,96%)

I marchigiani tornano a fare impresa. Nel secondo trimestre 2011 in 3.036 hanno deciso di avviare un’attività imprenditoriale mentre a cessare l’attività sono stati 2.006. Dunque sul territorio marchigiano alla fine di giugno le aziende erano aumentate di 1.030 unità. Ora le imprese iscritte alle Camere di commercio della regione sono complessivamente 177.541. Le Marche si confermano così come la regione con il più alto numero di imprese rispetto agli abitanti (10,3 ogni 100 abitanti)  contro una media nazionale di 8,8 imprese per 100 abitanti e recuperano quanto perso nel primo trimestre, quando le imprese erano diminuite di 1.029 unità. Dopo un lungo periodo di difficoltà, anche le imprese artigiane tornano a crescere: in tre mesi hanno aperto i battenti in 1.010 e chiuso in 919 con un saldo positivo di 91 unità, che le ha portate a raggiungere quota 50.591.

“In un momento di grande incertezza come quello che stiamo vivendo a causa della forte instabilità dei mercati” ha dichiarato il presidente regionale Unioncamere Alberto Drudi “gli imprenditori stanno facendo la loro parte, malgrado i tanti ostacoli che frenano chi vuol fare impresa: dalla burocrazia al difficile accesso al credito ed al calo dei consumi che frena produzione e fatturato delle aziende. Unioncamere Marche è impegnata a consolidare lo sviluppo grazie allo sforzo congiunto del sistema camerale insieme alla Regione, alle associazioni di categoria ed agli istituti di credito per valorizzare al meglio il Made in Marche in modo omogeneo e senza fratture fra i territori ed i distretti regionali.” 

Andando sul territorio regionale, il Centro Studi Unioncamere, che ha elaborato i dati Movimprese sulla natalità e mortalità delle imprese,  evidenzia come sia Ascoli Piceno la  provincia con il maggior tasso di crescita (+0,75%) seguita da Pesaro Urbino (+0,72) , Fermo(+0,71%) e Macerata (+0,40)). Per quanto riguarda l’artigianato è Pesaro a primeggiare (+0,96%). Seguono Ascoli (0,58), Fermo (0,55), Ancona (0,29) e Macerata (-1,22%)

Segnali di ripresa arrivano soprattutto dalle imprese edili, che aumentano di 47 unità in tre mesi. In crescita anche le attività di servizi alle imprese (+19) ed i servizi finanziari e assicurativi (+13). Continuano invece a perdere imprese i trasporti (-34) ed il commercio (-14) così come i principali comparti manifatturieri (-39), con l’eccezione degli alimentari (+11) e del tessile (+5), con le aziende calzaturiere che calano di 13 unità e  quelle meccaniche di 4 così come il mobile. Secondo il Centro Studi Unioncamere Marche, la stragrande maggioranza delle nuove imprese non sono state ancora classificate nei singoli settori di appartenenza. Infatti, le nuove aziende considerate non classificate sono 1.151 mentre solo 90 sono quelle cancellate dall’Albo delle imprese, con un saldo positivo di 1.061 che rappresenta la quasi totalità delle 1.030 aziende in più nate tra aprile e giugno.

Guardando alla ragione sociale si conferma la forte crescita delle società di capitale (+356)  e delle società si persone (+135) ma la sorpresa viene dalle imprese individuali che  negli ultimi anni erano in lento ma costante calo e che tornano ad aumentare (+524) e tornano sopra le 104 mila imprese confermandosi ancora come la forma sociale preferita dagli imprenditori marchigiani.

Dalle Cna provinciali:

PARTE DA ANCONA LA RIVOLTA

CONTRO IL NUOVO REGISTRO INFORMATICO DELL’OLIO

No alla burocrazia e ai costi doppi per i frantoi artigiani:

CNA Alimentare promuove due iniziative sindacali

ANCONA. Far sentire la propria voce nonostante tutto e dire chiaramente NO alla burocrazia e ai costi doppi per i frantoi artigiani. La Cna Alimentare della provincia di Ancona promuove due iniziative sindacali per la modifica del SIAN (Sistema informatico dell’Agricoltura Nazionale).

Il SIAN, dal 1 luglio, informatizza una serie di incombenze che prima di tale data erano cartacee. In particolare, le imprese che producono e quelle che confezionano olio sono obbligate a trasmettere per via telematica i dati relativi alle movimentazioni del prodotto entro un tempo massimo di sei giorni. Tale sistema dovrebbe accelerare e facilitare la repressione delle frodi.

“La nostra associazione – dice Andrea Cantori, responsabile provinciale Cna Alimentare – da sempre sostiene la semplificazione burocratica e l’utilizzo di strumenti informatici innovativi, tale innovazione però deve sempre essere accompagnata dalla realtà dell’esistente e tenere conto delle problematiche che attanagliano il settore”.

La nuova normativa, infatti, presenta molti punti di debolezza che preoccupano i titolari di frantoi artigiani.

Innanzitutto, il trasferimento in via telematica di tutta l’anagrafica clienti e fornitori apre un fronte caratterizzato da paure ed angosce. E’ evidente, infatti, che in questa maniera sono disponibili dati di estrema sensibilità per le nostre piccole imprese che potrebbero far gola a molti.

Inoltre, l’obbligo di trasmettere i dati al SIAN entro 6 giorni dà origine ad una mole di lavoro che metterebbe in difficoltà i piccoli frantoi, dove il personale è spesso riconducibile al solo nucleo familiare, soprattutto nel periodo della molitura.

Si segnala la disparità di trattamento tra le imprese artigiane e i produttori agricoli. Le aziende agricole e gli olivicoltori che commercializzano il proprio olio sono esonerate da queste procedure creando una discriminazione fra imprese che incide sulla competizione.

Sensibile alle richieste dei titolari di frantoi, la Cna Alimentare della provincia di Ancona ha voluto promuovere due azioni sindacali: un ricorso al Consiglio di Stato e un documento di richiesta di modifica da inviare all’AGEA (Agenzia per l’Erogazione in Agricoltura che gestisce il SIAN).

“Esistono troppe lacune nel SIAN che vanno corrette – rileva Andrea Cantori – ora le nostre richieste sono state accolte e pertanto procederemo con un ricorso al Consiglio di Stato. Stiamo inoltre raccogliendo le firme per presentare un documento di modifica del SIAN da inviare all’Agea. La nostra speranza è che il buon senso prevalga”.

“Non vogliamo operare senza regole ma siamo esasperati – chiarisce Francesca Petrini, presidente di Cna Alimentare Ancona – uno degli effetti più gravi di questa normativa è anche la violazione della privacy: siamo, infatti, obbligati a inviare i nominativi di pacchetti di clienti e fornitori, in sostanza a rendere nota una parte sostanziale del patrimonio aziendale. Il tutto senza alcuna garanzia, perché in caso di  divulgazione non autorizzata o furto dei dati nessuno è chiamato a  rispondere”.

LA CNA PROVINCIALE DI FERMO PLAUDE

ALL’APERTURA DEL NUOVO CASELLO DELL’A14.

Sandro Coltrinari: “Adesso non dimentichiamo di migliorare la viabilità interna”.

FERMO. E’ stato senza dubbio uno dei giorni più importanti da quando la Provincia di Fermo è nata. C’erano anche i rappresentanti della CNA Provinciale di Fermo, lo scorso venerdì, all’apertura del nuovo casello autostradale di Porto Sant’Elpidio dell’A14, nell’ambito dell’iniziativa “Cantieri Aperti”.

“Questo nuovo svincolo, capace di collegare il mare e l’entroterra – afferma Sandro Coltrinari, presidente della Cna di Fermo – costituisce un’opera preziosa per la valorizzazione e lo sviluppo delle imprese della nostra provincia. L’apertura ha destato grande interesse da parte degli imprenditori nostrani: molti di loro infatti – prosegue – vedranno valorizzati i propri opifici e gli spazi aziendali della zona artigianale-industriale di Porto Sant’Elpidio. Molti altri decideranno di investire in una zona che diventerà il nuovo baricentro della Provincia di Fermo, con collegamenti agevolati con altre zone di produzione e commerciali limitrofe, raggiungibili senza attraversare il traffico cittadino”.

L’utilizzo del nuovo casello dell’A14, però, dovrà andare di pari passo ad una politica amministrativa che non perda di vista le condizioni attuali delle nostre strade: “E’ di vitale importanza – sostiene il presidente Coltrinari – che un collettore come lo svincolo di Porto Sant’Elpidio faccia il paio con il miglioramento e la sistemazione della viabilità interna del nostro territorio, così da collegare il Fermano tutto, evitare la concentrazione solo nella zona di Porto Sant’Elpidio e lo spopolamento dei micro distretto produttivi dell’interno”.

“Questo casello avrà un’importanza fondamentale anche per lo sviluppo turistico – sostiene Alessandro Migliore, coordinatore della Cna Provinciale di Fermo – in quanto diventerà una vera e propria porta sul mare: sarà infatti più agevole scegliere di trascorrere le vacanze sulla nostra costa. Lo svincolo costituisce un vero e proprio sbocco sull’entroterra fermano, in grado di valorizzare il patrimonio naturale, paesaggistico, storico e culturale del nostro territorio. La vicinanza di mare, monti e colline sarà sempre più un valore aggiunto caratterizzerà e farà apprezzare in modo particolare il nostro entroterra”. 

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